Finalmente è giunto il momento tanto atteso: la nuova stagione di ciclismo su strada inizierà in Australia. Dal 16 al 21 gennaio, si svolgerà la 24ª edizione del Santos Tour Down Under. Sei tappe adrenaliniche che hanno attirato un’ottima startlist.
Storia
La storia della più grande corsa ciclistica australiana risale al 1999, quando un team guidato da Michael Turtur, vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1984, in collaborazione con il Governo dell’Australia Meridionale, pianificò e realizzò una corsa ciclistica che attirò squadre da tutto il mondo. Il successo finale fu ottenuto da Stuart O’Grady, colui che nel 2020 è succeduto a Turtur come direttore di gara. Nel 2006, il Santos Tour Down Under introdusse l’iconica maglia da leader ocra. E l’anno seguente il premier del Sud Australia Mike Rann e l’ex ministro del turismo Jane Lomax Smith promossero la corsa, ottenendo così lo status di ProTour l’anno successivo e l’ingresso nel calendario dell’UCI World Ranking nel 2009. Nel settembre 2008, l’annuncio del ritorno al ciclismo professionistico di Lance Armstrong alla successiva edizione provocò un raddoppio del numero dei visitatori e una copertura mediatica quintuplicata. In seguito, Armstrong partecipò ad altre tre annate del Tour Down Under, ritirandosi dopo il 2011. Da allora, la corsa ha continuato a crescere, conquistando la nomina di miglior evento sportivo australiano nel 2016. Nell’anno del ritiro di Armstrong, l’evento includeva la Rendition Homes Santos Women’s Cup, una serie di gare su strada femminili con la partecipazione di cicliste professioniste; corsa che successivamente ottenne lo status UCI 2.2, con un ulteriore aggiornamento allo status UCI 2.1 nel 2018. Nel novembre 2020, l’organizzazione confermò che l’edizione 2021 della gara sarebbe stata annullata a causa della pandemia COVID-19, e la stessa situazione si ripeté l’anno successivo. Nel 2023, il Santos Tour Down Under è tornato protagonista, con i successi di Grace Brown nel femminile e Jay Vine nel maschile. Il record attuale di maggior numero di successi lo detiene Simon Gerrans, con quattro vittorie nel 2006, 2012, 2014 e 2016.
Percorso
Quest’anno gli organizzatori hanno progettato un percorso con partenza da Tanunda e arrivo a Mount Lofty. Un itinerario composto da 824.6 chilometri divisi in 6 tappe di cui: due con arrivo in salita, tre per ruote veloci e una collinare.

1º TAPPA, TANUNDA – TANUNDA: La cavalcata verso Mount Lofty inizierà su questo percorso di 140 chilometri, con 2 sprint intermedi e 3 GPM di quarta categoria. Si potrebbero visionare due scenari: un’arrivo in volata con i velocisti protagonisti, oppure una leggera selezione sull’ultimo passaggio del Menglers Hill, che potrebbe precludere la vittoria ad alcuni atleti meno resistenti.

2º TAPPA, NORWOOD – LOBETHAL: Ecco l’unica fase collinare di questa edizione, 141.6 chilometri con due sprint intermedi e tre GPM di seconda categoria. Quasi 3000 metri di dislivello metteranno in grossa difficoltà molti corridori, con il colpo decisivo che potrebbe avvenire superato Cudlee Creek negli ultimi 15 km.

3º TAPPA, TEA TREE GULLY – CAMPBELLTOWN: Il coefficiente di difficoltà torna a diminuire: 145.3 chilometri che includono due sprint intermedi e due GPM. Gli ultimi 10 km si sviluppano in modo lineare e leggermente in discesa, creando uno scenario perfetto per un arrivo di gruppo.

4º TAPPA, MURRAY BRIDGE – PORT ELLIOT: Ultima occasione per le ruote veloci del gruppo, 136.2 chilometri con due sprint intermedi ed un GPM. Gli ultimi 26 km sono estremamente pianeggianti; superata la cittadina di Middleton, la strada si presenterà larga e priva di rotonde, con un’ultima svolta posta a 450 metri dall’arrivo.

5° TAPPA, CHRISTIES – WILLUNGA HILL: Nella quinta frazione si raggiunge il primo arrivo in salita sul Willunga Hill, presente dalla edizione 2020. Il percorso di 129.3 chilometri incorpora due sprint intermedi e due GPM. Il dislivello complessivo è di 1413 metri, con la salita finale decisiva lunga 3 km al 7.5% e una pendenza massima del 22.7%.

6° TAPPA, UNLEY – MOUNT LOFTY: Anche nell’ultimo appuntamento sono presenti salite impegnative. 2375 metri di dislivello distribuiti in 128.2 chilometri con tre GPM e due sprint intermedi. La retta conclusiva di Mount Lofty è lunga poco più di sei chilometri al 3,3%, con gli ultimi 1,3 chilometri che presentano una pendenza media del 7,3%.
STARLIST E FAVORITI
La prima gara dell’anno ha visto una partecipazione di alto livello, con un’ottima startlist. L’atleta più atteso è indubbiamente Simon Yates, secondo nella scorsa edizione; il Team Jayco-AlUla lo affiancherà con Lucas Plapp e Caleb Ewan (per le tappe pianeggianti). Un altro nome da tenere d’occhio è Julian Alaphilippe, che non partecipava a questa gara dal 2014; potrà contare sul sostegno di tutta la Soudal Quick. Il padrone di casa Jack Haig guida il Bahrain, al quale è affiliato il tedesco Phil Bauhaus, atteso nelle frazioni pianeggianti. La Ineos ha rivelato la sua armata capitanata da Filippo Ganna, a suo sostegno [honatan Narvaez e la ruota veloce Elia Viviani. La UAE racchiuderà le proprie possibilità in Diego Ulissi, riservandosi la carta Jose Hodeg per gli sprint. Altre prospettive italiane potrebbero emergere da Samuele Battistella, il quale, insieme a Max Kanter, guiderà l’Astana. Per la LidI-Trek Juan Pedro Lopez, Bauke Mollema e Quinn Simmons sono 3 valide opzioni per le ambizioni di classifica. Per la Movistar, Ruben Guerreiro sarà ben coperto da Gonzalo Serrano e Ivan Cortina. La Israel-Premier Tech si presenta con Corbin Strong. Zimmermann e da Biniam Girmay nelle situazioni veloci. Per la Bora Hansgrohe spiccano su tutti i nomi di Sam Welsford e Danny Van Poppel, a caccia di tappe a basse altitudini. Koen Bouwman e Milan Vader sono i grandi nomi della Visma. L’Arkéa racchiuderà le proprie possibilità nelle volate di Daniel Mclay. La Cofidis punterà tutto sulle fibre bianche di Piet Alegart e Milan Fretin. La FDJ Groupama sarà capitanata dall’esperto Rudy Mulard, alla ricerca della migliore condizione. La nazionale australiana si affida a Micheal Storer e Damien Howson per affrontare le tappe più insidiose. Ultima menzione, ma non meno importante, riguarda Patrick Bevin e Oscar Onley, che guideranno il team DSM nelle tappe collinari.
- ☆☆☆☆☆ Simon Yates
- ☆☆☆☆ Julian Alphilippe, Ruben Guerriero
- ☆☆☆ Lucas Plapp, Jack Haig, Filippo Ganna
- ☆☆Diego Ulissi, Juan Pedro Lopez, Bauke Mollema, Milan Vader
- ☆ Micheal Storer, Greorg Zimmerman, Oscar Onley, Koen Bouwman, Roger Adria
- Outsider: Oscar Onley, Milan Vader
- Sottotono: Bauke Mollema, Juan Pedro Lopez


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