Giovedì sera, 4 maggio 2023, il Napoli si è ufficialmente aggiudicato lo scudetto numero tre della propria storia. Questo racconto inizia nei tavoli del calciomercato e dalle intuizioni di un grande direttore sportivo qual è Giuntoli, oltre a Spalletti che ha saputo potenziare al massimo le capacità della squadra.
GLI ADDII E I FISCHI IN RITIRO
È il 16 luglio 2023 e a Dimaro, sede del ritiro estivo del Napoli, c’è la presentazione della squadra. All’arrivo dei giocatori partenopei però i tifosi iniziano a fischiare la squadra ma soprattutto il presidente. Tutto questo perché, nelle settimane precedenti, il Napoli ha detto addio a giocatori che sono stati fondamentali nelle stagioni precedenti: Koulibaly, Fabian Ruiz, Insigne, Mertens ed Ospina. I supporters del Napoli protestano ed invocano l’addio di De Laurentiis (tra cui il famoso hashtag #A16, l’autostrada che collega Napoli e Baro). L’unico arrivo, fino ad allora, è uno sconosciuto georgiano arrivato dalla Dinamo Tsibilisi: Kvicha Kvaratskhelia. In seguito arriveranno altri acquisti come Ndombele, Raspadori, Simeone (colui che aveva fatto terminare i sogni di gloria dell’ultimo Napoli di Sarri), Zerbin e Kim. Inoltre in porta si prevede l’arrivo di Navas, in uscita dal Paris Saint-Germain ma, prima dell’inizio del campionato, il Napoli decide di dare fiducia a Meret, un’altra scelta che fa discutere negli ambienti partenopei. Questo perché il portiere ex Spal aveva perso il posto da titolare l’anno prima e, ad Empoli, aveva commesso un grave errore che gli è costato il pareggio (partita poi persa dal Napoli), in una gara fondamentale per i sogni di gloria della stagione precedente. Secondo molti, tra tifosi e giornalisti, il Napoli non fará un buon campionato e, secondo alcuni, non è nemmeno attrezzato per un posto in Europa. L’unico uomo che ha fiducia nei suoi giocatori è uno, ed è l’allenatore della sua squadra: Luciano Spalletti.
IL SUPER INIZIO
Il campionato per gli uomini di Spalletti parte a Verona, in una sfida delicata contro l’Hellas Verona. I partenopei vincono 2-5 in scioltezza e va subito in gol Kvaratskhelia, con le prestazioni sontuose da parte di Lobotka ed Osimhen. Alla seconda giornata il Napoli affronta il Monza neopromosso in Serie A: 4-0 ed altra lezione di calcio, con un super Kvaratskhelia che fa una fantastica doppietta e con il gol di Kim. Due pareggi e poi il Napoli torna a vincere: 1-2 contro la Lazio all’Olimpico, in una partita complicatissima per gli uomini di Spalletti. In 5 partite i partenopei iniziano a zittire coloro che non davano fiducia al gruppo. La partita dopo è storica: 4-1 al Liverpool al San Paolo, con una prestazione mostruosa da parte del gruppo. Alla settima giornata il Napoli vince 1-2 a Milano contro il Milan campione d’Italia, prendendosi una piccola rivincita dopo la sconfitta di marzo al San Paolo che fece partire il crollo del Napoli.

IL PRIMO POSTO IN SOLITARIA E LA CHAMPIONS LEAGUE
Dopo la vittoria sulla Cremonese per 1-4, l’Atalanta pareggia contro il Torino e, alla nona giornata, il Napoli è primo da solo, da cui non si schioderà più. Il Napoli vince anche altri due big match, tutti e due in trasferta: 0-1 all’Olimpico contro la Roma e 1-2, in rimonta, contro l’Atalanta, allungando sulle avversarie. Nell’ultima partita prima della sosta per il Mondiale il Napoli batte 3-2 l’Udinese e va a +8 sul Milan secondo.
In Champions League il cammino è anche migliore. Il Napoli ne fa 4 al Liverpool (come detto prima), 6 ad Amsterdam contro l’Ajax, giocando una delle migliori partite della stagione, altri 4 gol sempre all’Ajax al San Paolo, 3 gol al Rangers in Scozia e sempre 3 a Napoli, con l’unica sconfitta della prima parte della stagione che arriva ad Anfield contro il Liverpool. Totale? 15 punti ottenuti su 18, 20 gol fatti e primo posto nel girone.
CI SONO SERATE COME QUELLE DI MILANO E SERATE COME QUELLE DI NAPOLI
Al rientro dalla sosta il Napoli deve affrontare a San Siro un Inter che è in lotta Champions e che approccia alla gara meglio rispetto ai partenopei e Dzeko, nel secondo tempo, insacca di testa alle spalle di Meret, segnando il gol che decide la partita. I nerazzurri vincono e il Napoli perde la prima partita in campionato, facendo accorciare Milan e Juventus. Da lì però i partenopei cambiano e, nello scontro diretto contro i bianconeri al San Paolo, fanno una prestazione perfetta: 5-1 senza storia e gli uomini di Allegri mandati a -10. Intanto il Milan è crollato e il Napoli comincia a prendere il largo. Due settimane dopo arriva la Roma al San Paolo che si gioca le proprie carte e, dopo il vantaggio di Osimhen, pareggia El Shaarawy. A 4′ dalla fine però Simeone la mette all’incrocio, decidendo la partita. A febbraio il Napoli approfitta dei passi falsi delle altre squadre e allarga la distanza con le altre concorrenti.

LA PRIMA SCONFITTA IN CASA E L’ELIMINAZIONE DALLA CHAMPIONS LEAGUE
Il 3 marzo però arriva un risultato sorprendente nel big match contro la Lazio: il gol di Vecino permette ai biancocelesti di sbancare Napoli, diventando quindi la prima squadra a battere il Napoli in casa, con i partenopei che vincono le successive due partite (2-0 contro l’Atalanta e 0-4 a Torino contro il Toro). In Champions League i partenopei passano agevolmente contro l’Eintracht Francoforte (5-0 nel complessivo) e ai quarti di finale affrontano il Milan. Dopo la sosta il Napoli rallenta in campionato, perdendo 0-4 in casa contro il Milan, vincendo 1-2 a Lecce e pareggiando in casa contro l’Hellas Verona. Nella massima competizione europea il Napoli viene eliminato dai rossoneri: all’andata a decidere la gara è Bennacer mentre, al ritorno, una sgaloppata di Leao che serve Giroud a porta vuota chiude i giochi. Non basta nemmeno la rete di Osimhen (appena rientrato da un infortunio) che pareggia i conti al 92′.
DALLA SERA DI TORINO ALLA SERA DI UDINE: GLI 11 GIORNI DELLO SCUDETTO
Per il Napoli bisogna subito riscattare l’eliminazione in Champions League e la domenica c’è la sfida contro i rivali eterni della Juventus, a Torino. La partita è bloccata e con un episodio che farà discutere: al limite dell’area di rigore Gatti, difensore dei bianconeri, tira un pugno sulla faccia di Kvaratskhelia. Per l’arbitro e per il Var però non c’è niente. A 10′ dalla fine però la partita di sblocca, ma per la Juventus, grazie al gol di Di Maria: dopo un consulto al Var però l’arbitro vede un fallo in precedenza su Lobotka ed annulla. Il Napoli così spinge e, dopo un’occasione con Osimhen, segna il gol decisivo al 93′ con Raspadori, l’uomo che in campionato segna solo gol decisivi. Finisce così: Juventus-Napoli 0-1, come nel 2018 ma con un epilogo diverso.
La partita successiva è al San Paolo contro la Salernitana, gara che si sarebbe disputare il sabato ma che viene rinviata causa ordine pubblico. Il Napoli infatti ha il primo match point perché gli servirebbe una vittoria dell’Inter sulla Lazio (seconda classificata) ed una vittoria dei partenopei nel derby campano. L’Inter fa il suo dovere e batte 3-1 la Lazio e a Napoli già si preparano i festeggiamenti da due mesi, figuriamoci quando ti mancano tre punti alla matematica per lo scudetto. Contro la Salernitana il Napoli domina e sbatte ripetutamente sul muro Ochoa ma, al 64′, il gol di Olivera porta in vantaggio i partenopei e sembra regalargli lo scudetto ma, a 6′ dalla fine, il tiro a giro di Dia rinvia la festa scudetto al turno infrasettimanale.
Per lo scudetto matematico prima di giocare al Napoli servirebbe una non vittoria della Lazio che, però, batte 2-0 il Sassuolo. Il giovedì quindi al Napoli basterebbe 1 punto contro l’Udinese ma la partita si mette male: un bolide di Lovric al 13′ porta in vantaggio i friulani. I partenopei spingono ma si ritrovano una difesa rognosa come quella dell’Udinese davanti fino a quando, al 51′, il Napoli non trova il pareggio con Osimhen. La partita procede senza squilli e si arriva all’orario della storia: sono le 22:37 del 4 maggio 2023, il Napoli è campione d’Italia per la terza volta nella sua storia. Impazziscono i tifosi partenopei presenti ad Udine e impazziscono anche quelli pronti a festeggiare, per uno scudetto che in estate sembrava impossibile.

I PROTAGONISTI DELLO SCUDETTO
Il Napoli di quest’anno è stato uno spettacolo teatrale e, come in tutte le sceneggiature che si rispettino, ci sono i protagonisti. Il regista è Luciano Spalletti, un allenatore che in carriera ha avuto sempre la fama di “eterno secondo” (quattro volte in seconda posizione con la Roma) che si è preso la sua rivincita, dando fiducia ai suoi giocatori anche quando i tifosi già pregustavano una stagione ai margini. Gli attori principali sono stati sicuramente Kvaratskhelia, arrivato a Napoli da sconosciuto e con scetticismo, visto che doveva andare a sostituire un certo Insigne, Osimhen, che fino a questa stagione è stato si un ottimo attaccante, ma con la discontinuità e gli infortuni che lo hanno penalizzato, Lobotka, che a 28 anni si è preso magistralmente il centrocampo, e gente come Zielinski o Mario Rui che hanno vissuto anche quel Napoli di Sarri che con 91 punti non vinse lo scudetto, oppure Kim Min Jae, difensore giapponese arrivato dal Fenerbahce e con molti dubbi, tutto prontamente spazzati via.
Forse è anche sbagliato parlare di “attori”, perché lì si guarda l’individualità, piuttosto bisogna parlare di “orchestra” con il Napoli di quest’anno. Questo perché la squadra di Spalletti ha “suonato” una melodia pressoché perfetta e nessuno è andato fuori copione e nessuno è andato contro al collettivo, perché tutti avevano un obiettivo: far ricredere tutte quelle persone che davano per spacciato quel gruppo. Ed ora caro Napoli, goditelo questo meritato scudetto!


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