Il judoka francese Teddy Riner, indubbiamente uno dei più grandi interpreti della disciplina, se non il più grande, si è imposto nella categoria +100 kg (supermassimi) e si è laureato per la terza volta in carriera campione olimpico a livello individuale.
Il fuoriclasse della Guadalupa, ultimo tedoforo insieme a Marie-Josè Pèrec in occasione della cerimonia d’apertura di pochi giorni or sono, è stato capace di vincere sia la semifinale sia la finale valevole per la medaglia d’oro grazie a due straordinari ippon, che hanno frantumato ogni velleità del tagiko Rakhimov e del coreano Kim Minjong.
Riner, nove volte sul gradino più alto del podio ai campionati del mondo in questa categoria, rientra inevitabilmente tra le leggende dello sport a tutto tondo, anche in virtù del fatto che è stato in grado di mettersi al collo una medaglia in due edizioni dei Giochi olimpici separate da sedici anni, fatto che nel judo ha senza dubbio del clamoroso. Infatti, dopo aver vinto la medaglia di bronzo ai Giochi di Pechino 2008, ha trionfato a Londra e a Rio, per poi concludere terzo a Tokyo e tornare a vincere il metallo più pregiato a Parigi, in un’edizione dal peso specifico incalcolabile per gli atleti francesi.
Gli eventi di ieri proiettano Teddy Riner, fuoriclasse con pochi eguali nella storia dello sport, direttamente nella leggenda; il comitato organizzatore non poteva trovare atleta più adatto a cui assegnare il ruolo di ultimo tedoforo.


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