Il GP dell’Azerbaijan, che si correrà nel prossimo weekend, sarà ospitato da un circuito molto recente in quanto a data di realizzazione: infatti l’inaugurazione del “Baku City Circuit” è datata Ottobre 2014. L’entrata nel mondiale di F1 avviene solo due anni più tardi, nel 2016, quando ospita il GP d’Europa. Da allora è stato aggiunto un nuovo tracciato in calendario: appunto, il City Circuit di Baku. Giunto quest’anno alla settima edizione (contando anche quella con denominazione “GP d’Europa”), il circuito azero sembra aver colto molti consensi tra i tifosi e gli addetti ai lavori, grazie alle sue gare spettacolari. Non solo queste ultime, ma anche le qualifiche si rivelano sempre ricche di colpi di scena. Proprio perché il tracciato, pur essendo cittadino, permette alle vetture di toccare altissime velocità, ma allo stesso tempo i piloti sono costretti a prendere grossi rischi, sfiorando i muri ad ogni curva.

CARATTERISTICHE TECNICHE
Il circuito si percorre in senso antiorario. Ci sono ben venti curve, ma parecchi rettilinei. Infatti, è il terzo tracciato più lungo del mondiale, con i suoi 6003 metri. Di questi, 2,2 km sono rappresentati dal solo rettilineo principale. Anche per questo, su questa pista sono state rilevate alcune tra le velocità più elevate nella storia della F1, con picchi di 366 km/h. A causa degli oltre 3 km di rettilinei, per i team è fondamentale non perdere troppo carico aerodinamico, perché ciò comporterebbe una maggiore resistenza all’avanzamento. D’altra parte, però, ci sono ben venti curve da affrontare, quindi non bisogna esagerare né da un verso, né dall’altro.

SCENDIAMO IN PISTA!
Il circuito di Baku si percorre così: 3, 2, 1, via, si parte! Dopo il lunghissimo rettilineo, ecco Curva 1, 90° a sinistra, che porta, dopo 400 metri di rettilineo, a un’altra curva identica. Seconda zona DRS per arrivare a Curva 3 e 4, 90° sinistra-90° destra. Stessa storia delle curve 5 e 6. Breve rettilineo verso Curva 7, sempre di 90°, ma questa volta a destra. Qui è fondamentale non sbagliare l’uscita, perché arriva subito Curva 8, la più insidiosa, perché strettissima e cieca. In questo tratto, Leclerc è andato a muro per ben due volte nel recente passato. Curva 8-9, sinistra destra difficilissima, a cui segue il complesso 10-11-12, sempre tecnico, ma più dolce. Breve rettilineo verso Curva 13, leggera deviazione in discesa, che porta a Curva 15, ostica perché va effettuata una grande pressione sul freno e, a complicare ancor di più le cose ci pensa pure l’enorme Forza G. Curva 16 è una 90° sinistra che immette nell’ultimo tratto, quello più veloce. Curva 17, 18, 19 e 20 si fanno in pieno per avere una maggiore velocità sul rettilineo del traguardo. Il record della pista appartiene a Vallteri Bottas in 1’40″495.


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