Sabato 6 Maggio, da Fossacesia Marina, prenderà il via la 106º edizione del Giro d’Italia. La corsa rosa prevederà un percorso durissimo con ben 51.300 metri di dislivello, che insieme ai 72 chilometri a crono hanno attirato una startlist ricca di campioni, che si daranno battaglia tra le grida degli appassionati.

STORIA
La storia del Giro risale al 1909, quando la “Gazzetta dello Sport” precedendo di poco il “Corriere della Sera” fondò una corsa composta da 8 tappe, con partenza ed arrivo a Milano. La vittoria finale andò al lombardo Luigi Ganna, che tramite un sistema basato sui piazzamenti nelle singole tappe e non sui rilevamenti cronometrici, consegui la vittoria finale precedendo il milanese Carlo Galetti, famoso per aver vinto le successive tre edizioni. Bisognerà aspettare l’edizione del 1914 per la classifica generale basata su rilevamenti cronometrici, un’ edizione che mosse molte polemiche intorno al vincitore Alfonso Calzolari, per degli eventuali traini. Il giro come molte corse ciclistiche si fermò tra il 1915 e il 1918 a causa del primo conflitto mondiale. Gli anni del post guerra videro trionfare grandissimi campioni del passato come: Costante Girardengo, Alfredo Binda, Gino Bartali, Fausto Coppi… ma l’ edizione più importate da citare è quella del 1931, dove venne introdotto il simbolo inequivocabile del leader della corsa, ovvero la maglia rosa: dalla prima tappa del giro 1931 fino ad oggigiorno il leader della corsa indossa la magnifica maglia. Mentre nel 1933 venne introdotto il “Gran Premio della Montagna”. La corsa si fermò un’ altra volta nell’ anno 1941, pausa che durò fino al 1945 a causa della seconda guerra mondiale. La prima edizione post guerra è ricordata per le interruzioni avvenute a causa di attivisti filo-jugoslavi. Accantonando questa piccola parentesi, furono anni magnifici per il movimento ciclistico italiano, con duelli mozzafiato tra leggende come Gino Bartali, Fausto Coppi e Fiorenzo Magni, quest’ultimi si alternarono in vittorie e sconfitte fino al 1955, scrivendo pagine di storia indelebili. Nei successivi anni, tra i vari vincitori si contraddistinguono Jacques Anquetil, Franco Balmamion e Vittorio Adorni. A partire dal 1967 Si susseguirono annate contraddistinte da dualismi, prima il “cannibale” Eddy Merckx e Felice Gimondi, con rispettivamente cinque e tre successi finali, e negli anni ottanta con Giuseppe Saronni e il recordman dell’ ora, per diversi anni, Francesco Moser. Nel 1976 venne istituita anche la classifica accessoria che riguarda tutti i ciclisti Under 26, che evidenziò come primo vincitore Alfio Vandi. Gli anni novanta si aprirono con due successi dello spagnolo Miguel Indurain e si chiusero con con lo scontro tra il “Pirata” Marco Pantani e Ivan Gotti. Il nuovo millennio si aprì al meglio per i ciclisti azzurri, che ottennero sette successi consecutivi, tra cui: Gilberto Simoni, Paolo Savoldelli e Ivan Basso. Si insidiarono in mezzo ai successi tricolori lo spagnolo Alberto Contador e il colombiano Nairo Quintana, ma questo non fermò le storiche vittorie di Michele Scarponi, che ottenne il successo a seguito della squalifica per doping di Contador, e due magnifici successi dello “Squalo” Vincenzo Nibali (uno dei più forti ciclisti della sua generazione), ritiratosi nella scorsa stagione. È entrato a far parte della storia dei grandi giri, per essere uno dei sette corridori ad aver conquistato almeno un’edizione di tutti e tre i grandi giri (Vuelta, Tour e Giro). Dopo la vittoria del 2016 di quest’ultimo, il giro sta vivendo il più grande digiuno di vittorie italiane. Non era mai accaduto nella storia del giro che nessuno italiano riuscisse a conquistare la vittoria generale per più di 5 anni. Negli ultimissimi anni è d’ obbligo nominare Chris Froome che con il successo del 2018 è entrato anche lui a far parte dei sette uomini ad aver ottenuto almeno un successo in ogni grande giro. L’ ultima edizione ha visto trionfare anche il primo vincitore oceanico della storia della corsa rosa, che risponde al nome di Jai Hindley.
PERCORSO
Quest’anno gli organizzatori hanno progettato un percorso con partenza in Abruzzo e arrivo a Roma. Un itinerario composto da 3.489,2 chilometri divisi in 21 tappe di cui: tre Tappe a cronometro, circa sette tappe per velocisti, circa sette tappe collinari e ben quattro tappe d’ estrema difficoltà.

1º TAPPA, FOSSACESIA MARINA – ORTONA: Il Giro inizierà la sua cavalcata verso Roma con questa cronometro. Un percorso lungo quasi 20 chilometri abbastanza lineare con una piccola salita al 5,2% sul finale, tratta che favorirà sicuramente gli specialisti a crono. Al suo termine verrà assegnata la prima maglia rosa.

2º TAPPA, TERAMO – SAN SALVO: In questa tappa si prospetta la prima occasione per i velocisti. Una tratta lunga 202 km, con al suo interno due sprint intermedi e due GPM. I riflettori saranno puntati interamente sulla volata finale di gruppo.

3º TAPPA, VASTO – MELFI: Ecco la prima fase collinare di questa edizione, 213 chilometri che racchiudono al loro interno due sprint intermedi e due GPM. Negli ultimi 43 chilometri le pendenze inizieranno ad aumentare, e ciò determinerà una selezione.

4º TAPPA, VENOSA – LAGO LACENO: Un’ altra frazione molto movimentata lunga 175 chilometri con due sprint intermedi e tre GPM di 2º categoria. Si mostrano diverse salite tra cui: il Colle Molella lunga 9,6 km al 6.2%, che metterà a dura prova la resistenza dei corridori fino al traguardo.

5º TAPPA, ATRIPALDA – SALERNO: Torna a scendere il coefficiente di difficoltà, 170 chilometri con due sprint intermedi e due GPM. Gli ultimi 800 m sono rettilinei e con una sede stradale larga 8 metri, ambientazione perfetta per ospitare la volata del gruppo.

6º TAPPA, NAPOLI – NAPOLI: Un’ altra tappa sulla carta per velocisti, che dovranno prestare attenzione alla prima parte tortuosa. 160 chilometri con due sprint intermedi e due GPM. Gli ultimi 35 chilometri sono estremamente pianeggiante, e se non fosse avvenuta precedentemente una selezione, si visionerà una volata di gruppo.

7º TAPPA, CAPUA – GRAN SASSO D’ITALIA: Ecco arrivare la prima tappa veramente impegnativa, anche se non rientra nelle 4 frazioni di estrema difficoltà è comunque una tappa che si riserverà solamente ai corridori maggiormente resistenti. 218 chilometri con al loro interno due sprint intermedi e tre GPM. Gli ultimi 7 chilometri si presenteranno con una pendenza media attorno al 9% e punte al 13%.

8º TAPPA, TERNI – FOSSOMBRONE: In questa giornata si prospetta una tratta collinare lunga 207 chilometri, al suo interno due sprint intermedi e tre GPM. Negli ultimi 45 chilometri si mostrano due salite: la prima lunga quasi 8 km al 6,5% mentre la seconda più corta (2,8 km) ma più impegnativa con punte al 19% (media 7,9%).

9º TAPPA, SAVIGNANO SUL RUBICONE – CESENA: L’ ultimo sforzo prima del giorno di riposo sarà caratterizzato da una prova contro il tempo. Percorso lungo 35 chilometri con lunghi e veloci rettilinei che favoriranno gli specialisti.

10º TAPPA, SCANDIANO – VIAREGGIO: Dopo il giorno di riposo il gruppo ripartirà con una tappa ambigua, lunga 196 chilometri potrebbe visionare più scenari. Il più attendile è l’arrivo di gruppo ma non è da escludere un’ altra tipologia d’ arrivo, vista la prima parte tortuosa accompagnata da 2 GPM. A 48 e 154 chilometri si mostrano anche due sprint intermedi utili come sempre alla classifica della maglia ciclamino.

11º TAPPA, CAMAIORE – TORTONA: Un’ altro tragitto sulla carta per velocisti lungo 219 chilometri che nasconde al suo interno due sprint intermedi e tre GPM, i velocisti dovranno resistere ad una eventuale corsa dura.

12º TAPPA, BRA – RIVOLI: 179 chilometri con 2300 metri di dislivello, 2 GPM e 2 sprint intermedi. Si classifica come una tratta collinare principalmente per la salita situata vicino all’ arrivo lunga quasi 10 km al 7,1%, che regalerà spettacolo.

13º TAPPA, BORGOFRANCO D’IVREA – CRANS MONTANA: Si torna a fare sul serio con 207 chilometri in cui si visionano 3 GPM e 2 sprint intermedi. Tre salite infernali che spremeranno al massimo le gambe dei corridori: Col du Grand Saint-Bernard lungo 34,3 km al 5,5% di pendenza media, a cui seguirà Croix de Coeur lungo 15,5 km all’ 8,6% e infine l’ ultima salita che porterà all’ arrivo di Crans Montana 12,9 km al 7,2% con punte al 13%.

14º TAPPA, SIERRE – CASSANO MAGNAGO: Dopo il grande sforzo una tappa più tranquilla lunga 194 chilometri che si addice alle ruote veloci. Un solo GPM di 1º categoria nella fase iniziale a cui seguiranno quasi 100 chilometri piatti con 2 sprint intermedi. L’ attenzione sarà rivolta al finale in volata.

15º TAPPA, SEREGNO – BERGAMO: Ultima tappa prima del 2º e ultimo giorno di riposo, frazione molto impegnativa con 4 GPM e 2 sprint intermedi distribuiti in 195 chilometri. Sono proprio quattro le salite impegnative che i corridori dovranno attraversare, tutte hanno una pendenza media intorno 7/8%, mentre l’ ultima si presenta a 30 chilometri dall’ arrivo con punte al 17%.

16º TAPPA, SABBIO CHIESE – MONTE BONDONE: Si spera che i corridori di classifica abbiano recuperato al meglio nel giorno di riposo. Perché questa sarà la 3º tappa infernale con 5 GPM e 2 sprint intermedi concentrati nella seconda parte dei 203 chilometri. Le prime salite si aggirano intorno al 6/7% di pendenza, ma la più temuta è senza dubbio la salita che si concluderà sulla linea d’ arrivo, ben 21,4 km al 6,7% con punte finali al 15%.

17º TAPPA, PERGINE VALSUGANA – CAORLE: Clementi gli organizzatori che concedono subito una tappa pianeggiante, 197 chilometri estremamente piatti con 2 sprint intermedi. Una grande occasione per i velocisti che dovranno prestare solamente attenzione ad eventuali ventagli.

18º TAPPA, ODERZO – VAL DI ZOLDO: Una frazione più breve ma comunque molto impegnativa, in cui si evidenziano 2 sprint intermedi e 4 GPM. Nella parte conclusiva si susseguono in poco tempo tre salite: la prima 9,6 km al 7,8%, la seconda quasi 6 chilometri al 9,7%, e infine la salita di Val di Zoldo 2,7 km al 6,4% che premierà i corridori più esplosivi.

19º TAPPA, LONGARONE – TRE CIME DI LAVAREDO: Ed ecco l’ ultimo “tappone”, 183 chilometri con 5 GPM, 2 sprint intermedi e 5400 m di dislivello. Tutte le salite saranno estremamente dure, ma l’ ultima che porterà all’ arrivo farà la maggiore differenza. Lunga 7,2 km al 7,6% con punte al 18%, sarà letale per molti corridori.

20º TAPPA, TARVISIO – MONTE LUSSARI: Arriva anche l’ ultima prova contro il tempo di questo giro, questa volta si assisterà ad una crono scalata lunga 18 chilometri. I primi 10,8 km saranno quasi totalmente piatti, effettuato il cambio di bici i corridori affronteranno una salita di 7,3 km al 12% con punte al 22%, che potrebbe stravolgere le posizioni in classifica generale.

21º TAPPA, ROMA – ROMA: L’ ultima frazione sarà una passerella per gli uomini di classifica. Estremamente piatta e corta, solamente 126 chilometri con 2 sprint intermedi, lascerà spazio alle ruote veloci rimaste in corsa.
STARTLIST E FAVORITI
Nonostante i numerosi forfait rimane una startlist stellare. L’ atleta più atteso è senza ombra di dubbio Remco Evenepoel, che ha da poco conquistato la Liegi-Bastogne-Liegi, la Soudal-QuickStep gli affiancherà Jan Hirt e Ilan Van Wilder. Altro nome da tenere d’occhio è quello di Primoz Roglic vincitore della recente Tirreno-Adriatico, che potrà puntare sul sostengo di tutta la Jumbo Visma a partire da Sepp Kuss e Rohan Dennis. Tao Geoghegan Hart guida la Ineos Grenadiers, affiliati a lui Geraint Thomas e Filippo Ganna, quest’ ultimo si mostrerà nelle crono. La UAE ha rivelato la sua armata capitanata da João Almeida, a suo sostegno Jay Vine e Brandon McNulty. Per la Bora Hansgrohe Aleksander Vlasov sarà ben coperto da Lennard Kämna e Patrick Konard. La EF racchiuderà le proprie possibilità in Hugh Carthy, tenendosi due ottime opzioni in volata come Magnus Cort Nielsen e Andrea Bettiol. Alcune possibilità italiane derivano da Domenico Pozzovivo, che guiderà la Isreal-Premier Tech. Per la Bahrain Victorius Damiano Caruso, Jack Haig e Mäder Gino sono 3 valide opzioni per le ambizioni di classifica. La Groupama-FDJ si presenta con Thibaut Pinot leader affiancato da Stefan Kung. La DSM sarà guidata dal giovane Andreas Leknessund e dall’italiano Alberto Dainese nelle tappe pianeggianti. Per l’Intermache spiccano su tutti i nomi di Lorenzo Rota e Erik Bystrom a caccia di tappe. Warren Barguil e Victor Lafay sono i grandi nomi di Arkea e Cofidis. L’Alpecin racchiuderà le proprie possibilità nelle volate di Kaden Groves. La Movistar punterà tutto su Fernando Gaviria e Carlos Verona. La Trek-Segafredo sarà capitanata dal campione del mondo 2019, Mads Pedersen, a caccia della maglia ciclamino. L’ Astana avrà come punta negli sprint Mark Cavendish. Il Team Jayco Alula si affida a Michael Matthews e Eddie Dunbar. Menzione d’onore per Lorenzo Fortunato, che guiderà l’ Eolo-Kometa nelle tappe più impegnative.
- ☆☆☆☆☆ Remco Evenepoel
- ☆☆☆☆ Primoz Roglic, Tao Geoghegan Hart
- ☆☆☆ Geraint Thomas, João Almeida, Aleksander Vlasov
- ☆☆ Lennard Kämna, Damiano Caruso, Hugh Carthy, Jack Haig
- ☆ Thibaut Pinot, Sepp Kuss, Gino Mäder, Brandon McNulty, Thymen Arensman
- 𝐎𝐮𝐭𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫: Lennard Kämna, Sepp Kuss
- 𝐒𝐨𝐭𝐭𝐨𝐭𝐨𝐧𝐨: Thymen Arensman, Domenico Pozzovivo
FAVORITI MAGLIA CICLAMINO
- ☆☆☆☆☆ Mads Pedersen
- ☆☆☆☆ Fernando Gaviria, Micheal Matthews
- ☆☆☆ Kaden Groves, Magnus Cort, Alberto Dainese
- ☆☆ Pascal Ackerman, Mark Cavendish, Simone Consonni, Andrea Vendrame
- ☆ Filippo Fiorelli, Vincenzo Albanese, Nicolas Tivani, Davide Ballerini, Andrea Pasqualon

Scrivi una risposta a Mara Rotelli Cancella risposta