Sono da poco finite le 82 partite di Regular Season, e ora, è il momento di valutare le squadre.
EASTERN CONFERENCE
MILWAUKEE BUCKS: Poco da dire sulla stagione dei Bucks. Primo seed ad Est miglior record della lega, con Brook Lopez candidato al DPOY, Portis al 6th man e Giannis al MVP. ORA SI FA SUL SERIO.

BOSTON CELTICS: Nonostante i problemi nella pre season con l’addio di Udoka e l’infortunio di Gallinari, i Celtics giocano un’ottima regular season. Brogdon si dimostra una solidissima aggiunta dalla panca, mentre a sorprendere, oltre alle prestazioni monstre di Tatum, è l’exploit avuto da Brown. REVENGE SEASON?

PHILADELPHIA 76ERS: Arriviamo alla squadra del papabile MVP. Phila rispetta le aspettative e chiude una solidissima regular season. Oltre al fenomenale Embiid spicca anche un’ottimo Harden, che conclude come giocatore con più assist della stagione. IL MOMENTO DI DIVENTARE GRANDI.

CLEVELAND CAVALIERS: Ritornano ai playoff dopo cinque anni dall’ultima volta. Franchigia esempio di come va ricostruita una squadra. Con un Donovan Mitchell da 28 punti a partita, le “Twin Towers” Allen e Mobley e un Garland del genere, i Cavaliers non saranno preda facile. PRESENTE E FUTURO.

NEW YORK KNICKS: Finalmente il palazzetto più importante al mondo torna a ospitare i play-off NBA. Grande stagione per New York che trova un Randle versione star e un Brunson che sembra essere il giocatore ideale per questo ambiente. RINASCITA O FUOCO DI PAGLIA?

BROOKLYN NETS: Stagione stranissima per i Nets. Arrivano favoriti alla trade deadline, ma le richieste di cessione di Irving e Durant li hanno costretti a rebuildare. Riescono comunque a mantenere i play-off tramite un fenomenale Mikal Bridges, che può finalmente essere una star. PONTI TAGLIATI.

MIAMI HEAT: Stagione che, nonostante i play-off, è stata sicuramente negativa per gli Heat. Una delle squadre peggiori nel tiro da 3 e più in generale in attacco. Bisogna cambiare perché stanno sprecando gli ultimi anni di uno dei più grandi agonisti di questo sport. TEMPO DI SCELTE.

ATLANTA HAWKS: Trae Young li traina verso la post season. La trade che ha portato Murray non sembra aver risolto i problemi. Sono ad uno scambio dal poter essere contender. ANNO DI RODAGGIO.

CHICAGO BULLS: Finisce prematuramente la stagione dei Bulls. DeRozan non replica la stagione da MVP e Lavine non fa ancora il passo in avanti che il suo contratto richiede. A far la differenza sono anche le condizioni di Lonzo Ball, più vicino ad un ritiro a 25 anni che al rientro in campo. CRISI.

TORONTO RAPTORS: Decima piazza per i Raptors, i quali non trovano neanche i play-off. Barnes non cresce come sperato e Siakam e Van Vleet non riescono a trascinare il team. Quest’estate saranno obbligati a fare delle scelte. MEDIOCRI.

WASHINGTON WIZARDS: Ancora una stagione mediocre nella capitale. Troppo forti per arrivare ultimi e troppo deboli per i play-off. ASPETTANDO TEMPI MIGLIORI.

INDIANA PACERS: I Pacers partono bene, ma, dopo l’infortunio di Haliburton, decidono di tankare. Bene Haliburton pre infortunio e ottimo approccio alla lega da parte di Mathurin. CIÒ CHE DOVEVA ESSERE.

ORLANDO MAGIC: Hanno il ROTY e tantissimi altri giovani. Partono con l’obbiettivo di arrivare con buone possibilità alla lottery e riescono nel loro intento. ANCORA PRESTO.

CHARLOTTE HORNETS: Continua la storia negativa della franchigia di Michael Jordan. Lamelo è più in infermeria che in campo e Bridges è squalificato e ai domiciliari per aver picchiato la moglie. SFORTUNATISSIMI.

DETROIT PISTONS: Sembravano pronti a fare finalmente una buona stagione ma, senza Cunningham, chiudono con il peggior record della stagione. CADE+WEMBY?

WESTERN CONFERENCE
DENVER NUGGETS: Nel primo anno al completo raggiungono il 1° posto ad Ovest. Ora sarà fondamentale l’impatto ai play-off. BENE COSÌ.

MEMPHIS GRIZZLIES: Nonostante le mille peripezie di Ja Morant, gli orsi giocano un ottimo basket. Jaren Jackson Jr si dimostra uno dei migliori difensori in NBA e Desmond Bane continua la sua crescita. CAMBIO DELLA GUARDIA?

SACRAMENTO KINGS: Dopo 17 anni tornano ai play-off. Una squadra costruita finalmente bene con alla guida un allenatore eccezionale. Tanti giocatori che si inseriscono alla perfezione nel sistema di gioco e un Sabonis strabiliante. LIGHT THE BEAM.

PHOENIX SUNS: Alla trade deadline arriva Kevin Durant. Nelle 8 partite al completo sono imbattuti e entrano ai play-off da favoriti ad Ovest. ORA O MAI PIÙ.

LOS ANGELES CLIPPERS: Stagione ottima dei Clippers che riescono a gestire perfettamente le loro star. Per loro la speranza è che Paul George torni presto. NULLA È IMPOSSIBILE.

GOLDEN STATE WARRIORS: Tra i migliori in casa e tra i peggiori in trasferta. Giocano tutta la stagione senza Wiggins. Sebbene partiranno da sfavoriti nella post season ormai sappiamo che non bisogna darli per morti. LAST DANCE?

LOS ANGELES LAKERS: Si potrebbe scrivere un libro su questa stagione dei Lakers. Partono 2-10 e a febbraio sono lontanissimi ai play-off. Svolgono un lavoro spettacolare alla deadline e arrivano alla fase finale da mina vagante. MAI DARE PER MORTO IL RE.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: Sbagliano tutto in estate con uno degli scambi peggiori della storia NBA. Rudy Gobert litiga con tutti e sembra essere fuori dagli schemi della squadra, che però dovrà comunque dargli 40 milioni l’anno. Arrivano comunque ai play-off, però ora sarà tutto in salita. CON LA ZAVORRA.

NEW ORLEANS PELICANS: Primi sino a dicembre, sino all’ennesimo infortunio di Zion. Hanno un giocatore dominante che però non riesce a calcare il parquet con continuità. CHE SI FA?

OKLAHOMA CITY THUNDER: Senza la seconda scelta dello scorso draft concludono una grandissima stagione, pur non raggiungendo i play-off. Shai versione MVP e tanti giovani in rampa di lancio. IL FUTURO È ROSEO.

DALLAS MAVERICKS: Stagione pessima di Dallas. Anche senza Brunson Doncic li conduce al 5° posto a metà stagione. A febbraio decidono di prendere Irving, ma, nello scambio, perdono Dinwiddie e Finney-Smith, i loro due migliori difensori, e sprofondano in classifica sino a non raggiungere neanche i play-in. FALLIMENTO.

UTAH JAZZ: Sebbene abbiano smantellato la squadra in estate, incominciano la stagione con il piede giusto e trovano inaspettatamente un all star in Lauri Markannen. Nella seconda parte di stagione tengono fuori alcuni giocatori e trova maggior spazio il nostro Simone Fontecchio, che dimostra di poter stare in NBA. 14 SCELTE E NON SENTIRLE.

PORTLAND TRAIL BLAZERS: Falliscono ancora nel creare una squadra di livello intorno a Lillard. Sono giovani, però, Dame non può aspettare. SALVATE IL SOLDATO DAME.

HOUSTON ROCKETS: Una delle squadre più brutte da vedere. Giocano quasi solo isolamenti con giocatori che si pestano i piedi e hanno un efficienza in attacco ridicola. Sengun sembra tra i pochissimi ad avere un grande QI cestistico e a poter far parte di una squadra da titolo. SCHIAVI DELLA “HIGHLIGHTS CULTURE”.

SAN ANTONIO SPURS: Nulla da dire per loro. Partono come una delle peggiori squadre sulla carta e confermano le previsioni. Che Popovich possa ottenere al draft un lungo generazionale come nel ’98? CORSI E RICORSI STORICI.



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