Si è concluso il primo stock di tappe della corsa rosa, esattamente nove frazioni che hanno dato il benvenuto ai corridori. Si sono visionati diversi scenari, tra cui il ritiro forzato per Covid di Filippo Ganna. Remco Evenepoel, nonostante alcuni imprevisti, è riuscito a conservare il vantaggio, ma è una corsa ancora aperta, che può regalare solamente altro spettacolo.

1º TAPPA
Il Giro d’Italia si è aperto con una prova contro il tempo lunga 20 km, e con i riflettori erano puntati sul duello tra Filippo Ganna e Remco Evenepoel. Il primo uomo di classifica a segnare un grande tempo è stato Tao Geoghegan Hart, scalzato dopo poco dalla locomotiva portoghese João Almeida. È stata poi la volta di Remco Evenepoel, Primoz Roglič e Filippo Ganna. Il belga con una prova maestosa batte l’italiano che si dovrà accontentare della 2º posizione, Roglič prova a difendersi ma paga 43 secondi. Convincente la prova di Damiano Caruso, che paga al traguardo 1 minuto e 28 secondi dal campione del mondo. Una prima tappa che ha riportato grandi distacchi anche tra gli uomini di classifica.
2º TAPPA
Nella seconda frazione si attendeva una volata di gruppo e così è stato. Nel primo chilometro si sono avvantaggiati cinque uomini, tra cui il francese Paul Lapeira che vincendo tutti i GPM di giornata ha conquistato la maglia azzurra di miglior scalatore. A 38 chilometri dall’arrivo vengono riassorbiti i battistrada e le squadre dei velocisti lavorano per ottenere la migliore posizione. A circa 4 chilometri dal traguardo però una sbandata in gruppo causa una caduta e un frazionamento: restano attardati alcuni velocisti come Mads Pedersen e Mark Cavendish, ma anche alcuni uomini di classifica come Thibaut Pinot, Domenico Pozzovivo, Hugh Carthy e Tao Geoghegan Hart, che pagheranno 19 secondi al traguardo. Nonostante la caduta si continua a lavorare per i velocisti rimasti nel gruppo di testa, grande lavoro del treno Alpecin per Kaden Groves, ma dal centro della carreggiata esce a doppia velocità Jonathan Milan che a sorpresa conquista il successo, davanti a David Dekker e Kaden Groves. Primo successo azzurro di questa edizione, inoltre il friulano è riuscito a conquistare la maglia ciclamino.
3º TAPPA
Nel terzo round è arrivato il primo tragitto movimentato. Evade dal gruppo una coppia di fuggitivi ripresa dopo 175 chilometri, grazie al forcing di Trek e Jayco Alula. Nella prima salita non reggono alcuni velocisti come Jonathan Milan e Fernando Gaviria. Allo scollinamento, sprinta per il GPM Thibaut Pinot (che riuscirà a fine tappa ad indossare la maglia azzurra). Nel secondo strappo si stacca anche Mads Pedersen, ma riuscirà comunque a rientrare nella lotta per la tappa, durante la discesa, grazie al lavoro dei suoi compagni. Allo sprint valido per gli abbuoni Evenepoel precede Roglič. Si arriva dunque negli ultimi chilometri, dove continua il lavoro di Trek e Team Jayco Alula per la volata finale. Si lancia ai -200 Michael Matthews con alla sua ruota Mads Pedersen, quest’ultimo pecca di freschezza e non può nulla rispetto all’australiano che conquista il nono successo in un grande giro.
4º TAPPA
Il quarto appuntamento prevedeva una tratta di media difficoltà. Nella prima parte di corsa si sono visionati scatti e contro scatti per entrare nella fuga. Quest’ ultima si formerà definitivamente a metà tappa, con al suo interno: Vincenzo Albanese, Nicola Conci, Toms Skujins, Amanuel Ghebreigzabhier, Andreas Leknessund e Aurélien Paret Peintre. I fuggitivi riescono ad avvantaggiarsi sul gruppo, guidato dal team Ineos, di ben 5 minuti. Negli ultimi chilometri attaccano dalla fuga Andreas Leknessund e Aurélien Paret Peintre: è proprio quest’ultimo a vincere la volata a due. Festeggia comunque il norvegese della DSM che riesce a conquistare la maglia rosa. Nel gruppo principale sono rimasti al sicuro tutti i grandi uomini di classifica, tra cui Thibaut Pinot che conquistando altri punti consolida la maglia azzurra.

5º TAPPA
Il quinto incontro è iniziato con una nuova maglia rosa e i favori del pronostico per i velocisti. Ha subito preso il largo un gruppo di fuggitivi tra cui Thibaut Pinot, che ha conquistato altri punti per la maglia azzurra, prima di rialzarsi. A 150 km dall’arrivo un cane sguinzagliato ha causato la caduta di alcuni corridori, tra cui l’ ex maglia rosa Remco Evenepoel, che dopo alcuni minuti a terra si è rialzato e con l’aiuto dei compagni è rientrato in gruppo. A 7 km dal traguardo una scivolata in gruppo mette fuori dai giochi alcuni velocisti, rimane coinvolto anche Primoz Roglič che grazie all’aiuto dei suoi compagni riesce a rientrare nel gruppo di testa. Negli ultimi 2 chilometri Remco Evenepoel disattento si scontra con un corridore della Trek, rimanendo a terra per la seconda volta. Ricordiamo che negli ultimi 3 km avviene la neutralizzazione del tempo, in caso di caduta o problema meccanico. Kaden Groves lancia una volata lunghissima, provano a rinvenire Jonathan Milan e Mads Pedersen, niente da fare per i due che si dovranno accontentare rispettivamente della 2º e 3º posizione; prima vittoria al giro d’Italia per l’australiano. Australia che sale a quota due successi in questa edizione. Il medico della Quick Soudal in serata ha dichiarato che il campione del mondo belga ha riportato un forte dolore al fianco destro, ematomi e un forte dolore all’osso sacro.
6º TAPPA
La sesta giornata prevedeva un tragitto particolare, che poteva mostrare sia una volata di gruppo sia l’arrivo di una fuga. Si forma da subito una fuga con al suo interno cinque corridori tra cui Simon Clarke e Alessandro De Marchi. In gruppo il leggero forcing del team Ineos mette fuori dai giochi Mark Cavendish, che giungerà al traguardo con più di 18 minuti di distacco. Negli ultimi 3 chilometri il tandem composto da Simon Clarke e Alessandro De Marchi ha ancora 33 secondi di vantaggio, ma negli ultimi 800 metri perdono l’ accordo e vengono riassorbiti ai -200 dal gruppo. Fernando Gaviria lancia una volata lunghissima, ma rimbalza negli ultimi 20 metri. Alla sua destra rinvengono Jonathan Milan e Mads Pedersen, ed è proprio il campione del mondo 2019 ha centrare il successo, completando la tripla corona di vittorie nei grandi giri.
7º TAPPA
A chiudere la prima settimana una frazione di media-alta difficoltà: le aspettative degli appassionati erano rivolte sulle mosse degli uomini classifica. Riescono subito ad evadere dal gruppo quattro fuggitivi tra cui Davide Bais e Simone Petilli, i battistrada riescono ad ottenere un vantaggio di oltre 13 minuti. Prova ad anticipare negli ultimi 200 m Simone Petilli, ma viene scansato nettamente da Davide Bais che ottiene il successo di tappa e la maglia azzurra di miglior scalatore. Il gruppo dei migliori non rispetta le aspettative, lasciando delusi gli appassionati che si aspettavano dei movimenti, rimangono dunque invariate le classifiche generali.
8º TAPPA
Una tratta collinare in cui i riflettori sono rivolti agli ultimi strappi che potrebbero creare una selezione. Si compone un gruppetto di nove fuggitivi, con al suo interno grandi nomi come Ben Healy, Filippo Zana e Warren Barguil. A 50 chilometri dall’arrivo, nel primo degli ultimi strappi, prende il largo l’ uomo della EF Ben Healy in un’ azione solitaria inarrestabile. Il gruppo dei big scoppia a 5 chilometri dall’ arrivo, con Primoz Roglič che sfrutta il lavoro della Bora e sferra l’attacco, posizionato male Remco Evenepoel che paga qualche metro. All’ arrivo il campione sloveno insieme a Tao Geoghegan Hart e Geraint Thomas guadagna 14 secondi sul gruppetto di Remco Evenepoel. Il dominatore assoluto è l’ irlandese Ben Healy, che dimostra ancora una volta di poter competere con i migliori, primo successo in un grande giro per lui.

9º TAPPA
Ultimo step prima del tanto atteso giorno di riposo, una cronometro lunga 35 chilometri.Il primo tempo significativo arriva da Bauke Mollema, ma dopo poco il cronoman svizzero Stefan Küng passa nettamente al comando. Ma successivamente viene scavalcato dal tandem targato Ineos composto da Geraint Thomas e Tao Geoghegan Hart. Arriva anche il momento dei tre uomini più attesi Joao Almeida, Primoz Roglič e Remco Evenepoel: il portoghese si evidenzia leggermente sottotono, lo sloveno si difende in crescendo e il campione del mondo parte forte e finisce in calando. Alla fine Remco Evenepoel segna il miglior tempo beffando di un secondo Geraint Thomas, riconquistando la maglia rosa. Convincenti le prove di Andreas Leknessund che si mantiene nella top 6 generale e di Damiano Caruso che chiude con un ritardo di 42 secondi. Nella serata la Quick Soudal ha comunicato la drastica notizia, ovvero il ritiro di Remco Evenepoel causa Covid-19, che abbandona così la battaglia per la maglia rosa verso Roma.
CLASSIFICA GENERALE (9 tappe)
- 1º Remco Evenepoel 34:33:42
- 2º Geraint Thomas +0.45
- 3º Primoz Roglič +0.47
- 4º Tao Geoghegan Hart +0.50
- 5º João Almeida +1.07
- 6º Andreas Leknessund +1.07
- 7º Aleksander Vlasov +1.48
- 8º Damiano Caruso +2.13
- 9º Lennard Kämna +2.37
- 10º Pavel Sivakov +3.00
TOP 5 MAGLIA CICLAMINO (9 tappe)
- 1º Jonathan Milan 113 PT
- 2º Kaden Groves 100 PT
- 3º Mads Pedersen 89 PT
- 4º Michael Mattehws 57 PT
- 5º Remco Evenepoel 37 PT
TOP 5 MAGLIA AZZURA (9 tappe)
- 1º Davide Bais 86 PT
- 2º Thibaut Pinot 50 PT
- 3º Karel Vacek 36 PT
- 4º Simone Petilli 32 PT
- 5º Amanuel Ghebreigzabhier 26 PT


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