Oggi andiamo a rivivere la storia di una delle scuderie più innovative e vincenti dei primi anni di Formula 1, la Cooper Car Company.
LA NASCITA

Charles Cooper, un meccanico automobilistico inglese, nel 1946 decise di progettare una vettura per il figlio John, appassionato di corse e aspirante pilota. La prima monoposto prodotta da Cooper presenta componenti della FIAT Topolino e il motore di una motocicletta JAP, quest’ultimo montato nella zona centrale/posteriore della vettura, conferendo alla macchina maggior stabilità in curva. La Cooper appena prodotta, così come i futuri prodotti di Charles, divennero subito i preferiti dei piloti Stirling Moss, Peter Collins e Bernie Ecclestone.
L’APPRODO IN FORMULA 1
Dopo aver tentato in sporadiche occasioni l’iscrizione delle vetture attraverso piloti privati, conseguendo però risultati deludenti, la svolta avviene con la T43-Climax ottenendo nel 1957 un settimo e quinto posto al Gp di Monaco.

L’iscrizione ufficiale della Cooper Car Company risale al 1958, quando presentando le T43,T44 e T45 destarono non poca sorpresa nel circus, soprattutto agli occhi di Enzo Ferrari. Il mondiale tuttavia venne vinto dalla Vanwall, mentre la Cooper si dovette accontentare di un terzo posto, ma i prospetti per il 1959 sono ottimi, complice il ritiro dalla competizione dei campioni del mondo Vanwall.
GLI ANNI D’ORO
Il Gran Premio inaugurale della stagione 1959, a Monaco, fu una festa per Cooper: Brabham primo, Trintignan terzo, Bruce Mclaren quinto e Roy Salvatori sesto. Nel resto della stagione i piloti ‘Coopers’ ottennero un totale di tredici podi, cinque vittorie, cinque pole position e 53 punti, vincendo il campionato mondiale costruttori, mentre Jack Brabham il titolo iridato di campione del mondo.

1960, cambia l’anno, ma non la sostanza, conquistando 16 podi, 6 vittorie, 4 pole position e 5 giri veloci, con un totale di 64 punti per la squadra ancora una volta campione del mondo costruttori, mentre Brabham fece il bis vincendo il suo secondo titolo consecutivo.
IL LENTO DECLINO

Nel 1961, però, i cambi di regolamento sfavoriscono la scuderia britannica che vedono conquistare il mondiale dalla Ferrari, anche le vetture di Maranello adottarono il motore posteriore, Enzo Ferrari aveva eliminato ogni titubanza su questa innovazione, visti i risultati. La Cooper Car Company imboccò la strada del declino, non avendo la forza organizzativa delle grandi scuderie degli anni ’60. Cooper chiuse l’attività nel circus nel 1968, con la nostalgia degli anni di dominio, ma con la consapevolezza di aver innovato il mondo della Formula 1.

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