F1, la storia della Arrows

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Oggi il nostro viaggio attraverso le scuderie storiche della Formula fa tappa in Regno Unito, sede della vecchia Arrows.

GLI ESORDI

La Arrows Grand Prix International fu fondata nel novembre del 1977 dal finanziere italiano Franco Ambrosio, il cui personale proveniva in gran parte dalla scuderia Shadow, team che militò in F1 negli anni ‘70. Così come i tecnici anche i piloti provenivano dalla scuderia americana, ovvero Riccardo Patrese,a cui venne affiancato Rolf Stommelen. In pochi giorni venne realizzata la FA1, che debuttò in Brasile, provocando una miriade di polemiche a causa della somiglianza con la Shadow DN9. Il proprietario della Shadow, Don Nichols, intentò una causa legale contro il team britannico. Patrese raccolse ottimi risultati, due sesti posti in Usa e a Monaco, raggiungendo la seconda posizione in Svezia. La situazione però all’interno del team divenne problematica, Ambrosio venne arrestato in Italia per reati finanziari. Nonostante questo il team nel 1988 con Warwick e Cheever raggiunse il quinto posto nella classifica costruttori, miglior risultato della loro storia.

FOOTWORK ARROWS

Nel 1990 Kazuo Ito, imprenditore giapponese, investì nel team, che assunse la denominazione di Footwork Arrows, con un accordo con Porsche per la costruzione dei motori, che però nel 1991 furono prodotti da Cosworth. I risultati furono però così disastrosi, che Ito ritirò il sostegno economico, la scuderia tornò al nome Arrows, sotto il controllo di Jackie Oliver.

IL RITORNO DELLA ARROWS

Nel marzo del 1996 Tom Walkinshaw acquitò una quota azionaria della squadra e per la stagione 1997 ingaggiò il fresco camlione del mondo Damon Hill, affiancato da Pedro Paulo Diniz. Il salto di qualità non avvenne, raggiunsero i punti solo 3 volte, e i ritiri furono innumerevoli. Nel 1998 Tom Walkinshaw rilevò la Brian Hart Ltd, ma anche cambiando motore i risultati furono disastrosi, addirittura in vista del 1999 Danka,il main sponsor, ritirò l’appoggio economico al team. La situazione pecuniaria era al pari della prestazione in pista, dopo varie stagioni nelle retrovie, nel 2002 la scuderia si ritrovò senza fondi a metà stagione, e ai piloti in Francia venne detto di girare più lenti in qualifica per non ottenere il pass per la gara. Frentzen decise di rescindere il contratto, e la scuderia non lo sostituì, quindi in Belgio si presentarono solamente con Bernoldi. Nel resto della stagione la scuderia non si presentò e venne messa in liquidazione forzata.

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