NBA Playoff: Ora si fa sul serio

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Finalmente, dopo 6 lunghissimi mesi di Regular Season, si comincia a fare sul serio.

Archiviata la corsa alla post season e la spasmodica rincorsa a suon di sconfitte per chi strizza l’occhio al draft, è tempo di entrare nel periodo più bello della stagione: i playoff.

Brooklyn Nets – Philadelphia 76ers

Non c’è storia al Wells Fargo Center di Philadelphia. Nonostante un Mikal Bridges sempre più leader, i Nets escono da Gara 1 con le ossa rotte. I 30 punti dell’ex Suns non bastano nemmeno a mettere in discussione la partita, guidata dal primo all’ultimo minuto dagli uomini di Doc Rivers.

Il dominio sotto il tabellone e la pioggia di triple costringono Brooklyn alla resa incondizionata di fronte allo strapotere di Philly.

I 76ers piegano la franchigia newyorkese 121 a 101 senza prestazioni monstre, ma con un grande spirito di squadra.

La vendetta del Barba

Harden è mattatore e facilitatore, Embiid svolge il suo dovere senza dover ingranare le marce alte, Tobias Harris si fa trovare pronto e PJ Tucker è ovunque. Stecca invece Tyrese Maxey, che chiude a 13 punti col 38% dal campo.

Martedì notte, alle 1:30 ora italiana, appuntamento per Gara 2.

Atlanta Hawks – Boston Celtics

Va tutto secondo i piani in quel di Boston, coi padroni di casa che passano tranquillamente sugli Atlanta Hawks. Dopo un primo quarto tutto sommato equilibrato, nei 12 minuti che precedono l’intervallo lungo, i Celtics prendono il largo segnando 45 punti nella sola seconda frazione. Atlanta, guidata da un Trae Young che spara mattoni per 35 minuti, scivola sulle percentuali al tiro: 38% dal campo e 17% da 3 sono numeri decisamente troppo bassi per impensierire i biancoverdi.

Per un Trae Young che delude, c’è un Derrick White, nel posto giusto al momento giusto, che chiude con un bel 24-5-7.

Dalle condizioni di Time Lord passa gran parte della stagione di Boston

Odore di sweep? Chissà.. intanto aspettiamo Gara 2, in programma alle 1:00 di notte di mercoledì.

New York Knicks – Cleveland Cavaliers

Di tutte le sfide del primo turno, quella fra Cavs e Knicks è decisamente la più equilibrata, che non significa necessariamente la più bella, ma quella dal risultato più incerto.

Thibodeau lo conosciamo, ad uno stile run-and-gun alla Mike D’Antoni, preferisce un ritmo piuttosto basso e un gioco ruvido, anche un po’ old school.

Le aspettative non sono state tradite: finisce 101 a 97 per i Knicks nonostante Julius Randle e RJ Barrett abbiano tirato con un orrendo 9/32 combinato.

La partita di stanotte ci dà la conferma definitiva: New York è di Jalen Brunson. L’ex Dallas si è caricato la squadra sulle spalle e l’ha trascinata fino alla post season.. e forse oltre.

Menzione d’onore a Josh Hart, l’uomo che più di tutti incarna la filosofia di coach Thibodeau esce dalla panchina per scrivere sul tabellino 17 punti e 10 rimbalzi.

Josh Hart, la filosofia (di Tibs) fatta persona

I Cavs perdono Gara 1 nonostante i 38 di Donovan Mitchell, ma la storia è ancora tutta da scrivere.

Mercoledì notte, ore 1:30, gara 2.

Golden State Warriors – Sacramento Kings

Era la partita più attesa? Si

Ha deluso le aspettative? No

17 anni dopo, i Sacramento Kings sono tornati ai playoff.

Per uno strano scherzo del destino, l’uomo che più di tutti ha contribuito a portare Sacramento al terzo miglior record dell’Ovest, al primo turno dovrà vedersela col suo passato, i Golden State Warriors campioni in carica.

Le premesse per una serie bella, divertente e scoppiettante, ci sono tutte.

Le aspettative erano alte, ma gara 1 non ha deluso.

L’esperienza dei campioni in carica contro la leggerezza di chi non ha nulla da perdere.

Per quarantotto minuti le due californiane si sono date battaglia senza esclusione di colpi. Una colpisce, l’altra risponde. Curry è magnifico, ma il cuore Kings non si arrende e alla fine porta a casa una vittoria probabilmente impensabile. De’Aaron Fox, all’esordio assoluto in postseason, segna 38 punti, Malik Monk, anch’egli un debuttante, ne mette 32 uscendo dalla panchina.

38 all’esordio, mica male.

Nella Baia invece, oltre al solito Curry da 30 punti, la miglior notizia, che va oltre il risultato della partita è il rientro di Andrew Wiggins, dopo due mesi lontano dal campo per stare vicino alla famiglia in un momento complicato.

Al rush finale Sacramento batte Golden State 126 a 123.

Gara 2, in programma nella notte di martedì, potrebbe darci qualche indicazione sul futuro di questa serie che ad oggi sembra tutt’altro che definito.

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