Con la finale tra Spagna e Inghilterra si è concluso Euro2024. Un torneo amaro per l’Italia e i padroni di casa tedeschi, ma doloroso per l’Inghilterra. A trionfare è la Spagna del CT De La Fuente. Un successo meritato per le Furie Rosse, che toccano così quota quattro Europei, un record assoluto per la competizione.
Yamal, Nico e un gioco corale
L’Europeo della Spagna è stato caratterizzato principalmente dal gioco degli iberici. Un gioco corale, basato sul possesso palla, ma lontano dal tiki–taka che aveva reso immortale la Spagna del 2008-2012, quella del Triplete. La squadra di De La Fuente puntava sul possesso palla, ma si trattava di un possesso più diretto, incentrato sulle verticalizzazioni e sul lavoro delle due ali Williams e Yamal, i migliori giocatori della competizione. Altro aspetto decisivo per le sorti della selezione spagnola è stata la continuità della squadra. Dalla prima giornata contro la Croazia fino alla sfida finale la Spagna ha sempre giocato con il piede sull’acceleratore. Non si è mai adagiata sulle proprie qualità, a differenza di altre selezioni. Dal fischio d’inizio fino alla conclusione delle gare ha giocato in modalità martello pneumatico. La continuità, uniti ad un gioco corale non bello, ma efficace e funzionale e all’esplosione di Williams e Yamal, sono stati gli ingredienti decisivi per il trionfo rosso. Un trionfo meritato.
L’Inghilterra, piccolo trotto e mai convincente
Dove c’è il trionfo della Spagna c’è la disperazione dell’Inghilterra. In quattro anni due finali europee perse da parte della selezione dei Tre Leoni. L’astinenza di vittoria dura da Inghilterra 66, da quella tripletta di Hurst contro la Germania Ovest che aveva reso grande quella generazione. E dire che questa volta le basi per un trionfo c’erano tutte. La generazione d’oro (l’ultima risale ad Euro2004), sembrava avere le carte in tavola per vincere: numeri, giocatori, esperienza. Cosa è mancato allora a questa generazione? Il gioco. Southgate ha costruito la squadra basandosi esclusivamente sulle giocate dei singoli (simil Francia). Infatti l’Inghilterra nel suo percorso non ha mai convinto. Il meglio si è visto contro l’Olanda, dove effettivamente la squadra aveva meritato. Nell’atto finale contro la Spagna la squadra è stata solida, ma sterile davanti. Il gol è arrivato semplicemente con la giocata di un singolo: Bellingham per Foden. Il crollo nel finale punisce una squadra che non ha mai convinto nel suo percorso. E che come da cinquantotto anni crolla sistematicamente sul più bello. Inventori del calcio? Sì. Professori? Mai. Il calcio a casa non tornerà ancora.


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