Il Tottenham perde il primato, lo United torna alla vittoria: ecco tutto ciò che c’è da sapere sull’ultimo turno di Premier League.
La Premier League, si sa, è il campionato più spettacolare del mondo, ed anche questo weekend non ha deluso le aspettative. Il primo match di giornata è stato quello tra Manchester United e Fulham. I Red Devils hanno fornito un’altra prestazione poco convincente, ma quando la partita sembrava essersi arenata sul pareggio, Bruno Fernandes ha tolto il coniglio dal cilindro, con un tiro chirurgico nell’angolino basso. Dall’altra parte di Manchester, invece, il City ha fatto faville contro il Bournemouth, vincendo per ben 6-1 (da notare l’assenza di goal di Haaland!), in cui Jeremy Doku ha mostrato tutto il suo repertorio, mettendo a segno un goal e 4 assist, e sono sicuro che chi abbia guardato Belgio Italia ad Euro 2021, avesse già intuito le potenzialità di questo ragazzo.
Il Brighton continua a non vincere, soltanto due vittorie nelle ultime 10, tra campionato ed Europa League, anche se rimane in zona Europa. In fin dei conti, con le cessioni pesanti che hanno affrontato quest’estate, e con l’impegno europeo, non è assolutamente scontato (e ne dovuto) che replichino quanto fatto la passata stagione.
Altra sconfitta pesante per l’Arsenal, dopo quella col West Ham in coppa di Lega, contro il Newcastle. I Magpies vanno a segno con Gordon, goal che scatenerà le ire di Arteta, per una palla che sembra uscita dal campo, e per una spinta subita da Gabriel. Quel che rimane, è un altro, ennesimo, errore di Raya, che si dimostra l’anello debole della squadra, e che fa domandare ai tifosi la misteriosa scelta di non far giocare più Ramsdale, che a suon di parate aveva portato il club ad un passo dal titolo.
Rimane, comunque, un’occasione sprecata per rimanere al primo posto, ed i punti persi cominciano a pesare nella lotta al titolo, specie se il tuo avversario si chiama Manchester City. Sempre rimanendo in zona titolo, il Liverpool pareggia con il Luton, grazie al goal di Luis Diaz al 95’ (dedicato al padre, recentemente rapito), ma si divora qualche istante prima un goal a porta vuota, da parte di Nunez, che recentemente aveva ricevuto incoraggiamenti da parte di Klopp. Infine, il Tottenham fa harakiri contro il Chelsea, guidato dall’ex allenatore Pochettino.
Dopo essere passati in vantaggio, ed aver segnato il 2-0, annullato per fuorigioco millimetrico, gli Spurs rimangono in 10 per un’espulsione folle di Romero, e subiscono il goal dell’1-1 sul seguente rigore. Il Chelsea vedrà a sua volta due goal annullati, che renderanno il primo tempo scoppiettante.
Oltre agli errori, anche la sfortuna incombe su di loro, con gli infortuni di due colonne portanti come Van de Ven e Maddison a fine primo tempo. La situazione si fa ancor più tortuosa con la doppia ammonizione di Udogie, molto ingenua da parte sua, che lascia il suo team in 9. Gli Spurs però non si scoraggiano, e trovano il pareggio con Dier, anch’esso annullato per fuorigioco. A quel punto, non avendo più nulla da perdere, si riversano in attacco, ma Vicario, autore di un’altra prestazione super, non può evitare che il Chelsea dilaghi sul 4-1, che lo porta nella parte sinistra della classifica, e con Jackson che si porterà il pallone a casa, dati i 3 goal.
La squadra di Postecoglou, invece perde un primato finora mantenuto con le unghie e con i denti, che sarà per nulla facile da riconquistare (anche se, per quest anno sono esenti da pesanti fatiche europee).
Ultima, ma non per importanza, l’Aston Villa che cade contro il Nottingham Forest, perdendo il piazzamento Champions. La squadra di Emery paga una partitaccia del “Dibu” Martinez, recentemente vincitore del premio Yashin, riservato al miglior portiere dell’anno. La strada è ancora lunga, il City nei suoi prossimi 5 impegni dovrà affrontare Young Boys, Chelsea, Liverpool, Lipsia e Tottenham, tra campionato e Champions.
Sicuramente hanno una rosa molto ampia, che permette loro di fare turnover senza troppi problemi, ma se si pensa che il campionato sia finito, si commette veramente un grandissimo errore.
Alberto Insardà.

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