
Oggi sono andate in scena le due partite che hanno fatto terminare la terza edizione della Nations League. La finale, giocata stasera, è stata Croazia-Spagna, la finale terzo/quarto posto (giocata alle 15) invece Olanda-Italia.

FINALE: GLI IBERICI TRIONFANO AI RIGORI E VINCONO LA COPPA!
I croati arrivano alla finale dopo un torneo giocato ad alti livelli e dopo aver battuto, ai tempi supplementari, gli ospitanti della Final Four (l’Olanda) per 2-4 ad Amsterdam. Le “Furie Rosse” arrivano alla partita decisiva per la seconda volta consecutiva nella competizione (nel 2021 persero la finale contro la Francia) dopo aver battuto l’Italia per 2-1, non senza fatica.
Il CT croato Dalic conferma lo stesso 11 sceso in campo mercoledì sera mentre il CT spagnolo, De la Fuente, cambia solo Rodrigo Machado per Asensio.
La Spagna lascia il gioco alla Croazia che ha ottimi palleggiatori (Brozovic e, soprattutto, Modric su tutti) ma rischia molto in ripartenza e gli iberici sfiorano al 12′, con un tiro di Gavi a fil di palo, il vantaggio. Gli “ospiti” sfiorano nuovamente il vantaggio un quarto d’ora dopo con Rodri ma il suo colpo di testa viene “parato” da un suo compagno. Risponde la Croazia quattro minuti dopo con un colpo di testa di Perisic ben parato da Unai Simon. Si va negli spogliatoi sullo 0-0.

Nella seconda frazione la Croazia ci prova con molti cross ma è la Spagna che va vicina al gol al 12′: cross per Asensio ma il suo colpo di testa è fuori di pochissimo. Altra occasione da cross, questa volta per Pasalic che, quattro minuti dopo, colpisce di testa ma la sfera va vicino alla rete. A venticinque minuti dal termine occasione per la Spagna: Rodri, ottimo tiratore, effettua un gran tiro ma il pallone va a lato di un pelo. Adesso sono gli uomini di De la Fuente a dominare il match e sfiorano ancora il gol al 77′ con Asensio, forse il migliore del secondo tempo per la causa spagnola, che sfiora il palo dopo essere arrivato per primo su un tiro ribattuto. Ma la migliore possibilità per andare a rete per gli iberici è all’84’ e arriva sui piedi di Ansu Fati che calcia all’angolino ma trova l’intervento di un difensore croato. Non ci sono altre azioni e la sfida va ai supplementari.

Le due squadre sembrano stanche e sprecano molto in ripartenza, tantoché non arrivano pressoché occasioni da rete, se non una per la Spagna al 104′: tiro ribattuto da Sutalo e va sui piedi di Dani Olmo al limite dell’area di rigore ma, il giocatore del Lipsia, spreca tutto calciando alto. Nell’ultima azione al 107′ c’è un’occasione per la Croazia con un buon tiro di Brozovic bloccato dal portiere spagnolo. La parità rimane invariata.

Nel secondo tempo supplementare la Spagna spinge forte e sfiora, al 108′, il gol dell’1-0: palla in mezzo per Asensio, l’ala ex Real Madrid appoggia per Olmo che calcia, ma la sfera termina di poco fuori. Al 115′ rischia l’autogol Sutalo su un tiro di Rodri, ma il pallone esce fuori. Oltre a queste occasioni non c’è altro da segnalare e così si va ai rigori.

I primi sei rigori vengono segnati tutti e il primo a sbagliare è Majer, grazie anche ad una super parata di Unai Simon. Il rigore decisivo è affidato a Laporte ma sbaglia mandandolo sulla traversa, facendo rimanere il risultato sul 4-4. Il rigore successivo è affidato a Petkovic ma gli viene parato dal portiere spagnolo. Il penalty decisivo è affidato a Carvajal che fa lo scavetto e manda la Spagna in paradiso. La Croazia invece sfuma, forse, l’ultima occasione di vincere un trofeo nella miglior epoca della sua storia.
FINALE 3°/4° POSTO: AZZURRI TERZI CON IL BRIVIDO
Ad Enchende scendono in campo, per la “finalina”, Olanda e Italia. L’Italia passa subito in vantaggio al 6′: cross di Toloi destinazione Raspadori che con un gran colpo di tacco è bravo a servire Dimarco. L’esterno dell’Inter calcia a botta sicura all’incrocio e realizza il vantaggio. Gli Azzurri sembrano averne di più e raddoppiano anche: tiro dal limite deviato di Gnonto che rimbalza ed arriva sui piedi di Frattesi e segna lo 0-2 al 20′. Ci riprova Dimarco dal limite ma il pallone non scende abbastanza. A 5′ dal termine della prima frazione arriva la prima occasione per gli “Orange”: ottimo passaggio in area per Gakpo, con l’ala del Liverpool che non trova il bersaglio per poco.

Nel secondo tempo è l’Olanda a prendere le redini del gioco e ci prova subito al 47′, sempre con Gakpo, ma viene fermato da un intervento di Donnarumma. Ci prova Dumfries al 60′ ma Donnarumma blocca e, otto minuti dopo, arriva il gol che accorcia le distanze: sfera vagante in area controllata da Bergwijn, due finte e tiro preciso all’angolo: 1-2. Gli uomini di Koeman si riversano in avanti ma l’Italia ha giocatori in grado a sfruttare gli spazi lasciati e ne approfitta al 72′: grande apertura di Frattesi, Chiesa supera facilmente un Van Djik in difficoltà e calcia all’angolino, trovando l’1-3 e una rete che mancava dal settembre 2021 (Italia-Bulgaria 1-1). All’82’ l’Olanda segnerebbe il 2-3 ma, dopo un lungo check del VAR, viene annullato. La rete che fa venire qualche brivido all’Italia è segnata all’89’ da Wijnaldum ma ormai è troppo tardi: l’Italia vince 3-2, conquista il terzo posto e, forse, fa venire un piccolo rimpianto riguardante la partita contro le “Furie Rosse” di giovedì sera, con la consapevolezza di dover ripartire a Settembre per raggiungere l’obiettivo Europeo.


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