Recap 30a giornata: le romane ne fanno 3, delusione big, punti importanti Verona e Cremonese

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Lotta scudetto e Champions: si fermano tutte tranne Lazio e Roma

La settimana di Coppa si è fatta sentire nelle big impegnate: tutte, eccetto la Roma, si sono fermate in questo weekend. Anche il colosso Napoli che ottiene un punto in casa contro un Verona in lotta salvezza, con uno 0-0 in cui ci sono state poche, anzi, pochissime occasioni da reti: un tiro dalla distanza di Lasagna al 28′ del primo tempo parato da Meret, un occasione per Di Lorenzo all’80’ con il pallone fuori di poco, la traversa di un ritornato Osimhen a 5′ dal termine ma soprattutto, un’occasione da rete di Ngonge nell’ultima azione della partita, in cui va a tu per tu con Meret ma la mette incredibilmente fuori. Il Napoli va al ritorno di Champions League contro il Milan con un brutto pareggio.

Rossoneri che anche loro pareggiano, ma sul campo di un lanciatissimo Bologna, per 1-1 e con in campo 10 su 11 calciatori di riserva. Pronti e via che i rossoblù vanno in vantaggio: solo 30 secondi per Soriano per spingere in porta il gol dell’1-0. Il Milan va subito all’attacco, anche se non ci sono occasioni di rilievo, tranne in un discutissimo episodio arbitrale al 7′: pallone in area per Rebic che subisce un pestone da un difensore del Bologna, l’arbitro però lascia proseguire. A 5′ dalla fine del primo tempo però, Pobega si inventa il gol del pareggio milanista: palla al limite per il centrocampista ex Spezia e Torino che calcia, battendo Skorupski. La gara prosegue sulla falsariga del primo tempo, quindi senza particolari sussulti ai due portieri fino a quando, all’89’, c’è un altro episodio arbitrale molto discusso e recriminato dal Milan: duello tra Lucumí e Vranckx e il primo prende il pallone con il braccio, risultando chiaro anche dalle normali immagini televisive. L’arbitro però,come successo nella prima occasione, non decide per il calcio di rigore e la Sala Var. Termina così, 1-1, tra le polemiche. Rossoneri che rimangono al quarto posto a +2 dall’Inter e a -3 dalla Roma terza.

Negli altri anticipi delle big la Lazio batte 3-0 lo Spezia al Picco (venerdì sera), mentre l’Inter rimette la maschera del campionato e cade per l’undicesima volta in questa stagione, questa volta con il Monza (sabato sera). La squadra di Sarri non si ambienta benissimo alla partita e rischia, nel primo quarto d’ora, di passare in svantaggio. A salvare la porta di Provedel è, al terzo minuto, la traversa di Bourabia mentre, al decimo minuto, un colpo di testa ravvicinato di Nzola finito sul fondo. La Lazio comincia a giocare ed ha un’occasione con Immobile, fermato solo da una grande uscita di Dragowski e poi arriva il momento chiave del match: colpo di testa di Milinkovic-Savic che mette davanti al portiere Felipe Anderson che, prima di calciare, subisce fallo da Ampadu che era andato a prendere il pallone, per questo non viene espulso. Calcio di rigore che Immobile non sbaglia, siglando il suo 10° gol in campionato e lo 0-1 per la Lazio. A fine primo tempo i biancocelesti hanno due occasioni gigantesche con l’attaccante campano (colpisce male a porta sguarnita un pallone di Milinkovic-Savic) e con Luis Alberto (a tu per tu con Dragowski la manda a lato). Nella seconda frazione lo Spezia prova a spingere ma a segnare è la Lazio al 53′, con un’azione “da PlayStation”: uno-due Felipe Anderson-Immobile, poi il brasiliano la passa a Felipe Anderson che, all’interno dell’area di rigore, supera un difensore spezzino e batte Dragowski per lo 0-2. I biancocelesti gestiscono il match e fissano il risultato sul 3-0 con Marcos Antonio, protagonista di un coast-to-coast che culmina con il dribbling sul portiere spezzino e il primo gol in Italia. Biancocelesti che rimangono secondi a +5 sui cugini romanisti e vanno a -14 dal Napoli.

Nel Saturday Match di San Siro l’Inter non conferma la bella vittoria nell’andata di Champions League contro il Benfica. I nerazzurri infatti non scacciano la crisi in Serie A perdendo 0-1 contro il Monza (anche lei che non vinceva da 6 partite) e confermando le sue difficoltà offensive, almeno in territorio nazionale. La prima occasione è per i nerazzurri con Correa che viene liberato da un filtrante in area di rigore, chiude però Di Gregorio. Il primo tempo termina con questa unica occasione. Al 12′ del secondo tempo c’è l’occasione per l’Inter: cross in area dove arriva Lukaku che colpisce di testa, tiro parato da un super Di Gregorio. Ci prova il Monza al 65′ con Dany Mota con un tiro al volo: pallone fuori. Cinque minuti dopo l’arbitro Pairetto viene richiamato dal VAR per un possibile rigore per l’Inter per un presunto contatto tra Dumfries e Pablo Marí: l’arbitro però non dà il rigore, visto che la caduta dell’esterno olandese sembra eccessiva. A 12′ dal termine però, arriva il gol che decide il match: calcio d’angolo per il Monza ben battuto da Ciurria su cui stacca Luca Caldirola, battendo un incolpevole Onana, sbloccando il match. Tre minuti dopo Lautaro viene servito davanti a Di Gregorio, l’argentino però tira addosso il portiere brianzolo. Sempre l’attaccante interista ha un’altra occasione al 92′: pallone in mezzo su cui stacca, ma che esce di pochissimo. Termina così, 0-1, tra i fischi di San Siro. I nerazzurri vedono i cugini andare a +2 e rimangono al quinto posto e non si prepara al meglio al ritorno contro il Benfica.

La Juve perde la sua seconda partita consecutiva in campionato contro il Sassuolo per 1-0, ennesima partita in cui non si danno dei bei segnali in vista del ritorno di Europa League contro lo Sporting Lisbona. A Reggio Emilia i bianconeri affrontavano un ottimo Sassuolo, capace di vincere, in questo 2023, contro Milan e Roma. La prima frazione si dimostra molto noiosa, e termina senza tiri nello specchio, tranne per un’occasione di Bajrami terminata poco sopra la traversa. Nel secondo tempo sono i neroverdi a partire meglio e hanno tre occasioni in pochi minuti: un tiro di Maxime Lopez al 10′ parato bene da Perin, un colpo di testa di Defrel su cui il portiere bianconero fa un miracolo e un quasi autogol di Gatti andato sul palo. Al 64′ arriva il gol degli emiliani: corner allontanato male da Fagioli su cui arriva Defrel che batte Perin. I ritmi della partita si alzano e al 74′ Gatti sfiora, con un colpo di testa, il pareggio: Consigli risponde. Negli ultimi minuti sfiora più il Sassuolo di andare al 2-0 che la Juventus di pareggiare, soprattutto su due occasioni sfiorate da Cëide. Finisce così, con una prova deludente degli uomini di Allegri e con la squadra di Dionisi che adesso si candida anche lei per un posto in Europa.

La giornata si chiude con la vittoria della Roma per 3-0 contro un Udinese in crisi, grazie alle reti di Bove (sulla respinta di un calcio di rigore sbagliato da Cristante), Pellegrini e Abraham a tempo scaduto. Si segnala anche un rigore sbagliato da Pereyra sul 2-0, che avrebbe potuto rimettere l’Udinese in carreggiata. Giallorossi che vanno terzi a +3 dal Milan e a +5 dall’Inter. Nel Monday match bel pareggio tra Fiorentina e Atalanta in una partita che non spicca per le occasioni, ma per la grande intensità delle squadre di Italiano e Gasperini. La partita la fanno i padroni di casa, mantenendo il controllo del pallone, costringendo l’Atalanta a rimanere in difesa. Il gol del vantaggio però lo segnano i bergamaschi, con Mæhle, grazie anche ad una bella incursione e uno slalom su Martinez Quarta, prima di battere Terracciano. Secondo tempo che inizia sempre con la Fiorentina che tenta di trovare qualche varco e questo arriva: cross e tocco di mano di Toloi, l’arbitro assegna il calcio di rigore dopo l’ausilio del Var e pareggia Cabral, battendo l’ex Sportello. Così inizia l’assedio Viola, spinto anche dal pubblico del Franchi, e negli ultimi venti minuti ha due grandi occasioni: prima con un calcio di punizione di Biraghi che va sul palo, poi al 93′, colpo di testa di Sottil su cui Sportello compie un’ottima parata. Nel finale l’Atalanta spreca un’ottima occasione per un contropiede. Finisce 1-1 una bella partita. Fiorentina che rimane a -2 della coppia Juve e Bologna, Atalanta a -4 dal quarto posto.

Lotta salvezza: Vittoria fondamentale per la Cremonese e crisi Lecce

Nell’anticipo del venerdì delle 18:30 si sono affrontate Cremonese-Empoli, terminata 1-0 per gli uomini di Ballardini. Al quarto minuto la sbloccano i lombardi con Dessers. Al 26′ Piccolo sfiora, con un colpo di testa, il pareggio per i toscani mentre, al 29′, Galdames sfiora il gol ma Perisan risponde. Al 42′ Baldanzi tira forte all’angolino sinistro di Carnesecchi: quest’ultimo para egregiamente. Il primo tempo finisce così mentre, al secondo minuto del secondo tempo, Tsadjout sfiora il gol del 2-0, Perisan però para molto bene. Al 60′ Sernicola sfiora un grande gol in progressione, il pallone però sfiora il palo alla destra di Perisan. All’84’ Okereke sbaglia un gol davanti a Perisan, con un rasoterra che sembra una scelta discutibile mentre, sette minuti dopo, fa ancora di peggio mandando fuori un colpo di testa a porta quasi sguarnita. Nel mezzo un bel tiro di Henderson che sfiora il palo. Il match termina qui, con la seconda vittoria consecutiva della Cremonese e la seconda stagionale in casa, andando a -7 dal quart’ultimo posto, a -4 dal Verona e a +3 dalla Sampdoria.

I genovesi riescono a trovare un pareggio soffertissimo in un campo difficile come quello di Lecce. Al 17′ occasione per Oudin con un tiro dal limite che termina poco fuori dalla porta di Ravaglia. Al 24′ occasione per Ceesay: colpo di testa su un cross ma ben parato da Ravaglia. Sette minuti dopo arriva il gol del Lecce con Ceesay. Cross di Strefezza su cui arriva l’attaccante del Gambia che non sbaglia: 1-0. Al 38′ gran tiro di Hjulmand ben parato dal portiere doriano e, alla fine del primo tempo, occasionissima sprecata a tu per tu con Ravaglia da Gallo, con il pallone che termina fuori. Al 73′ occasione e sempre di testa e sempre parato da Ravaglia per Di Francesco. Passano due minuti e Gabbiadini libera Jesè in area di rigore: l’ex Real Madrid e PSG batte Falcone con un bel pallonetto e pareggia in una partita stradominata dai pugliesi. All’84’ Di Francesco segnerebbe il gol del 2-1, ma il Var annulla dopo il consulto di Mariani. Due minuti dopo arriva un’altra occasione per i giallorossi con Colombo e altra parata di Ravaglia. Termina così la partita che certifica la crisi del Lecce (8 partite senza vincere) e che va a +6 dal Verona. Samp che rimane fanalino di coda a 16 punti.

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