Un anno fa l’infortunio in semifinale a Parigi ha segnato l’inizio del calvario di Sascha Zverev. Ad Amburgo si è ritrovato ed è tornato a vincere un torneo per la prima volta da novembre 2021.
L’ASCESA, LO STOP E LA RINASCITA
Sin da giovanissimo Zverev veniva considerato uno dei talenti più cristallini del tennis. Il tedesco era probabilmente il principale indiziato a raccogliere l’eredità che, da lì a pochi anni, avrebbero lasciato Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic. Nel 2018, infatti, ad appena 21 anni, vantava già 10 titoli, tra cui tre tornei 1000, la 49^ edizione delle Finals ed una doppia vittoria a Washington. Eppure, in molteplici occasioni il problema di Sascha si è rivelato essere la gestione dei momenti cruciali. Nonostante già da una stagione occupasse stabilmente le prime cinque posizioni della classifica mondiale, negli Slam Zverev non si era mai spinto oltre il quarto di finale raggiunto al Roland Garros nel 2018. Alcuni aspetti del suo gioco hanno inevitabilmente subito una brusca frenata, tra cui la seconda di servizio e il dritto. Sebbene col passare degli anni sia approdato in finale agli US Open ed abbia raggiunto un best ranking da n.2 al mondo, il bagaglio tecnico del nativo di Amburgo è tuttora perfettibile sotto diversi aspetti, tra i quali si annoverano facilmente (oltre ai già citati dritto e secondo servizio) il gioco di volo o l’uso repentino della smorzata e di colpi tagliati.

Alexander Zverev non vinceva un torneo dalle Finals di Torino nel 2021. Il lungo digiuno rappresenta la più logica conseguenza della lesione dei tre legamenti subita a Parigi 2022, che sembrava aver posto un importante ostacolo per il prosieguo della carriera del tedesco. Se il fisico non avesse preso il sopravvento, Sascha sarebbe stato prossimo a diventare n.1 del mondo a cavallo tra Toronto e Cincinnati togliendo il primato a Daniil Medvedev. Il giocatore in grado di vincere cinque Masters 1000, due Finals e l’oro olimpico a Tokyo aveva perso la reattività e l’esplosività che ne caratterizzavano la pesantezza della prima di servizio e del rovescio, i due colpi più efficaci. A conferma di ciò, il rientro e le apparizioni di inizio stagione non sono stati particolarmente confortanti, ma nelle ultime settimane è tornato ad alzare il livello di gioco. Al Roland Garros di giugno ha raggiunto la sesta semifinale Slam in carriera e, passo dopo passo, è sempre più vicino alla versione pre-infortunio. La dimostrazione definitiva è rappresentata dalla vittoria di un torneo, arrivata poche ore fa nella sua città natale a nove anni di distanza dalla semifinale raggiunta nel 2014 da diciassettenne. Se da una parte le eliminazioni di Ruud, Davidovich Fokina, Rublev e Musetti gli hanno permesso di conquistare il trofeo senza incontrare teste di serie, dall’altra parte va sottolineato come il tedesco non abbia perso nemmeno un set. Al primo turno ha concesso appena tre game a Molcan, mentre al secondo ha battuto agevolmente Marterer. Ai quarti di finale ed in semifinale si è liberato dei giovani talenti francesi del 2004 Van Assche e Fils prima di vincere la finale contro Laslo Djere. Grazie a questo successo ha conquistato il primo titolo in stagione ed il 20^ in carriera, eguagliando così un risultato raggiunto (tra i tennisti in attività) soltanto da Daniil Medvedev, Marin Cilic, Andy Murray, Rafael Nadal e Novak Djokovic.
UNO SGUARDO ALLE FINALS E ALLA TOP 10
La classifica inizia a sorridere al tedesco, soprattutto perchè fino a marzo 2024 dovrà difendere soltanto 90 punti. Da domani Zverev sarà n.16 del mondo e si presenterà a Toronto accreditato della quindicesima testa di serie del torneo. Il classe 1997 può guardare con gioia anche alla Race, dove entra per la prima volta in stagione tra i migliori dieci tennisti dell’anno solare.

Nell’intervista post-partita Zverev non riesce a contenere la gioia per il ritorno al successo:
Una medaglia d’oro è pur sempre una medaglia d’oro, ha pochissimi eguali. Questa vittoria rimane comunque un successo che sicuramente vale più di ogni altro, quasi come se fosse il primo: sicuramente ha più valore per me di ogni altro ATP 500 e probabilmente anche più di un Masters 1000.
Interivista rilasciata da Alexander Zverev al termine della finale di Amburgo.
In questo momento l’ultimo posto disponibile per le ATP Finals è occupato da Casper Ruud e dista 215 punti. Zverev ha una concreta possibilità di provare a qualificarsi ed è il primo ad esserne consapevole:
Essere n°9 della Race (n.10 dopo la vittoria di Fritz ad Atlanta, n.d.r.) è fantastico, se riuscissi ad arrivare a Torino quest’anno sarebbe un traguardo incredibile, soprattutto dopo l’infortunio che ho avuto e dopo che nei primi mesi del 2023 non sono riuscito a giocare come avrei voluto. Sarebbe incredibile riuscire a rigiocare le Finals
Interivista rilasciata da Alexander Zverev al termine della finale di Amburgo.


Lascia un commento