Serie A – Editoriale: Bologna, sei da Europa!

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46 secondi: questo è il tempo che permette al Bologna per sbloccare il match contro la Lazio (rete di Ferguson) e trovare la terza vittoria consecutiva in casa. Il dato che però fa più impressionare è il seguente: i felsinei sono imbattuti dalla prima giornata (0-2 vs Milan), poi quattro vittorie (tutte al Dall’Ara) e sei pareggi. Tutto ciò è frutto di idee, progettualità e programmazione, dal DS Sartori (autore dei miracoli di Chievo e Atalanta) a Thiago Motta, in una piazza che sogna l’Europa.

pic by Quotidiano Sportivo

ARRIVO IN CORSA

Il 6 settembre 2022 il Bologna, in zona rossa dopo tre punti in cinque gare, esonera il compianto Mihajilovic a causa, oltre ai risultati, della sua malattia che qualche mese dopo gli sarà fatale. Sono cinque i nomi in lista: da Ranieri a Semplici, fino ad arrivare a De Zerbi e, appunto, Thiago Motta, da pochi mesi separatosi dallo Spezia. La scelta non esalta la piazza, visto anche il flop col Genoa nel 2019/20.

L’esordio è pessimo, la prima vittoria arriva il 23 ottobre e, prima della sosta del Mondiale, arrivano tre vittorie su quattro. Nel mezzo, il roboante 6-1 subito dall’Inter nel turno infrasettimanale. La Serie A procede tra alti e bassi, anche se nel finale di campionato ha un ritmo da Europa, e si posiziona al nono posto, antipasto della stagione in corso.

PROGETTUALITÀ

Una persona a cui, oltre Thiago Motta, va dato merito è Sartori, direttore sportivo del Bologna. Questa estate ha messo mani al portafoglio e ha fatto acquisti importanti: Freuler, il riscatto di Posch, Beukema, Calafiori, Saelemaekers ed altri. Quasi tutti giocatori giovani a cui si vanno ad aggiungere calciatori di esperienza europea. Gli unici sottotono sono, fin’ora Karlsson (ala voluta anche da Lazio e Napoli) e Ndoye, a quest’ultimo però non si può dire nulla, soprattutto perché davanti ha un grande Orsolini. E le cessioni fanno vedere il coraggio di osare, di cambiare le carte in tavola: Arnautovic, Barrow, Schouten, Sansone e, soprattutto, Dominguez.

Simbolo del successo del mercato estivo è il seguente: 6/11 dei titolari scesi in campo contro la Lazio sono acquisti di questa estate e tutti e quattro i subentrati chiamati a lottare per tenere il vantaggio sono altri acquisti (Fabbian, Moro, Kristiansen e Ndoye)

STILE DI GIOCO

I felsinei si schierano in campo con il 4-2-3-1 che in fase di possesso si trasforma in un 2-3-2-3 e la costruzione dal basso affidata ai centrali, con i centrali che si abbassano per dare la loro disponibilità a ricevere il passaggio mentre, lo scorso anno, c’era la possibilità in cui si cercava il lancio verso Arnautovic: ora questo lavoro non si può più fate visto che a sostituirlo c’è un ottimo Zirkzee ma che ha caratteristiche diverse rispetto all’austriaco. Dopo di che, si passa alla triangolazione tra terzini, centrocampisti e ali d’attacco, con Freuler e Aebicher fondamentali e che aiutano a trovare spazi tramite il cambio di fascia. Viene utilizzata molto la fascia di Orsolini: l’ex Juventus e Atalanta ha le capacità per la finalizzazione in fase offensiva e viene aiutato molto da Ferguson e Zirkzee. Come accaduto contro la Lazio, uno dei due si faceva sempre vedere in zona luce e da questa situazione è nato il vantaggio: ripartenza veloce dei felsinei, Zirkzee imbuca per Ferguson che calcia alle spalle di Provedel.

pic by Asso Analisi, immagine tratta da Udinese-Bologna 22/23, simbolo di come il sistema sia già stato fatto proprio l’anno scorso

In fase di non possesso diventa un 4-5-1, con trequartista e punta in pressione sui centrali difensivi avversari, poi si passa ad un pressing uomo a uomo che spesso portano a ripartenze. Se poi l’avversario dovesse avvicinarsi, la linea a quattro si stringe per evitare gli inserimenti.

Le transizioni offensive invece offrono due scelte: fare il solito attacco oppure, come è successo nel match di venerdì, una veloce ripartenza con passaggi verso Saelemaekers e Orsolini, per poi andare o al cross oppure al passaggio verso l’interno del campo. A livello difensivo invece si cerca di non poter permettere al giocatore dell’altra squadra di avanzare pericolosamente e nel mentre ci sono i vari riposizionamenti.

Molti vantaggi come la grande quantità di tecnica, velocità, inserimenti offensivi e l’arma del contropiede ma la maggior difficoltà è quella che ha permesso alla Lazio di avere il pallino del gioco nel primo tempo: Guendouzi e Rovella andavano a chiudere i due mediani, così molte volte i centrali del Bologna si sono costretti ad optare per dei lanci lunghi, non trovando nessuno.

RESOCONTO FINALE

La strada intrapresa da Thiago Motta (chiamato dal Napoli quest’estate ma rifiutato) e dal suo Bologna è tracciata già da tempo, poi avere la fortuna di avere una dirigenza di alto livello permette di fare il salto di qualità che in Emilia ci si aspettava da tanto, troppo tempo. Belle le individualità: Orsolini rinato lo scorso anno e conferma in questo, Ferguson che fa quasi l’attaccante in certi momenti, Posch terzino fondamentale, anche in zona gol, Zirkzee talento non capito a Parma mentre ora si sta riscattando e altri, altri ancora. Il calendario poi li mette davanti ad uno scontro diretto: la Fiorentina al “Franchi” e la possibilità di allungare sulle romane, impegnate nel derby. I primi frutti sono raccolti ma, intanto, c’è una zona Europa alla portata per quello visto nelle prime undici giornate.

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