Ieri si è svolto, a Montecarlo, il sorteggio dei gironi di Champions League. Questa sarà l’ultima edizione della Coppa “dalle grandi orecchie” in cui ci sarà la formula con la fase a gironi. Andiamo a vedere quali gironi sono usciti dall’urna.
GIRONE A

Interessante questo gruppo dove due squadre (Manchester United e Galatasaray) tornano in Champions League dopo uno e quattro anni di assenza.
Il Bayern Monaco è imbattibile e, a meno di clamorose sorprese, non suderà per qualificarsi. L’ultima sconfitta dei bavaresi in un girone di Champions League risale al 2017 e hanno tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo, senza contare il fattore Kane.
La squadra di Ten Hag si è rinforzata durante il mercato ma, nonostante questo, ha fatto fatica nelle prime tre, vincendo contro Wolverhampton e Nottingham Forest (1-0 e 3-2) ma perdendo contro il Tottenham 2-0. Torneranno diavoli oppure no?
I turchi potrebbero mettere in difficoltà i “Red Devils”, meno i tedeschi, ma hanno comunque le potenzialità per fare bene: Zaha, Mertens, Icardi e Torreira i principali cantori.
Alla fine c’è il Copenhagen che rischia di ottenere record negativi ma mai dire mai, soprattutto in una competizione del genere.
GIRONE B

Il B, insieme ad un altro girone, si deve seguire tutto insieme e può diventare una fonte di sorprese. La vincitrice dell’Europa League, le due sorprese della Premier League e della Ligue 1 della scorsa stagione e un PSV che ha grande voglia di rifarsi e fare un bel percorso europeo.
Gli andalusi nonostante un inizio shock, con quattro sconfitte nelle prime quattro uscite stagionali, rimangono i detentori dell’ultima Europa League. Il rischio è che finiscano in un vortice simile a quello dello scorso anno in cui si combatteva per la retrocessione e durante la settimana si giocava l’Europa League. Se si ripeterà lo stesso scenario, non è sicuro che gli uomini di Mendilibar ne possono uscire alla grande come l’annata passata.
In casa “Gunners” si torna ad assaporare la Champions dopo sei anni quando, gli uomini di Wenger (a fine ciclo), ne hanno presi dieci in due partite dal Bayern Monaco. Oggi c’è una squadra giovane, forte e con un tecnico, Arteta, che ha dimostrato di che pasta è fatto, vincendo tre trofei e arrivando secondo in campionato. Questo mix però può risultare un arma a doppio taglio per l’Arsenal: va bene avere un’ottima rosa giovane ma quasi nessuno ha esperienza internazionale e, in un girone simile, ci vuole presto per cadere e ritrovarsi in Europa League. Il cannone sparerà o tirerà a salve?
“Eterni Secondi”, questo è l’aggettivo del PSV in Olanda. Negli ultimi 5 anni quattro volte la squadra di Eindhoven è arrivata seconda e non vince l’Eredivisie dal 2018. In Europa il percorso lo scorso anno è terminato agli ottavi di Europa League quando sono stati eliminati dal Siviglia (3-0 al Sànchez Pijuan e 2-0 ad Eindhoven per i padroni di casa) e c’è voglia di rivalsa nell’aria. I preliminari sono stati pura formalità (sette gol rifilati, tra andata e ritorno, a Sturm Graz e Rangers) ma questo è il banco di prova per gli uomini di Bosz. Squadra con mix di esperienza e giovani, orfana di Xavi Simons ma con uno Schouten e un Noa Lang in più.
L’ultima volta che il Lens riuscì a centrare la fase a gironi di questa competizione era il 2003, da lì ne hanno passate i tifosi dei “Les Sang et Or” e il ritorno in Ligue 1 è avvenuto nel 2020. Lo scorso anno sono arrivati a -1 dal Paris Saint-Germain campione di Francia ma quest’anno c’è stata una brutta partenza (un punto in tre partite).
GRUPPO C

La prima italiana a essere sorteggiata è stata il Napoli di Rudi Garcia che affronterà il Real Madrid, il Braga e l’Union Berlin. Girone apparentemente alla portata del Napoli ma occhio (tranne il Real Madrid) ma occhio alle insidie.
I partenopei sono ripartiti con lo stesso ritmo dello scorso anno: divertenti e spumeggianti, nonostante il cambio in panchina e la cessione di Kim Min Jae. Mercato fatto per puntellare la rosa, non grandi acquisti ma nemmeno, come qualcuno si aspettava, grandi cessioni (se escludiamo il coreano, passato al Bayern Monaco): Kvaratskhelia è rimasto, Osimhen è rimasto e sta già segnando e la squadra è rimasta la stessa di quella che ha vinto la Serie A a giugno.
Il Real Madrid non ha bisogno di presentazioni, non in Champions League: 14 volte vincitore, favorita per la vittoria finale, Carlo Ancelotti in panchina che torna a Napoli dopo quattro anni e un Bellingham in più.
Sarà lotta per l’Europa League, probabilmente, invece tra Braga ed Union Berlino, con i tedeschi favoriti, che in campionato sono partiti bene, e nelle prossime ore accoglierà Leonardo Bonucci. Squadra interessante quella dei tedeschi ma non abbastanza per Napoli e Real Madrid.
GRUPPO D

Da finalista della scorsa edizione l’Inter vorrà sicuramente mantenere il suo status, con la squadra di Simone Inzaghi che nel mercato ha operato bene e le risposte stanno arrivando in campionato: due clean-sheet e due 2-0 rifilati a Monza e Cagliari. I nerazzurri hanno buone possibilità di arrivare fino in fondo e ha dimostrato di saperci giocare con le big d’Europa.
Il Benfica è un avversario da temere perché lo scorso anno ha buttato fuori la Juventus ai gironi e, nei quarti di finale, ha messo leggermente in difficoltà l’Inter. Allo stesso tempo però bisogna fare attenzione a chi c’è dietro.
Ormai Salisburgo sta diventando una bella realtà del calcio europeo e, lo scorso anno, si è giocato la qualificazione con il Milan e per poco non ha eliminato la Roma nei playoff di Europa League.
I paesi baschi tornano in Champions League dopo ben nove anni di assenza (in quell’anno ci andarono sia Real Sociedad che Athletic Bilbao), da allora solo il gradino inferiore del calcio europeo. Ora, per il Real Sociedad, è arrivato il momento di farsi valere in Europa e la Champions League (e questo girone, equilibrato) rappresenta un’ottima opportunità.
GIRONE E

Atmosfera allo stadio da brividi, una bella squadra e un’identità precisa: questo è il mix che il Feyenoord presenta alla mostra di cucina del calcio europeo. Lo si è visto lo scorso anno contro la Lazio e la Roma: prestazione horror all’Olimpico ma al “De Kujip” una sentenza. I campioni d’Olanda se la possono giocare tranquillamente.
L’Atletico Madrid, come ha dimostrato più volte, è quella squadra non spettacolare che può arrivare in fondo oppure essere elimata amaramente (come l’anno scorso). Le qualità però sono dalla parte del club spagnolo e un primo posto è l’obiettivo di un girone in cui poteva capitare di peggio.
Sfide interessanti per la Lazio che ha trovato squadre che vogliono dire la loro e in un momento complicato per il club biancoceleste (0 punti ancora in campionato). Tutto dipenderà dall’ambientamento dei nuovi e dalle sfide, soprattutto quelle, contro Feyenoord e Celtic.
Gli scozzesi faranno da mina vagante, magari possono centrare una clamorosa, già di suo, qualificazione al terzo posto ma deve sperare che una delle tre floppi. Non sono da sottovalutare.
GIRONE F

Il “girone della morte”, così è stato chiamato da molti. Tanti gli intrecci interessanti e da seguire e, sicuramente, tanta, tantissima qualità.
A Parigi la Champions sta diventando un ossessione, d’altronde quando non hai un progetto e c’è un “mangia-allenatori” come Al-Khelaifi è molto difficile creare un progetto. Tuttavia quest’anno c’è intenzione di fondare qualcosa e, superata la questione Mbappè, si può tornare a pensare al campo dove i parigini non sono partiti a razzo. Nell’aria c’è ottimismo ma l’obiettivo è quello di arrivare in fondo.
Il Borussia Dortmund la si può chiamare “squadra sfortunata”? Si, perché a maggio si suicidano nell’anno in cui tutto era apparecchiato per la rivoluzione in Bundesliga e un “colpo di stato” ai danni del Bayern Monaco, e invece il pareggio per 2-2 contro il Mainz li ha condannati. Poi questo girone di Champions League, dove rischiano seriamente di essere la vittima sacrificale e hanno perso anche Bellingham. Faranno il miracolo o il muro giallo cadrà?
Secondo girone di ferro in tre anni per il Milan, protagonista di un ottimo mercato ed un gruppo che vedrà i ritorni di Donnarumma e Tonali a San Siro. Un eliminazione non farebbe così tanto male ma certamente, se i rossoneri dovessero passare, potrebbero candidarsi ad arrivare fino in fondo. Banco di prova.
La peggiore della quarta fascia aveva 2/3 di possibilità di trovare un’italiana, e l’ha presa il Milan. Il Newcastle di Tonali torna in Champions League dopo vent’anni e lo fa forte di un progetto fantastico, supportato anche dal fondo PIF. Tanti bei giocatori e un test già importante per loro.
GIRONE G

I campioni in carica del Manchester City non dovrebbero avere problemi in questo girone: sono probabilmente la squadra più forte al Mondo, un’idea di gioco e già tanta esperienza, rinvigorita dallo status di campioni in carica. L’obiettivo, quest’anno, è di riconfermarsi.
Il Lipsia potrebbe rappresentare un’insidia e la sorpresa di questa Champions League: Openda, Seiwald e Sesko, un mix di giovani intriganti. Confermato Dani Olmo, orfani di Szoboszlai, ma non dovrebbe rappresentare un problema (nonostante la mancanza di un calciatore come lui). Occhio però, perché l’ultimo precedente contro i Citizens non è andato a buon fine (7-0 per gli uomini di Guardiola).
Stella Rossa e Young Boys hanno trovato un girone quasi impossibile e l’unica consolazione sarebbe il terzo posto per la porta secondaria.
GIRONE H

Niente girone di ferro per il Barcellona, passaggio del turno assicurato, un’ottima campagna acquisti (nonostante le difficoltà economiche del club) e i blaugrana, quest’anno, sono quasi “costretti” ad arrivare almeno ai quarti. Ci riusciranno Lewandowski e compagni, o sarà il quarto flop di fila europeo?
Interessante la sfida che sarà intrapresa tra Porto e Shakhtar Donetsk che può valere la qualificazione al secondo posto. Il Porto ha esperienza europea, gli ucraini non giocheranno nemmeno nel loro stadio di casa (causa conflitto) e si sposteranno ad Amburgo. Sfide da seguire.
L’Anversa, dopo la vittoria della Pro League belga e il preliminare, ora si vuole osare l’impresa, già difficile di suo. Considerata “squadra cuscinetto”, ce la faranno a mettere in difficoltà Porto e Shakhtar?

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