Genoa, l’ammazzagrandi a marassi

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Marassi è sempre stato un campo complicato per le big del nostro campionato. Spesso è diventato un terreno capace di ribaltare le sorti di una stagione. Giocare a Marassi è sempre un esame di maturità, che si ripete ogni anno e fare punti contro il Genoa fa spesso notizia. Anche quest’anno, dopo un anno di assenza, la storia si sta ripetendo.

CINQUE PUNTI CONTRO LE BIG

Chi passa a Genova sa che dovrà sudare su ogni singolo pallone, perché dall’altra parte c’è una squadra compatta, dal ritmo terribilmente aggressivo e guidata dalle giocate dell’islandese Albert Guðmundsson. C’era curiosità sul Genoa e sopratutto su Gilardino. La domanda però era la seguente: come si sarebbe adattato il Grifone con la Serie A? Come si sarebbe comportato Gilardino? Al giro di boa possiamo dire che entrambi si sono comportati egregiamente, sopratutto nei confronti delle big. Solo il Milan è passato a Marassi, le altre sono tutte inciampate. Juventus e Inter sono state fermate sull’1-1, la Roma di Mourinho è capitolata per 4-1. Venti punti frutto di cinque vittorie e sette pareggi e una salvezza che sembra solo burocrazia.

IL PERSONAGGIO: GUDMUNDSSON

Molte fortune del Genoa sono passate dai piedi dell’islandese. L’impatto con la Serie A nella stagione 21/22, quella della retrocessione, non era stato esaltante. In Serie B il classe 97 era stato tra i più positivi, con ben 11 reti. Quest’anno è arrivata la consacrazione: due assist e sette reti, due di queste contro la Roma e la Juventus. Nel momento in cui Retegui è venuto meno a causa dell’infortunio (anche se il suo impatto in A era stato positivo) è salito in cattedra Guðmundsson. Il lavoro di Gilardino, iniziato nella scorsa stagione in Serie B con una carica ad interim al posto di Blessin, sta dando i suoi frutti.

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