Tennis, Miami recap: Sinner finalmente campione, Dimitrov risorge, Marozsan e Machac le sorprese 

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Due settimane piene di sorprese al masters 1000 di Miami, tra vecchie conoscenze del tennis che conta e nuovi astri che hanno sbalordito anche i più esperti 

GLI ITALIANI DELLE RETROVIE: BENE MUSETTI ED ARNALDI!

Oltre a rinnovare le lodi per il nostro grande Sinner, non bisogna assolutamente tralasciare i due ragazzi che scalpitano un po’ più indietro nella classifica e che tante soddisfazioni ci hanno regalato durante queste settimane: Arnaldi gioca un gran bel torneo, affronta avversari ostici ed esce a testa alta. 6-4 6-1 a Bublik al primo turno, 6-3 7-6 a Shapovalov al secondo, prima di perdere agli ottavi contro un Machac in forma. Complice sicuramente una prestazione non ottimale di Matteo, che è risultato molto falloso. Bene anche Musetti, il quale a tratti è sembrato quello dei tempi migliori, soprattutto quando ha regolato in due set Ben Shelton al secondo turno, tennista sempre pericoloso su questi campi. Il giocatore toscano si è poi dovuto arrendere al più forte Alcaraz agli ottavi, il punteggio è un secco 6-3 6-3

MAROZSAN E MACHAC: DUE “M” A SORPRESA NEI QUARTI

Due delle sorprese più grandi di questo secondo atto del “Sushine Double” sono sicuramente Marozsan e Machac: il giocatore ungherese ha fatto strage di teste di serie. Dopo un primo turno agevole con Kovacevic lascia una manciata di game ad Holger Rune, batte Popyrin, lotta e vince con un altro big come De Minaur prima di arrendersi a Zverev nei quarti in due set combattuti. Per Marozsan questo non è certamente un punto d’arrivo, vista la grande varietà di gioco già messa in mostra l’anno scorso nella celebre vittoria contro Alcaraz a Roma e la grande fluidità dei suoi fondamentali. Il suo torneo viene premiato con l’entrata in top 40. Non dissimile l’andazzo dell’altra “M” citata nel titolo del paragrafo. Machac regola il giovane Blanch in due set, poi vince con Rublev 6-4 6-4, lotta con Murray spuntandola in 3 e supera agilmente Arnaldi. La sconfitta arriverà solo con Sinner in due set con non poco margine, ma al livello dell’altoatesino al momento giocano in pochi. Il tennista ceco si piazzerà a ridosso della top 40 grazie a questo risultato 

GRIGOR DIMITROV, NON PIÙ “BABY FEDERER”

È una rinascita quasi insperata quella di cui è stato protagonista Grigor Dimitrov in questo torneo: il tennista bulgaro è finalmente ritornato quello che avevamo ammirato nel 2017, capace di issarsi alla 3a posizione del ranking mondiale, vincere 1000 e Atp Finals. Ora però ha più esperienza, consapevolezza e soprattutto sembra finalmente libero dal fardello del “baby Federer”. Risultato? Un 2024 stellare finora, dove è riuscito a vincere il primo titolo da anni a Brisbane contro Rune e a tornare in una finale 1000 a Miami. Avvio lento, deve faticare per vincere in 3 set col mancino Tabilo, vince con Hanfmann e da qui inanella tre risultati straordinari. Vince con Hurcacz solo al tie break del terzo, domina Alcaraz in due set di tennis spumeggiante e creativo concludendo 6-2 6-4, vince un’altra battaglia con Zverev 6-4 al terzo. La finale è amara, perchè trova un Sinner troppo solido, forte e centrato. Perde 6-3 6-1. Poco male, Grigor Dimitrov è tornato in top 10, il posto che gli appartiene

JANNIK SINNER, CHE ALTRO DIRE?

Sono finiti gli aggettivi per descrivere il 2024 di Jannik Sinner. Ciò che stupisce non è solo la quantità di titoli vinti, ma la tranquillità serafica con cui lo fa. Ogni giorno di più trasmette come la miglior ricetta per la vittoria sia la semplicità, che finalmente lo ha portato a vincere anche il trofeo di Miami, al terzo tentativo. Il percorso per giungere all’obiettivo non è stato libero da ostacoli: vince all’esordio 2-0 contro il connazionale Valvassori, poi fatica inaspettatamente con Griekspoor, spuntandola alla fine in 3 set. Da qui in poi nessun set perso, 2 set a zero ad O’ Conell e Machac ed anche a Medvedev in semifinale. Il russo non brillante, Jannik si, quindi è 6-1 6-2 per l’italiano. In finale la storia non è molto diversa, Sinner gioca una partita tatticamente perfetta, senza sbavature, 6-1 6-3 a Dimitrov e terzo titolo dell’anno su 4 tornei giocati. Nient’altro da aggiungere, bastano Jannik e la sua racchetta.

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