
Mancano due partite al termine della regular season 2022/23 della massima competizione cestistica europea, ma le due compagini italiane sono già ufficialmente fuori dalla lotta per conquistare uno dei primi otto posti e di conseguenza i playoff. La Virtus Bologna di Sergio Scariolo, al ritorno in Eurolega dopo 15 anni, è stata vicina alla top-8 per buona parte della stagione, ma infortuni e debacle clamorose in campi ostici come quelli del Pireo e di Istanbul sponda asiatica hanno impedito alle V Nere di giocarsi un piazzamento di rilievo. Per Milano, considerando il rapporto tra aspettative e risultati, si può parlare invece della stagione più fallimentare dell’era Armani: gli infortuni hanno influito ma non possono giustificare un disastro tale, del quale il primo colpevole è l’allenatore Ettore Messina, che non ha saputo gestire la squadra nel periodo di difficoltà e ha preferito non intervenire sul mercato per l’acquisto di un play già alla fine del 2022.
VIRTUS ALTALENANTE
Nulla ha potuto la squadra di Zanetti in questa stagione di Eurolega: gli Emiliani sono stati in grado di sbancare terreni durissimi come quelli di Madrid e Barcellona, ma allo stesso tempo hanno incassato sconfitte alquanto gravi per diversi motivi: alcune per i punti di scarto contro le big della classifica, altre per la superficialità con cui Bologna è scesa in campo con le squadre che occupano i piani bassi della graduatoria. Non si possono certamente non citare gli infortuni, anche gravi, che hanno colpito buona parte dei giocatori della Virtus, ma alcune prestazioni dei bianconeri, specialmente nella parte conclusiva della competizione, sono state deplorevoli. Va anche rimarcato che Luca Baraldi ha deciso di non aggiungere componenti alla rosa a stagione in corso. Il ritorno in Eurolega della Virtus, che godrà verosimilmente di una wild card nella prossima stagione, è dunque etichettabile come deludente.

IL FALLIMENTO
Se la stagione di Bologna si può definire deludente, dicendo che quella di Milano è stata catastrofica saremmo forse generosi nei confronti della compagine lombarda. Messina ha condotto la squadra in modo totalmente confusionario nel momento in cui gli infortuni di Shields, Pangos, Baron e Datome avevano colpito l’Olimpia, non riuscendo a trovare alcuna soluzione agli evidenti problemi offensivi della squadra; l’allenatore catanese sembrava quasi dimenticarsi di alcuni giocatori potenzialmente cruciali nelle fasi decisive delle partite, attuando delle rotazioni rivedibili. Il quatto volte vincitore dell’Eurolega ha inoltre dichiarato il fatto che avrebbe potuto procedere con l’acquisto di Shabazz Napier già al termine del mese di dicembre, ma che ha preferito optare per l’attesa di un eventuale ritorno di Pangos. Durante il mese di gennaio, prima dell’arrivo posticipato del playmaker americano, l’Olimpia Milano ha collezionato la bellezza di cinque sconfitte, due delle quali con le ultime squadre della graduatoria, e zero vittorie; Kevin Pangos ha poi rimesso piede su un parquet europeo il 7 marzo, a Valencia, quando Napier aveva già contribuito a trasformare Milano in una squadra oltremodo competitiva. Dato che però non è l’allenatore a scendere in campo, va rimarcata la delusione riguardante le prestazioni di atleti potenzialmente molto forti come Johannes Voigtmann, Timothè Luwawu-Cabarrot e Naz Mitrou-Long. La stagione dei biancorossi, che ora si trovano nelle retrovie della classifica di Eurolega, non sarebbe totalmente sufficiente neanche in caso di vittoria del campionato e conseguentemente della terza stella.
A giocarsi ora l’ultimo spot playoff sono rimaste Baskonia e Zalgiris, che sogna di prendere parte alle final four casalinghe di Kaunas.

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