Derby storici – Il derby d’Italia: Inter-Juventus

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Inter contro Juventus, neroazzurri contro bianconeri, Milano contro Torino, Moratti contro Agnelli, Zanetti contro Del Piero, interisti contro juventini, il triplete contro i 36 (o 38) scudetti, passione contro pragmatismo, biscione contro zebra, “prescritti” contro “ladri”. Un mix di fattori che rende lo scontro tra le due squadre ogni volta sempre più importante e decisivo tanto che già nel 1967 il genio di Gianni Brera coniò il termine “Derby d’Italia” per indicare una sfida in cui non si può fallire. Ogni volta che Juventus e Inter si trovano di fronte ogni minima azione può portare in paradiso o scaraventare all’inferno. Una sfida da dentro o fuori che ha superato i confini cittadini e ha instaurato una rivalità accesissima in grado di infiammare tutta Italia perché una volta che hai scelto il tuo schieramento non puoi più tornare indietro.

COME NASCE LA RIVALITA’

Sin dalla fondazione dell’Inter nel 1908 ha iniziato a crearsi una rivalità prima con il Milan nella stracittadina capeggiata dalla Madonnina fino ad espandersi alla Mole. Per i primi decenni però non si assistono a clamorosi scontri tra le società che devono aspettare il secondo dopoguerra per scaldare definitivamente gli animi. Il boom economico ha visto Milano e Torino primeggiare nell’economia della nazione ma nella classica divisione borghesi-operai. I “Bauscia meneghini” si identificano con la figura di Angelo Moratti, mentre Umberto Agnelli guida le file operaie della Fiat andando a creare quasi una sfida tra famiglie aristocratiche che vedranno nella stagione 1960/61 la definitiva via di non ritorno per una rivalità presente ancora oggi. L’Inter ad inizio stagione domina per larghi tratti per poi perdere punti a metà campionato. Il 16 aprile al Comunale la Juventus ospita l’Inter. La sfida può risultare storica e nessuno vuole perdersi quei 90 minuti tanto che molte persone assistono alla partita sulla pista d’atletica. Per questioni di ordine pubblico la partita viene sospesa e viene assegnato il 2-0 a tavolino all’Inter. Da questa decisione ne scaturisce quello che è adesso Juventus-Inter. I bianconeri infatti fanno ricorso al Caf per rigiocare la partita, nulla di eccezionale se non che la decisione viene presa il 3 giugno, ovvero un giorno prima della fine del campionato con le squadre appaiate a 46 punti. L’Inter perde dunque la vittoria e due punti che costarono lo scudetto il giorno seguente.

Il 4 giugno 1961 sarà infatti ricordato per l’espressione usata da Sandro Ciotti che in tutta Italia fa risuonare il grido di: “Clamoroso al Cibali”. L’Inter perde a Catania e alla Juventus basta un pareggio con il Bari per laurearsi campione d’Italia per la dodicesima volta nella propria storia. A campionato ormai deciso si gioca dunque uno Juventus-Inter che ha del surreale. Moratti ed Herrera dopo aver perso lo scudetto non ci stanno e mandano in campo la Primavera con un giovane Sandro Mazzola che al mattino aveva sostenuto l’esame di maturità per diventare ragioniere di fronte a uno squadrone che vantava un trio come Boniperti-Charles-Sivori. L’italo-argentino, che vincerà il pallone d’oro in quell’anno, segna 6 reti nel 9-1 finale, mentre il capitano bianconero lanciò uno slogan che ancora fa brillare gli occhi ai suoi tifosi: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

Il dado ormai è tratto, due tra le squadre più vincenti d’Italia (insieme al Milan) non possono più avere niente a che fare. Da ora in avanti ogni Juventus-Inter sarà qualcosa di più grande. Uno scontro tra tifosi e giocatori dentro e fuori dal campo in una sfida infinita in cui si continuano a scrivere capitoli e pagine senza mai una fine che possa accontentare qualcuno.

LE SFIDE STORICHE

Una delle prime grandi sfide tra Inter e Juventus fu quella del 4 aprile 1954 in cui i neroazzurri vinsero con un clamoroso 6-0 andando incontro allo scudetto in un campionato in cui i neroazzurri arrivarono primi proprio davanti ai bianconeri. Tra fine anni sessanta e proseguendo per i settanta e gli ottanta la rivalità quasi si affievolisce per via di un leggero indebolimento meneghino fino ad arrivare alle porte del nuovo millennio. Prima però bisogna ricordare la sfida di San Siro del 29 aprile 1984. La Juventus è capolista, ma in difficoltà mentre l’Inter è attardata in classifica ma in un momento positivo della stagione. Cabrini e Platini portano avanti i bianconeri, “Spillo” Altobelli accorcia le distanze dal dischetto senza però dare la carica ai suoi per ribaltarla. I bianconeri tornano così a macinare punti e vincere lo scudetto.

Ora si arriva al 1998. Anno fatidico per la rivalità tra i due club che nelle ultime stagioni si dividevano la scena italiana ed europea togliendosi molte soddisfazioni. Ancora una volta siamo ad aprile. Più precisamente è il 26 aprile. Quella partita scatenerà udienze parlamentari, accuse, recriminazioni. Le premesse sono: Inter prima in classifica e Juventus seconda a un punto di distanza e 4 giornate alla fine del campionato. Le formazioni in campo a Torino sono invece Peruzzi, Torricelli, Montero, Iuliano, Pessotto, Davids, Deschamps, Di Livio, Zidane, Del Piero e Inzaghi per la Juventus e Pagliuca, Fresi, Colonnese, West, Zanetti, Moriero, Winter, Cauet, Simeone, Djorkaeff e Ronaldo per l’Inter. Gli ingredienti non mancano. A sbloccare la gara è Alessandro Del Piero nel primo tempo. I bianconeri gestiscono e i neroazzurri provano a riprenderla prima che succeda il finimondo. Ronaldo in area salta Iuliano che con un blocco affossa l’attaccante brasiliano. I giocatori meneghini chiedono a gran voce il rigore. L’arbitro Ceccarini però lascia giocare e sul ribaltamento di fronte fischia invece un rigore per un intervento di Taribo West su Del Piero. Lo stesso ‘Pinturicchio’ sbaglierà anche il tiro dal dischetto, ma l’azione precedente continua ancora oggi a scatenare polemiche dato che la Juventus effettuò il sorpasso ai danni dell’Inter in campionato per poi vincere lo scudetto.

Tra il 2005 e il 2006 a gioire furono soprattutto i neroazzurri che alzarono la Coppa Italia in finale contro la Juventus che per lo scandalo di Calciopoli finì anche in Serie B. Negli anni di rinascita bianconera, l’Inter conquista il triplete prima che si invertano i ruoli nello stradominio torinese in Italia e anni complicati per i meneghini a centro classifica all’interno di questa sfida che dura da più di 100 anni e non ha intenzione di fermarsi.

STATISTICHE

Inter e Juventus si sono trovate di fronte 248 volte (è la partita più giocata tra due squadre italiane) con i bianconeri che possono godere di 112 vittorie contro le 75 degli avversari, mentre sono 61 i pareggi. Le reti segnate dai torinesi inoltre sono 352, mentre i meneghini sono fermi a 305. Bonisenga (9 gol con l’Inter e 3 con la Juve), Meazza e Sivori sono i tre migliori marcatori nella storia del derby d’Italia appaiati a 12 reti seguiti da Del Piero a quota 10.

Le due compagini si sono trovate di fronte per 3 volte in una finale di Coppa Italia che hanno visto la Juventus prevalare nel 1958/59 e nel 1964/65, mentre è recente la vittoria neroazzura maturata nella scorsa stagione, così come le supercoppe italiane del 2021 e del 2005 che l’Inter ha alzato al cielo dopo aver battuto i bianconeri.

Per quanto riguarda il palmares invece la Juventus può vantare 36 (o 38) scudetti contro i 19 dell’Inter che è però avanti nel conto delle Champions League 3-2 nonostante le 4 finali in meno giocate (5 per l’Inter e 9 per la Juventus). Tornando in ambito italiano è sempre la Juve a farla da padrona con 14 coppe Italia e 9 supercoppe italiane con l’Inter che si ferma a 8 e 7. La vecchia Coppa Uefa e attuale Europa League vedono l’unico aspetto uguale tra le due società: 3 trofei in bacheca per entrambe.

I bianconeri sperano di allungare in questa stagione e staccare i rivali che dal canto loro sognano la Coppa dalle grandi orecchie, ma intanto c’è una finale di Coppa Italia da conquistare a scapito proprio dei nemici in quelli che saranno 90 o 120 minuti di fuoco. Perchè Inter-Juventus non sarà mai una partita come le altre, la sconfitta non è un risultato possibile, già il pareggio fa storcere il naso perchè in fondo vincere è l’unico risultato accettabile quando la posta in gioco è così alta.

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