L’8 aprile alle ore 11:10 da Compiègne prenderà il via la 120º edizione della regina delle classiche. La corsa francese che spesso viene fissata nel giorno di Pasqua, attira sempre un grande pubblico. Con i suoi 257 km presenta una straordinaria startlist.

STORIA
L’ inizio storico della famosissima Parigi-Roubaix risale al febbraio 1896, quando Theodore Vienne e Maurice Perez (costruttori del velodromo a Roubaix), con l’appoggio di Louis Minart (redattore del giornale Le Vélo) decisero di organizzare una corsa che partiva da Parigi e terminava nel velodromo. Alla prima edizione, lunga 280 km, si presentarono 51 ciclisti. A vincere fu il tedesco Josef Fischer con un vantaggio di 25 minuti dal 2º. Le 2 seguenti edizioni le vinse il valdostano Maurice Garin, famoso per aver vinto la prima edizione del Tour de France. La corsa saltò un totale di 7 edizioni tra prima e seconda guerra mondiale. Negli anni post guerra la corsa subì variazioni al percorso per via dei bombardamenti, da qui deriva anche il soprannome di “Inferno del Nord”. Negli anni 60 cercarono di modernizzare il percorso, aggiungendo nuovi tratti di pavé. Nel 1968 Albert Bouvet, ex ciclista, svelo a tutti un nuovo settore chiamato “la foresta di Arenberg”, un tratto unico ormai intoccabile. I corridori più vincenti di questa corsa sono Tom Boonen e Roger De Vlaeminck con 4 edizioni a testa. L’edizione 2020 non fu disputata a causa della pandemia di Covid-19, mentre l’edizione seguente vide trionfare Sonny Colbrelli, da poco ritiratosi per via di un problema cardiaco.

PERCOESO
Rispetto agli anni precedenti, il percorso non presenta grandi sorprese, sebbene siano presenti alcuni piccoli cambiamenti. Trenta sezioni di pavé in ordine leggermente diverso attendono i corridori. Una new entry è il tratto ciottolato verso Haspres. Sono invece in fase di revisione i tratti di Saint-Martin-sur-Ecaillon à Haussy e quelle di Saulzoir à Verchain-Maugré.
Gli unici cambiamenti avvengono naturalmente dopo circa 120 chilometri, quindi con ancora 135 chilometri da percorrere. Rimane invece invariato il tratto finale verso la pista di Roubaix. La partenza posta a Compiègne è orami diventata una tradizione, da qui i corridori partono per un viaggio infernale lungo 257 chilometri, che terminerà come da tradizione sul velodromo di Roubaix. Il tratto in pavé da Quiévy a Saint-Python è sicuramente tra i più impegnativi con le sue quattro stelle, e rappresenta un’assaggio del passaggio cruciale della corsa. I corridori passeranno successivamente nella Foresta d’ Arenberg, passaggio iconico della Parigi-Roubaix con una lunghezza di 2,3 chilometri. È posto a poco più di 95 chilometri dal traguardo, segna l’inizio del gran finale. Seguono altri diciannove tratti di pavé, due dei quali presentano cinque stelle di difficoltà. Quest’ultimi rispondono al nome di Mons-en-Pévèle e Carrefour de l’Arbre, il primo situato a 50 chilometri dal traguardo, e il secondo a circa 17 chilometri dal velodromo. Questi sono i tratti più duri, ma la reale difficoltà nasce dal susseguirsi di tratti in pavé che entrano nelle gambe dei corridori. Superato Carrefour de l’Arbre la parte più dura è finita, rimangono comunque tre tratti impegnativi: Gruson, Willems à Hem e Roubaix, dove è situato il traguardo. I corridori entrano nel velodromo, dove percorreranno un giro e mezzo. La storica campanella indicherà l’ultimo giro, dopo il quale un solo corridore alzerà le mani al cielo.

STARTLIST E FAVORITI
Non ci sono grandi assenze, l’unica da evidenziare è quella dell’Eritreo Biniam Girmay. Il nome più atteso è ancora una volta quello di Mathieu Van Der Poel che potrà puntare anche sull’ appoggio di Gianni Vermeersch per capitanare al meglio l’ Alpecin-Deceuninck. L’altro nome in primo piano è quello di Wout Van Aert, 2º nella scorsa edizione, che sostenuto da tutta la Jumbo Visma proverà ad alzare le braccia al cielo, i calabroni hanno con loro anche Christophe Laporte e Dylan Van Baarle vincitore dell’ ultima edizione. Le grandi possibilità italiane sono racchiuse nel piemontese Filippo Ganna a cui la Ineos ha affiancato Magnus Sheffield e Michal Kwiatowski. Per l’ Ag2r Citroen Olivier Naesen e Greg Van Avermaet sono 2 valide opzioni. Per il Team Jayco Alula su tutti il nome di Zdenêk Štybar. La Bahrain si presenta con Matej Mohoric, che potrà puntar su sostegno di Andrea Pasqualon e Fred Wright. La EF Education sarà capitanata dal giovane olandese J. Van Den Berg. Al via la Groupama FDJ con lo svizzero Stafan Küng. La UAE Team Emirates si metterà a disposizione di Matteo Trentin, che ha dimostrato una grande forma. L’ Intermaché avrà come punta Mike Teunissen dopo il forfait di Biniam Girmay. L’israel Premier Tech sarà guidata da Sep Vanmarkce 2º nel 2012. Lotto Dstny si affida a Florian Vermeersch. Team DSM si mostra con John Degenkolb vincitore nel 2015. Per Movistar Garcia Cortina spera di rimanere nel gruppo di testa con l’aiuto di Lazkano. I soliti Jasper Stuyven e Mads Pedersen sono i grandi nomi della Trek-Segafredo. La Soudal-QuickStep ha rivelato la sua armata guidata da Kasper Asgreen, a sua disposizione Lampaert, Senechal e Ballerini, forse la squadra più completa. Le formazioni di Bora e Totalenercies si giocheranno le proprie carte con i rispettivi Nils Politt e Anthony Turgis. Altre formazioni importanti al via sono la Cofidis, con Piet Allegaert e Maximilian Walschied; E la Uno-X Pro Cycling con il già vincitore Alexander Kristoff. Un’altro italiano da tenere d’occhio è Luca Mozzato che assumerà i gradi di capitano del Team Arkea-Samsic
- ☆☆☆☆☆ Mathieu Van Der Poel
- ☆☆☆☆ Wout Van Aert, Filippo Ganna
- ☆☆☆ Kasper Asgreen, Stefan Kung, Matej Mohoric
- ☆☆ Mads Pedersen, Christophe Laporte, Jasper Stuyven, Yves Lampart
- ☆ Alexander Kristoff, Nils Politt, Matteo Trentin, Sep Vanmarcke, Florian Vermeersch
- Outsider: Matis Louvel, Mike Teunissen
PARIGI-ROUBAIX FEMMINILE

Domani 8 Aprile 2023, giorno prima dell’edizione maschile, prenderà il via la terza edizione femminile. La Parigi-Roubaix ha apportato alcune modifiche al percorso: gli organizzatori della gara hanno aumentato la distanza dai 124,7 chilometri del 2022 a 145,4 chilometri e molti dei nuovi chilometri arrivano all’inizio della gara, prima che il gruppo attraversi le aree in pavè. Le prime due edizioni hanno visto trionfare sempre la Trek-Segafredo, nel 2021 con la britannica Elizabeth Deignan, e nel 2022 con l’italiana Elisa Longo Borghini. Anche quest’anno la corsa ha attirato una ricca startlist, con nomi del calibro di Elisa Longo Borghini, Elisa Balsamo, Lucinda Brand, Pfeiffer Georgi, Lotte Kopecky, Lorenza Wibes, Alison Jackson, Marta Bastianelli, Elise Chabbey, Sierra Candilla, Floortje Mackaij, Marianne Vos e Grace Brown. I favori della cronica sono riservati a Lotte Kopecky, la Belga del Team SD Worx, ha dimostrato una gamba pazzesca, riuscendo a conquistare già 3 successi quest’anno
- ☆☆☆ Lotte Kopecky, Elisa Longo Borghini
- ☆☆ Marianne Vos, Pfeiffer Georgi, Elise Chabbey
- ☆ Floortje Mackaij, Grace Brown, Lucinda Brand, Marta Bastianelli

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