Playoff NBA – Knicks ad un passo dal cielo. I Warriors vincono la partita dell’anno. Bene i Celtics, Minnesota ancora viva.

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NEW YORK KNICKS-CLEVELAND CAVALIERS 102-93

Nella “bolgia” del palazzetto più famoso al mondo, New York parte meglio, giocando con maggior aggressività e voglia. Nei primi 20 minuti di gioco a prendersi il palcoscenico sono due talenti provenienti da Villanova: Jalen Brunson (già 16 punti all’intervallo, con anche 5 rimbalzi e 4 assist) e Josh Hart (11 punti con 11 tiri), che guidano i Knicks al +9 all’intervallo di metà gara. Cleveland può contare su un buon Evan Mobley, ma deve fare i conti con i problemi di falli di Garland (che oltre a commettere 3 falli segna 2 punti tirando con il 20%) e di Mitchell, che subisce la grande difesa orchestrata da coach Thibodeau e chiude il primo tempo a quota 9 punti ma con ben 5 palle perse. Al rientro dalla pausa lunga i Cavaliers si presentano con un piglio diverso e recuperano lo svantaggio con un parziale di 14-5 sotto il segno delle prodezze di Darius Garland. New York reagisce e finisce il penultimo atto del match sul +2. Nel 4° periodo salgono in cattedra R.J. Barrett, Josh Hart e Jalen Brunson, i quali non solo portano avanti New York, ma sono anche i protagonisti dell’allungo decisivo, avvalendosi anche della brutta partita di un pessimo Donovan Mitchell (solo 2 punti nel secondo tempo, con 1/9 dal campo dopo l’intervallo).
Gara-4 finisce con Julius Randle in panchina per tutto il quarto Quarto e il terzetto Knicks prendersi i meritatissimi e scroscianti applausi del pubblico: sono 26 i punti di Barrett, 19, conditi da 7 rimbalzi e da un effort assurdo, quelli di Hart, che si conferma una delle migliori prese di questa trade deadline, e addirittura 29 quelli della stella Brunson, sempre più uomo da playoff: ora New York guida 3-1 nella serie, e andrà a Cleveland con la consapevolezza che, nella storia NBA, quando una squadra va sopra 3-1, nel 95% dei casi vince la serie. Tuttavia mai abbassare la guardia, anche perché Cleveland ne sa qualcosa di rimonte dal 3-1.

GOLDEN STATE WARRIORS-SACRAMENTO KINGS 126-125

Kerr opta per partire con un quintetto piccolo e con Poole al posto di Draymond Green. L’intensità e l’agonismo delle due squadre sono subito visibili, e sin dall’inizio, la gara offre canestri ed emozioni, con i Kings guidati da Fox (già in doppia cifra) bravi a resistere ai canestri di Curry e Poole e a finire il primo periodo perfino davanti di uno (32-31). Il ritmo non scende neanche nel secondo quarto con gli ospiti che oltre al solito Fox da 21 punti, trovano anche un Keegan Murray trascinati sempre da Fox (21 all’intervallo) ma con il rookie caldo come una stufa (3/4 dall’arco per 15 punti). I Warriors, come suggerisce il loro nome, non mollano e si affidano a Curry, Poole e Thompson che rispettivamente chiudono il primo tempo con 13, 12, 12 punti (tutti e tre con 2/4 dalla lunga distanza). Tuttavia Sacramento si trova avanti, sul punteggio di 69-65. L’inizio del terzo quarto è caratterizzato da un totale equilibrio prima che Wiggins con 5 punti in fila e Curry affondino un mini-allungo per portare davanti i campioni in carica, che con un grande “buzzer beater” di Thompson chiudono il terzo periodo avanti di 102-92. L’ultimo quarto tuttavia si apre con un parziale di 15-4 per Sacramento che li riporta clamorosamente in vantaggio, e da lì in avanti la gara cambia padrone quasi a ogni possesso, mostrando la parità tra le due squadre. Golden State sembra averla vinta dopo due triple degli “Splash Brothers” e due grandi giocate di Green, ma Curry rischia un suicidio sportivo chiamando un time-out che gli Warriors dando ai Kings la possibiltà di tirare un libero e di ottenere un possesso. I Kings sfruttano al massimo la possibilità datagli, segnando il tecnico e affidando a Fox la tripla del -1, con il numero 5 che completa il lavoro. Golden State fallisce l’ultimo attacco e lascia a Sacramento l’ultimo tiro: con Fox raddoppiato, a prendersi la tripla è l’ex Harrison Barnes, il quale colpisce il ferro.

ATLANTA HAWKS- BOSTON CELTICS 121-129

Boston dimostra la propria superiorità vincendo in trasferta e portandosi sul 3-1. I verdi sfruttano un Jaylen Brown smascherato, che, dopo aver iniziato con 1/7 al tiro, si toglie la maschera al naso e caccia dal cappello 31 punti, così come il suo compagno Jayson Tatum. Grande supporto da parte dei role players con Smart e White che segnano 37 punti in due e con Williams da 13 punti e 15 rimbalzi. Boston sicuramente può tornare a casa con la consapevolezza che le proprie star riescono a gestire anche le situazioni di grande pressione con 16 punti nel clutch. Atlanta può essere fiera di essere rimasta sempre in partita con i 35 punti e 15 assist di Young e i 23 di Murray. Partita della vita per DeAndre Hunter che ne mette a segno 27, mentre a mancare è la panchina delle aquile, che mette a segno solo 21 punti.

MINNESOTA TIMBERWOLVES- DENVER NUGGETS 114-108

Minnesota sopravvive nei supplementari e prolunga la serie per almeno un’altra partita. A trascinare i lupi è il loro leader tecnico ed emotivo Anthony Edwards, che si prende sulle spalle la squadra e segna 34 punti, aiutato dalla doppia doppia di Karl Anthony-Towns da 17 punti e 11 rimbalzi. Bene anche Gobert che, seppur subisce un infermabile Jokic, riesce a mettere a tabellino 14 punti e 15 rimbalzi. Tuttavia Minnesota dimostra di non essere una squadra costante, infatti negli ultimi 3 minuti subisce una clamorosa rimonta di 12 punti. Jokic domina con 43 punti mentre più spenti sono Jamal Murray e Aaron Gordon, con rispettivamente 19 e 14 punti.

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