Si è conclusa la 2° settimana di tappe della corsa rosa, esattamente sei frazioni che hanno accompagnato i corridori da Scandiano fino a Bergamo. Si sono visionati diversi ritiri, molti a causa del covid. Al momento al comando della classifica generale c’è Bruno Armirail, ma è una corsa ancora aperta, che può regalare solamente spettacolo nell’ ultima settimana.

TAPPA 10
La seconda settimana si è aperta con una frazione piatta nella seconda parte, ma con grandi insidie all’ inizio. Già nei primi chilometri va in crisi Aleksander Vlasov per problemi di stomaco. Oltre alla crisi di Vlasov nei primi chilometri si sono avvantaggiati quattro fuggitivi, ovvero: Cort Nielsen, Derek Gee, Alessandro De Marchi e Davide Bais. Quest’ ultimo ha aggiunto punti per la maglia azzurra di miglior scalatore. Nel gruppo principale si sono visionate diverse cadute per via della pioggia e dell’asfalto viscido. Proseguono imperterriti i fuggitivi senza Bais, arrivando negli ultimi 2 km con ancora 45 secondi di vantaggio. Si giocano il successo di tappa con una volata ristretta a tre Alessandro De Marchi e Derek Gee, i quali si piegano di fronte all’esplosività di Magnus Cort Nielsen. Con questa vittoria Nielsen chiude il cerchio di vittoria nei 3 diversi grande giri. Resta dunque indosso Geraint Thomas la maglia rosa.
TAPPA 11
Arriva così la tappa più lunga di questa edizione con 219 km, predisposta per i velocisti. Nei primi chilometri si forma una fuga di sei unità, che guadagnerà al massimo tre minuti sul gruppo. A 69 km dall’arrivo una caduta in discesa coinvolge Primoz Roglic e tutta la Ineos. Ad avere la peggio è stato Tao Geoghegan Hart, costretto all’immediato ritiro. Qualche chilometro dopo si visiona una bruttissima caduta di Oscar Rodriguez, il quale urta inizialmente un palo carambolando contro lo spigolo di un’abitazione; anche per lui ritiro obbligato. Il gruppo recupera i fuggitivi e si prepara alla volata. Negli ultimi chilometri un’altra caduta mette fuori dai giochi alcuni velocisti, tra cui Fernando Gaviria. Lancia una volata la lunghissima Mads Pedersen, escono alla sua sinistra Mark Cavendish e Pascal Ackermann, ed è proprio il tedesco ad avere la meglio per pochi millimetri rispetto ad un sorprendente Jonathan Milan. Il Friulano era inizialmente rimasto indietro, ma ha compiuto una rimonta fenomenale sfiorando il successo. Dopo il ritiro di Tao Geoghegan Hart sale al terzo posto della classifica generale Joao Almeida, restano invariate le altre posizioni.

TAPPA 12
Nella dodicesima frazione si prevedeva l’arrivo di una fuga e così è stato. Nei primi chilometri si forma un gruppo di 30 corridori all’attacco, tra cui: Alessandro Tonelli, Nico Denz, Toms Skujins, Sebastian Berwick e Mads Pedersen (in fuga per i punti della maglia ciclamino). Ai -80 km sono i primi 4 nomi sopracitati a prendere il largo sugli altri 26 corridori. Nel gruppo principale si visiona una bruttissima caduta, ad avere la peggio è stato il corridore della Bahrain Jack Haig, anche lui costretto al ritiro. Allo scollinamento di Colle Braida Tonelli perde le ruote dei compagni di fuga. È quindi volata a tre, ai -250 il primo ad alzarsi sui pedali è Berwick ma viene scalzato da Skujins e Denz, ed è proprio quest’ultimo ad imporsi sull’arrivo di Rivoli. Quarto successo in carriera per lui e seconda vittoria tedesca in questo Giro. Per il gruppo Maglia rosa una tranquilla giornata, che non comporta mutamenti alla classifica generale.
TAPPA 13
Il tragitto del tredicesimo round è stato diminuito causa maltempo, la frazione che originariamente era di 207 km si è corsa in 74. Frazione che quindi diventa adatta alle fughe. Con la partenza in salita si crea subito un gruppo all’attacco formato da cinque corridori, tra cui: Jefferson Cepeda, Einar Rubio e Thibaut Pinot (dopo questa tappa ha riconquistato la maglia azzurra). Durante l’ attraversata verso Crans-Montana ci sono state diverse scaramucce tra Cepeda e Pinot: il francese avrebbe voluto una maggiore collaborazione da parte dell’ ecuadoriano. Ai -12 l’attacco di Pinot crea selezione nella fuga, restano dunque solamente i tre nomi sopracitati. È quindi volata a tre, la lancia lunghissima Cepeda cercando di anticipare gli avversari, ma il sempre nascosto Rubio esce dalla sua ruota e scavalca tutti. Prova a farsi sotto Pinot senza riuscirci, il colombiano coglie così il secondo successo stagionale e il primo successo al giro d’Italia. Nel gruppo principale qualche piccolo movimento da parte di Caruso e Dunbar negli ultimi chilometri, l’unico a pagare qualche secondo è stata l’ ex maglia rosa Leknessund. Da segnalare il ritiro di Mads Pedersen a causa di una tracheite.

TAPPA 14
Il quattordicesimo appuntamento prevedeva una tappa pianeggiante con un avvio insidioso. Si crea una fuga di 29 unità tra cui: Nico Denz, Derek Gee, Alberto Bettiol, Laurenz Rex, Davide Ballerini, Bruno Armirail e Davide Bais. Quest’ ultimo ha conquistato altri punti per la maglia azzurra, togliendola di dosso al francese Thibaut Pinot. Dai -60 chilometri in poi si sono visionati attacchi e contrattacchi per centrare la fuga nella fuga. Ad avere la meglio sono stati i primi 5 nomi sopracitati insieme ad Oldani e Mayrhofer. Si creano quindi diversi gruppetti che si riuniscono negli ultimi metri, una volata ad otto senza padrone. Alberto Bettiol lancia una volata lunghissima di 300 metri ma viene ripreso e superato da Derek Gee e Nico Denz. Al fotofinish è il tedesco della Bora a concedere il bis in questa edizione del Giro d’Italia, replicandosi a distanza di due giorni. Il gruppo della maglia rosa giunge al traguardo con oltre 20 minuti di gap. Questo regala al francese della FDJ Bruno Armirail la Maglia rosa con un vantaggi di quasi 2 minuti su Geraint Thomas.
TAPPA 15
La quindicesima giornata prevedeva una tratta con diversi saliscendi, ed è stata ancora una volta la fuga di giornata ad accendere la corsa. Nei primi 20 km si crea la fuga di giornata composta da 16 corridori, tra cui: Einar Rubio, Ben Healy, Brandon McNulty e Marco frigo. I primi 2 nomi sopracitati si sono divisi i punti dei GPM risalendo diverse posizioni nella classifica di miglior scalatore. Ai -37 l’ attacco di Marco Frigo crea una grande selezione nella fuga, lasciando la lotta per la tappa solamente a lui, Healy e McNulty. I tre hanno sferrato diversi attacchi con l’obiettivo di un arrivo in solitaria, ma negli ultimi 500 metri i tre si sono giocati la volata. Marco Frigo con grande intelligenza tattica sferra l’attacco a doppia velocità, ma viene ripreso negli ultimi 20 metri. L’ irlandese si deve accontentare del secondo gradino del podio, perché è Brendon McNulty a centrare il successo di giornata, prima vittoria in carriera nella corsa rosa per lo statunitense. Negli ultimi 3 km si è accesa anche la corsa del gruppo principale tra gli uomini più attivi: Joao Almeida e Eddie Dunbar. Pagano due secondi Pinot, Kamna e Arensman. Nonostante i 33 secondi di ritardo riesce comunque a preservare la Maglia rosa Bruno Armirail.

CLASSIFICA GENERALE (15 tappe)
- 1º Bruno Armirail 61:38:06
- 2º Geraint Thomas +1.08
- 3º Primoz Roglič +1.10
- 4º João Almeida +1.30
- 5º Andreas Leknessund +1.50
- 6º Damiano Caruso +2.36
- 7º Lennard Kämna +3.02
- 8º Eddie Dunbar +3.40
- 9º Thymen Arensman +3.55
- 10º Laurens De Plus +4.18
TOP 5 MAGLIA CICLAMINO (15 tappe)
- 1º Jonathan Milan 164 PT
- 2º Pascal Ackermann 88 PT
- 3º Derek Gee 71 PT
- 4º Micheal Matthews 68 PT
- 5º Magnus Cort Nielsen 56 PT
TOP 5 MAGLIA AZZURRA (15 tappe)
- 1º Davide Bais 144 PT
- 2º Einar Rubio 116 PT
- 3º Thibaut Pinot 114 PT
- 4º Ben Healy 108 PT
- 5º Toms Skujins 42 PT

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