Biathlon-Vittozzi nella storia, la coppa del mondo è sua

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Lisa Vittozzi è entrata nella storia dello sport italiano della neve e non solo: la fuoriclasse sappadina è divenuta oggi la seconda italiana di sempre dopo Dorothea Wierer a vincere la coppa del mondo generale di biathlon; decisive sono state le vittorie ottenute nella sprint e nell’inseguimento disputati nella località canadese di Canmore, andati in scena rispettivamente giovedì e sabato. La ventinovenne, vincitrice del titolo iridato nella 15 km poco più di un mese fa, si presentava al via della trasferta nordamericana con un distacco considerevole dalla norvegese Ingrid Landmark Tandrevold, ma è stata in grado di svolgere un finale di stagione straordinario, in cui è salita sul podio tre volte.

Si tratta di un risultato dal peso specifico incommensurabile considerata la situazione che Vittozzi ha vissuto per tre stagioni fino al 2022, quando raggiungeva a stento una percentuale vicina al 70% al tiro; ora, la biatleta azzurra, è la vincitrice della coppa mondo più precisa della storia nonché atleta in attività con il maggior numero di gare concluse senza errori al poligono. Quello di Vittozzi, seconda nella classifica di coppa del mondo nel 2019 dietro alla connazionale Wierer, è senza dubbio uno dei ritorni ad alti livelli più belli e significativi a cui lo sport italiano abbia mai assistito. Questo trionfo rende inevitabilmente più semplice e stimolante la strada che porta ai giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, dove Vittozzi proverà a entrare nel club delle poche elette capaci di vincere a livello individuale la coppa del mondo, la medaglia d’oro ai campionati del mondo e l’oro olimpico. Negli ultimi mesi è riuscita anche a ritoccare il record di successi stagionali per un’italiana, che ammonta da ieri a cinque; la biatleta del 1995 ha inoltre conquistato le coppa del mondo di specialità dell’inseguimento e dell’individuale.

A completare il podio della classifica finale sono state Lou Jeanmonnot, danneggiata nel primo bimestre da un malanno, e Ingrid Landmark Tandrevold, autrice di un’annata straordinaria parzialmente macchiata però dalle prestazioni opache nel mondiale di Nové Město na Moravě.

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