Doveva essere l’anno della riconferma ad alti livelli e invece si è trasformata in un incubo. Il Napoli ammirato nella scorsa stagione, quello ordinato e che azzannava le partite senza paura, ha lasciato spazio ad una squadra impaurita e sfiduciata. Il cambio allenatore non ha dato nessuna scossa e molti giocatori sembrano essere totalmente fuori forma.
Un mercato non all’altezza
Il primo punto su cui bisogna discutere è il mercato di quest’estate. L’addio di Kim Min-jae, da cui il Napoli ha ricavato 50 milioni, non ha dato seguito ad acquisti da top-team. Il successore del sudcoreano, ovvero Natan, sta facendo fatica ad imporsi nel nostro campionato, oltre che a palesare degli evidenti limiti. Negativo anche l’impatto di Jens Cajuste, così come quello di Lindstrom, vero e proprio oggetto misterioso. Utilizzato col contagocce da Garcià, anche con Mazzarri non ha trovato molto spazio. L’errore è stato di valutazione. La conferma del blocco campione d’Italia per proseguire sull’onda dell’entusiasmo, affiancando ad esso una figura di gestione come il tecnico francese. L’esperimento però non ha funzionato.
Garcia’ e Mazzarri: quando il cambio non dà la scossa
La scelta di Garcià in estate aveva suscitato molto scalpore. Il francese tornava in Italia dopo l’esperienza alla Roma, ma stavolta con un’eredità pesantissima. Un gestore che facesse giocare la squadra secondo i dettami di Spalletti, ma aggiungendo qualcosa. Non c’è stato niente. A pesare è stato sopratutto lo scarsissimo feeling con i campioni della squadra e forse anche con De Laurentiis stesso. Certe scelte di campo non sono piaciute e gli stessi giocatori lo hanno mostrato platealmente (vedasi la sfida di Genova). Anche a livello di gioco non c’è stato nessun filo conduttore con l’anno precedente. L’assenza di Osimhen si è sentita, però non è una scusante. Non c’era il mordente e l’atteggiamento aggressivo. Anzi, quella di Garcià era una squadra lenta e passiva, che puntava più sulla giocata del singolo.

Il cambio con Mazzarri serviva per dare una scossa alla squadra, ma anche per riportare stabilità nell’ambiente. L’ex Inter conosce bene l’ambiente e dunque rappresentava la figura ideale per portare la nave al porto. Anche l’arrivo di Mazzarri non ha dato niente. Il trend non è cambiato e il Napoli ora è a -17 dalla vetta. Gli stessi giocatori stanno pagando questa situazione. Viene complicato pensare che elementi come Oshimen e Kvaratskelia siano diventati improvvisamente giocatori mediocri. C’è un problema di forma, ma anche di fame dietro al Napoli. Oltre che ad una squadra che dal mercato estivo non ne è uscita potenziata in alcun settore. Nel momento della conferma i partenopei e De Laurentiis hanno fallito il salto di qualità definitivo. E forse, a inizio estate, Spalletti ci aveva visto lungo.


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