Ciclismo – Parigi-Roubaix: Van der Poel fa suo l’inferno, sfortunato Van Aert, sesto Ganna!

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Nel giorno di Pasqua i più forti ciclisti del panorama mondiale hanno imboccato la via per l’inferno, disputando la 120a edizione della più affascinante e dura tra le classiche monumento: la Parigi-Roubaix.

A imporsi è stato un encomiabile Mathieu van der Poel, che ha preceduto nello storico velodromo il compagno di squadra Jasper Philipsen e uno sfortunatissimo Wout Van Aert, vittima di una foratura nel tratto conclusivo del Carrefour de l’Arbre.

LA CORSA

Ad animare la gara è stata la Jumbo Visma, che ha sferrato un attacco con Van Aert e Laporte nel settore che porta da Haveluy a Wallers, appena prima della Foresta di Arenberg; inizialmente solo van der Poel e Degenkolb tra i big erano stati in grado di seguire i calabroni della Jumbo. Il tandem guidato da Filippo Ganna e composto anche da Kung e Philipsen è riuscito a riportarsi sui battistrada pochi chilometri dopo l’iconico passaggio nella foresta, mentre Mads Pedersen era rientrato sul gruppo del fuoriclasse belga in solitaria pochi minuti prima, in seguito alla gravissima foratura di Christophe Laporte.
Wout Van Aert, Mathieu van der Poel, Jasper Philipsen, Mads Pedersen, John Degenkolb, Filippo Ganna e Stefan Kung hanno proseguito insieme il loro avvicinamento al velodromo, frastagliato da alcuni attacchi dell’olandese sui vari settori, fino a una quindicina di chilometri dal traguardo, quando, sul Carrefour de l’Arbre, è scoppiata l’ultima bagarre della giornata.
In seguito alla caduta di Degenkolb è stato Van Aert ad accendere la miccia: il belga è stato poi ripreso e staccato da van der Poel a causa di una sfortunatissima foratura subita nel tratto conclusivo dell’ultimo ostico settore di pavè.
Il fuoriclasse della Alpecin ha così alzato le braccia al cielo a Roubaix in seguito agli ultimi diecimila metri condotti senza particolari patemi; al secondo posto si è piazzato il compagno di squadra Philipsen, mentre a Van Aert è toccato salire sul gradino più basso del podio.
Chiudono la top 10, rispettivamente dal quarto posto in poi, Mads Pedersen, Stefan Kung, Filippo Ganna, John Degenkolb, Maximilian Walscheid, Laurenz Rex e Christophe Laporte.

Van der Poel ha così portato in dote un’altra Roubaix ai Paesi Bassi, dopo quella vinta nella passata edizione da Van Baarle; il corridore olandese ha conquistato la quarta classica monumento della sua carriera, entrando sempre di più di diritto nella storia delle due ruote.

GANNA SORRIDE, UNICO SQUILLO AZZURRO

Come da copione l’unico italiano nelle posizioni di vertice dall’inizio sino all’epilogo è stato il verbanese della Ineos Grenadier Filippo Ganna, il quale, dopo essere salito sul podio a Sanremo, ha chiuso un’altra monumento nelle prime sei posizioni. Ganna, che si è imposto in questa corsa a livello under 23 nel 2016, ha certamente le qualità per poter lottare per la vittoria negli anni che verranno.
Nelle prime 25 posizioni si sono classificati anche Matteo Trentin e Luca Mozzato, rispettivamente al 19° e 21° posto.

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