Wimbledon – finale e recap: Alcaraz conquista il trono, Sinner centra la semifinale, Berrettini ritrovato

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Con la splendida finale di ieri si è conclusa l’edizione 2023 del prestigiosissimo torneo di Wimbledon, che quest’anno ci ha regalato tante sorprese ed emozioni

INCORONATO UN NUOVO RE: AVE CARLOS

Il giorno è finalmente arrivato: dopo anni di dominio assoluto sui prati verdissimi di Wimbledon, Novak Djokovic è stato sconfitto. A compiere l’impresa è stato l’uomo del momento, lo spagnolo destinato a battere tutti i record, Carlos Alcaraz. Solo lui poteva caricarsi l’onere di sconfiggere un campionissimo come Djokovic sul campo che lo ha visto passeggiare con la coppa in braccio per ben 7 volte. Questa infatti doveva essere l’annata storica per il serbo, che con una vittoria in finale avrebbe vinto l’ottavo titolo a Wimbledon, pareggiando re Federer e avvicinandosi un passo di più al grande Slam, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo Carlos.

LA FINALE, IN 300 PAROLE O POCO PIU

Difficile riassumere una partita del genere in qualche riga di un articolo, per emozioni evocate e per tasso tecnico, ma cercheremo di essere più brevi possibili. La finale si apre in modo disastroso per Alcaraz che scende in campo teso e molto falloso, quello che ne risulta è un secco 6-1 a favore del serbo, subito pronto a sfruttare la situazione. La finale vera e propria inizia dal secondo set, dove Carlos cambia marcia e comincia a mettere in mostra il suo tennis aggressivo e spumeggiante: lo spagnolo va in vantaggio di un break, Djokovic lo riprende e da qui si seguono i servizi fino al tie break. Il serbo è in casa sua, non perde un tie break ad uno slam dall’ Australian Open e sembra che tutte le stelle si allineino quando va in vantaggio 6-5 ed ha set point. Carlos stringe i denti e va sul 6 pari e poi sorpassa 7-6, chiudendo infine il set per 8-6. A questo punto la fiducia di Alcaraz è più alta che mai, e nel terzo set annichilisce completamente un Djokovic opaco e nervoso, il risultato è 6-1. Nel quarto set il livello si alza ulteriormente: Djokovic torna a lottare e a mettere pressione sul servizio di Alcaraz con la sua leggendaria risposta, lo spagnolo gioca bene ma non è abbastanza. La pressione del serbo è troppa, si va al quinto. A questo punto è esperienza contro giovane follia, calcolo minuzioso contro estro e talento. Una palla break nel primo game di servizio di Alcaraz fa pensare alla possibilità che Djokovic possa prendere il controllo e vincere, ma Carlos si difende strenuamente e porta il serbo a sbagliare un non facile schiaffo al volo in arretramento. Dunque è Alcaraz a conquistare il break nel game successivo, con il suo solito tennis senza paura delle conseguenze. Sale 3-1 e porta fino in fondo il break, con un game favoloso sul 5-4 per chiudere la partita, ricamando un capolavoro dopo l’altro. Alcaraz è campione di Wimbledon, dopo quasi 5 ore di battaglia

ONORE AGLI ITALIANI: SINNER IN SEMIFINALE, BERRETTINI PRESENTE 

In quest’edizione storica di Wimbledon, non sono da dimenticare le imprese dei nostri portacolori: Berrettini, che poco meno di un mese fa sembrava non dovesse nemmeno partecipare al torneo più importante della sua carriera, è stato protagonista di una cavalcata storica, dove ha demolito avversari come De Minaur e Zverev, prima di arrendersi ad Alcaraz vincendo anche un set. Sinner invece è riuscito ad ottenere (finalmente) la sua prima semifinale in uno Slam, dove il risultato non gli rende onore: 3 set a 0 in favore Djokovic, ma Jannik ha avuto molte chanche per vincere quantomeno un set.

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