Correva il giorno – Tanti auguri Francesco Totti!

Published by

on

Il 29 maggio del 2017 lo Stadio Olimpico é riempito di giallorosso: la Roma si gioca l’accesso diretto alla successiva edizione della Champions League ma soprattutto, i 70.000 romanisti dovevano salutare la loro bandiera, ovvero Francesco Totti. Oggi compie 47 anni ed é giusto ricordarlo per ciò che ha fatto in campo e fuori, giurando amore eterno ad una sola squadra.

GLI ESORDI

Francesco nasce il 27 settembre del 1976 da padre Lorenzo e madre Fiorella. Cresce nel quartiere di Porta Metronia e inizia a tirare i primi calci al pallone con la Fortitudo nel 1983: l’anno non é casuale infatti la Roma allenata da Liedholm e di capitan Bruno Conti vince il secondo scudetto della propria storia, a distanza di 41 anni dalla prima volta. Inoltre la società è stata una delle fondatrici del club giallorosso nel 1927. Nel 1985 approda alla SMIT Trastevere e, in quella stagione, avviene il primo incontro con il suo amore futuro: il Trastevere deve affrontare, in un torneo dei Giovanissimi (dove Totti é stato aggregato), la Roma: il giovane Totti, cinque anni più piccolo rispetto agli altri, incanta e viene osservato da Angelo Sormani, talent scout dei giallorossi.

Si trasferisce alla Lodigiani a fine stagione e, nel 1989, viene cercato da Milan, Lazio e Roma: il giovane potrebbe approdare ai rossoneri (club che in quel periodo storico stava dominando l’Italia e l’Europa) ma decide per il suo amore, ovvero la Roma. Viene pagato per ben 300 milioni di lire e a volerlo é proprio il presidente Dino Viola.

pic by Wikipedia

LA TRAFILA NELLE GIOVANILI E L’ESORDIO

Il ragazzo incanta tutti: veloce, tecnico e intelligente a livello tattico. Vince svariati premi a livello giovanile e, nel maggio del ’91, é chiamato a fare da raccattapalle nella finale di Coppa UEFA tra Roma e Inter. Vede la sua squadra perdere la seconda finale europea a distanza di sette anni, sempre all’Olimpico (nel 1984 la finale di Coppa dei Campioni tra la Roma e il Liverpool si é giocata nello stesso stadio).

L’esordio in prima squadra é solo questione di tempo: il 28 marzo del 1993 Vujadin Boskov, allenatore dei giallorossi, lo fa esordire in un Brescia-Roma. Un retroscena però molto curioso verrà svelato anni dopo: Totti, il sabato prima, sta giocando una partita con la primavera mentre la prima squadra sta pranzando per poi partire alla volta della Lombardia. Il fantasista dei giallorossi, Hessler, era infortunato e Mihajlovic (al tempo calciatore della Roma) consigliò al suo allenatore di convocarlo: detto e fatto, Totti partirà con la squadra ed esordirà, subentrando a 3′ dalla fine.

pic by InfoBetting

IL RAPPORTO CON MAZZONE

Nello stesso anno la Roma esonera Boskov e ingaggia un romano e romanista come allenatore: Carlo Mazzone. Per lui rappresenta l’occasione di una vita, lui che per qualche partita l’ha indossata la maglia giallorossa. Intanto Totti entra nel giro della prima squadra e costruisce un rapporto con l’allenatore ex Ascoli. L’anno dopo é titolare e mette a segno la prima marcatura in carriera: minuto 29 di Roma-Foggia, Fonseca riceve un cross che spizza per l’accorrente Totti che infila alle spalle del portiere Mancini. Questa é la prima di tante reti segnate in giallorosso.

Non sono annate facili per chi tifa giallorosso nella capitale: i problemi finanziari sono frequenti e nell’altra sponda del Tevere c’è una Lazio che é oggettivamente più forte. Il derby però é il derby e nel primo giocato da Totti come titolare la Roma schianta i cugini per 0-3. Un riscatto per la piazza, data come sfavorita e senza gioco (invece dei biancocelesti offensivisti con il gioco di Zeman), ma anche per Mazzone, screditato dalla stampa. Al termine della stagione 1994/95 Totti segna 4 gol ma la sensazione é quella di avere un figliol prodigo nelle proprie fila.

Il simbolo del rapporto tra Mazzone e Totti é un episodio accaduto al termine di un match. I giornalisti chiamano il calciatore per intervistarlo ma, due minuti dopo, entra Mazzone e dice testuali parole:

Carlo Mazzone a Francesco Totti

“Ma che stai a fá qua, vatte a fa la doccia va, sbrigate”

Il suo gesto pare quello di un padre che vuole proteggere un figlio dalla morsa delle interviste, dai titoloni sui giornali. “Carletto” proteggerá sempre e comunque Totti e, come rivelato da quest’ultimo recentemente dopo la scomparsa del mister:

Francesco Totti su Carlo Mazzone

“Immagina se le nostre strade non si fossero mai incrociate, come sarebbero state le nostre rispettive carriere. Padre, mister, maestro. Semplicemente Carlo Mazzone. Eternamente grazie, mister.”
pic by Fanpage

BIANCHI-TOTTI E LA SAMPDORIA

Nel 1996 Mazzone se ne va e al suo posto arriva Carlos Bianchi, un grande maestro in Sudamerica che vuole ritagliarsi le sue chance in Europa. L’allenatore argentino non apprezza il talentino e preferirebbe Litmanen, al tempo in forza all’Ajax. Per Totti invece c’è l’interessamento da parte della Sampdoria e ci sarebbe già l’accordo: il giallorosso va alla Sampdoria, Litmanen alla Roma. Il tutto salta, grazie anche alla volontà di rimanere nella Capitale ma c’è anche un pizzico di fortuna: il 6 aprile 1997 la Roma perde 2-1 contro il Cagliari degli ex Mazzone e Giannini e condannano Bianchi all’esonero. Torna Liedholm, che conduce i giallorossi a una salvezza tranquilla.

LA CONSACRAZIONE CON ZEMAN E L’ESORDIO IN NAZIONALE

Per la stagione 1997/98 Franco Sensi decide di ingaggiare “Il Boemo” Zdenek Zeman, ex avversario ai tempi della Lazio. Con lui “Pupone” si sviluppa a livello fisico, tecnico ma soprattutto mentale, nonostante non una stagione esaltante a livello di risultati. L’anno dopo avviene la consacrazione: 13 gol in stagione e fascia da capitano ereditata da Aldair, quella fascia che sognava e che terrá al braccio per tantissimi anni.

Intanto é arrivato per lui l’esordio in Nazionale, in una partita vinta per 2-0 contro la Svizzera mentre, per il suo primo gol, bisognerà attendere il marzo di un anno e mezzo dopo.

GLI ANNI D’ORO CON CAPELLO

La Roma però vuole tornare a vincere e si affida, nel ’99, a Fabio Capello, reduce da un ritorno non proprio esaltante al Milan. Il primo anno però sarà deludente: sesto posto e fuori dalla zona Champions. Questo poi si aggrava di più, perché intanto la Lazio ha vinto lo scudetto dopo una folle ultima giornata. Serve un calciomercato di livello alto e Sensi mette la mano nel portafoglio: arriva Batistuta in giallorosso, andando a formare l’attacco Batistuta-Montella-Totti. I giallorossi hanno una marcia in più rispetto a Juventus e Lazio e, grazie ai gol dei tre, vincono il terzo scudetto della storia.

La sponda giallorossa va in visibilio, Totti da capitano alza il trofeo verso il cielo di un pomeriggio di metà giugno a Roma, vincendo il suo primo trofeo in carriera da capitano e dopo aver sfiorato la vittoria con la Nazionale a Euro 2000 (mettendosi in mostra con il pallonetto a Van der Sar in semifinale nella lotteria dei rigori). Due mesi e i giallorossi liquidano 3-0 la Fiorentina in Supercoppa Italiana, poi la vittoria sul Real Madrid in Champions League nello stesso giorno della strage delle Torri Gemelle, per poi passare al pallonetto valevole per il quinto gol della Roma sulla Lazio per l’1-5 finale e, infine, il rimorso di non aver fatto il bis di scudetti, inciampando diverse volte nei match point per il titolo (come il folle pareggio per 2-2 a Venezia).

pic by Pokerstars News

L’INFORTUNIO, IL MONDIALE E LA SCARPA D’ORO

Passano tre anni (in cui diventa capocannoniere all-time della Roma superando Pruzzo) e intanto la squadra dello scudetto si é quasi tutta disgregata, rimanendo solo lui e Montella. In panchina arriva Luciano Spalletti che reinventa Totti e lo fa avanzare. I risultati sono positivi: approdo in Champions League dopo la sentenza di Calciopoli.

Tocca però fare un passo indietro e riavvolgere il nastro al febbraio del 2006. La Roma affronta l’Empoli in casa e all’undicesimo Totti riceve palla sulla fascia. A marcarlo però c’è Richard Vanigli, giovane difensore dei toscani, e interviene in maniera brusca sul capitano romanista: non si rialza ed esce dal campo in barella , tra gli applausi dei suoi tifosi. La diagnosi é sconcertante: frattura del perone sinistro con lesione della capsula legamentosa del collo del piede. Tempo di recupero: sei mesi. Totti sá di aver perso, in un attimo, il treno per i Mondiali in Germania, eppure si mette sotto con la fisioterapia e riuscirelá ad andare alla rassegna iridata. Nei giorni non é tanto incisivo, e neppure contro l’Australia, in una partita sofferta da parte degli Azzurri. Minuto ’94, Grosso scatta sulla fascia e viene travolto in area di rigore: sul dischetto va proprio lui e, invece di fare il pallonetto (o “cucchiaio”), calcia forte e di potenza, portando l’Italia ai quarti. Il resto é storia, con gli Azzurri che vinceranno in finale contro la Francia e per Totti sarà il suo trofeo più importante.

L’anno successivo vince la scarpa d’oro, trascina la Roma a combattersi lo scudetto con l’Inter nel 2007/08 e nello stesso anno porta i giallorossi a vincere al Bernabeu contro il Real Madrid per 1-2. Inoltre vince per due volte la Coppa Italia.

2009/10: L’EMOZIONANTE CAMMINO NON VITTORIOSO

Dopo due sconfitte nelle prime due giornate nella stagione 2009/10, Spalletti decide di dimettersi e sulla panchina dei giallorossi si siede Claudio Ranieri. L’inizio é traballante ma, da novembre, i capitolini corrono e, pian piano, scalano posizioni, anche grazie alla coppia Totti-Vucinic, i giallorossi si giocano lo scudetto contro l’Inter.

Lo scontro diretto termina 2-1 in favore della Roma e poi il sorpasso in classifica a seguito della vittoria contro l’Atalanta fanno sperare nel quarto scudetto: il 25 aprile però, dopo la rete di Totti, la Sampdoria mme fa due e batte la Roma, permettendo il controsorpasso interista. I giallorossi avrebbero anche una piccola speranza, ma la rete di Milito contro il Siena il 22 maggio permette all’Inter di vincere il 18° scudetto della propria storia. Inoltre, i nerazzuri hanno appena vinto la Coppa Italia proprio contro la Roma (con gol del solito Milito, che sarà decisivo anche in finale di Champions League), in un incontro ricordato più per il calcione rifilato da Totti a Balotelli: rude e nervoso, un gesto scorretto che fa vedere il nervosismo dell’ambiente giallorosso.

pic by Mondiali.it

IL 26 MAGGIO, GARCIA E SPALLETTI: GLI ULTIMI ANNI DELLA SUA CARRIERA

Stagioni altalenanti le successive: torna a segnare nel derby capitolino, ma la Roma non ripeterà i campionati del 2007/08 e del 2009/10. I cambi in panchina, come le dimissioni di Ranieri o l’esonero di Luis Enrique e del ritornato Zeman. Nel 2013 però ha l’opportunità di entrare, insieme ai suoi compagni, nella storia del club: 26 maggio 2013 la finale di Coppa Italia é Roma-Lazio. Il match é brutto, poche occasioni e si sblocca in favore biancoceleste grazie ad una respinta raccolta da Lulic. Totti prova a trascinare i suoi, come quando grazie ad un missile ha battuto la Juventus, ma la traversa ferma i sogni di gloria giallorossi. La Lazio batte la Roma, Totti avrà sempre il rimpianto di non aver vinto quella finale. Eppure gli anni successivi sono ottimi, con Garcia arrivano due secondi posti, il gol al Manchester City (giocatore più anziano a segnare in una fase a gironi della massima competizione europea) ma non é il fantasista di prima, non é quello che sgattaiolava e con un passaggio, un dribbling o un suo tiro faceva emozionare e molte volte parte dalla panchina, ma é una guida, un uomo spogliatoio che fa da padre ai giovani, come Giannini o Mazzone con lui.

Nel gennaio 2016 torna Spalletti in panchina ma il rapporto é conflittuale: il toscano non considera tanto il “Pupone” mentre quest’ultimo vuole ancora dimostrare, tantoché fa discutere la sua entrata a ‘5 dalla fine contro il Real Madrid, gesto considerato irrispettoso. Francesco però in due occasioni dimostra di avercene ancora: prima pareggia la sfida contro l’Atalanta allo scadere, grazie ad un bel tiro da fuori, poi ribalta completamente da solo il Torino in meno di dieci minuti. La sua ultima annata invece non é tanto esaltante: secondo posto e due derby persi, di cui uno in semifinale di Coppa Italia.

Si ritorna al punto iniziale: 29 maggio 2017. La Roma é seconda ma deve vincere per forza perché sennò verrebbe scavalcata dal Napoli. I giallorossi giocano contro il Genoa già salvo che però si fa valere e fa il 2-2, poi Perotti al 90′ fa impazzire i tifosi. Poi, però, le lacrime, perché é il giorno dell’addio del loro idolo, emozioni a non finire e fiume di pianti, per un uomo che non ha mai abbandonato la sua squadra del cuore, sia nelle vittorie che nelle sconfitte. Fantasia, passione, magia e iconicità nei suoi gesti, come il gol alla Sampdoria oppure il rifiuto al Real Madrid, che gli avrebbe permesso permesso di riempire la bacheca e invece ha deciso di rimanere nel club che ama più dei titoli o del conto in banca. Tanti auguri Francesco Totti!

pic by SportMediaset

Lascia un commento