Un’attesa lunga più di quattro mesi. Quattro, interminabili, mesi, per gli amanti delle due ruote. Per la prima volta nel 2023, è race week, la MotoGP torna in pista!
Primo weekend di gare, nel quale la MotoGP farà tappa in Portogallo. Le montagne russe di Portimao saranno l’inedita location inaugurale del campionato, a causa dei lavori di ampliamento e ristrutturazione che tengono impegnato e, momentaneamente, fuori uso il circuito di Lusail, in Qatar: tappa inaugurale della stagione da ormai 14 anni.
UN NUOVO FORMAT: COSA PREVEDE
La stagione 2023 presenterà al mondo un format del fine settimana completamente nuovo, che prevede l’inserimento di una sprint race per ogni weekend, sprint che verrà disputata solo dalla classe regina e che assegnerà punti validi per la classifica iridata.
Così cambia il programma del fine settimana: nella giornata di venerdì verranno disputate le prove libere 1 e 2 per tutte le classi. 35 minuti per sessione per la Moto3, 40 per la Moto2. Sono invece, rispettivamente, 45 e 60 i minuti assegnati alle sessioni della classe regina.
Le principali novità però colpiscono il sabato. Nel corso del mattino verrà prima disputato il terzo turno di prove libere di ogni classe (30 minuti a sessione), poi andranno in scena le qualifiche della MotoGP. Qualifiche che determineranno la griglia di partenza sia della sprint race, che della gara di domenica.
Il sabato pomeriggio invece prevede le qualifiche delle due classi minori e, alle 15 locali, la sprint race della MotoGP.
Cambia, anche il programma della domenica, che vedrà eliminati i warm-up di Moto2 e Moto3 a favore di un “Rider Fan Show” di circa 30 minuti. Rimangono invariati gli orari delle gare delle tre classi, alle 11.00 la Moto3, alle 12.15 Moto2 e MotoGP alle 14.00.
COME FUNZIONA LA SPRINT RACE?
La gara corta, o sprint race, dopo aver trovato spazio in Superbike e Formula 1, riesce ad inserirsi anche nel programma della MotoGP.
Per questa sprint race, i piloti di MotoGP, correranno per una distanza equivalente alla metà dei giri previsti per la domenica. Il posizionamento all’arrivo non influirà sulla griglia di partenza della gara, come avviene in Superbike e Formula 1, ma sarà valido solo ed esclusivamente ai fini dell’assegnazione di punti validi per la classifica del campionato.
Il vincitore della sprint race si vedrà accreditare in classifica 12 punti, 9 spetteranno al secondo, 7 al terzo, 6 al quarto, 5 al quinto e così scalando fino al nono classificato, che riceverà l’ultimo punto a disposizione.
PECCO E DUCATI, I FAVORITI SONO ANCORA LORO
Dopo aver trattato il nuovo format, vediamo ora quali sono, e come arrivano a Portimao, coloro che saranno i protagonisti della stagione.
Campioni in carica, Francesco Bagnaia e, soprattutto, Ducati, sembrano non poter avere rivali nemmeno in questa stagione. Il pilota di Torino, fresco di secondo titolo iridato, non sembra intenzionato a lasciare il trono e, già nelle 5 giornate di test effettuate in questo 2023, lo ha voluto dimostrare. Sembra infatti, già essere scattato il feeling tra Pecco Bagnaia e la sua nuova Ducati. Un feeling che ha permesso al pilota torinese di posizionarsi nella top 5 di ognuna delle cinque giornate di test.
Ducati però non è solo Bagnaia, il team di Borgo Panigale vede il proprio strapotere confermato anche dalle prestazioni delle altre sette moto in pista. Tutte, o quasi, costantemente nei primi 10, a dimostrazione della qualità del mezzo messo in pista dalla Rossa.
Sarà Enea Bastianini ad affiancare Bagnaia sulla Rossa ufficiale. Le prestazioni del riminese durante le giornate di test sono passate un po’ in sordina, ma fin da subito ha dimostrato una grande costanza e, non nuova per chi da tempo lo segue, una grande velocità di adattamento alla moto. Se il 2022 ha fatto sognare, per lungo tempo, Enea, anche il 2023 ha tutte le premesse per non essere da meno.
Non solo il ufficiale, Ducati, come già citato, scenderà in pista con un totale di 8 veicoli, tutti pronti a sfruttare le grandi potenzialità messe in pista dalla casa di Borgo Panigale, a partire dal Team Pramac che, anche in questa stagione, avrà come alfieri Jorge Martin e Johann Zarco, due talenti, ancora inespressi, della classe regina. Lo spagnolo avrà bisogno di trovare una costanza di rendimento che, dal tempo del debutto in MotoGP, è mancata, e non ha permesso a Martin di esprimere a pieno il proprio potenziale. Per Zarco, si tratterà della settima stagione in MotoGP, la settima possibilità per giungere a quella vittoria in classe regina che, al bi-campione Moto2, ancora manca nel palmarès. Il 2023 sarà, dal punto di vista di mezzo e maturità, la miglior occasione di carriera per raggiungere i propri obiettivi.
Orfano di Enea Bastianini, il team Gresini ha deciso di puntare su Alex Marquez per il 2023. Lo spagnolo affiancherà Fabio Di Giannantonio per comporre una delle coppie più curiose della griglia. Entrambi i piloti cercano rivalsa dopo le ultime, deludenti, stagioni. Marquez, in particolare, è sembrato in forma nel corso dei test, apprezzando il mezzo propostogli da Gresini e si candida ad essere una delle più grandi sorprese in questo 2023.
L’ultimo team motorizzato Ducati invece è il Team Mooney VR46, uno dei pochi a non aver cambiato la lineup dalla scorsa stagione. Luca Marini e Marco Bezzecchi faranno di nuovo coppia nel 2023 e puntano a migliorare le prestazioni dello scorso anno, con l’obiettivo, dichiarato, per entrambi, di centrare la prima vittoria in MotoGP.
APRILIA ALLA RICERCA DI CONFERME…CON DUE MOTO IN PIÙ
Aprilia è stata sicuramente una delle più grandi, e piacevoli, sorprese dello scorso anno. Dopo essere tornata in MotoGP, la casa di Noale è arrivata, finalmente, a lottare per podi e vittorie. Per il 2023 il team veneto ha grandi ambizioni, con la possibilità di contare anche su un team satellite.
Saranno ancora Aleix Espargaro e Maverick Viñales a guidare per il team ufficiale. Per Aleix dovrà essere la stagione della conferma, la stagione in grado di dimostrare che il 2022 non è stato un caso. Non sarà semplice per Espargaro confermarsi costantemente al top, i risultati dei test non sono stati brillanti, anche a causa di una fibrosi al muscolo del braccio destro. Problemi fisici ora risolti, è tempo di riabilitazione, una riabilitazione che dovrà essere svolta nel minor tempo possibile per poter tornare a correre già nel corso di questa settimana.
È un discorso completamente diverso, quello che riguarda invece Maverick Viñales. Il pilota ex Yamaha e Suzuki ha ritrovato la serenità perduta all’interno del box di Noale. Prima la serenità, poi i risultati, andati in crescendo nel corso della scorsa stagione. Lo spagnolo ora cerca una stabilità, sia emotiva che di risultati, per poter finalmente esprimere tutto il proprio talento offuscato, troppe volte, da fattori esterni alla pista. I test sembrano promettere bene, con Viñales che, per ben 3 delle 5 giornate disputate in questo 2023, presente nella top 3. Ora le gare ci daranno l’ultima parola, la più importante di tutte.
La famiglia di Noale si amplierà in questa stagione, saranno infatti ben 4 le Aprilia in pista, con il team veneto che porterà sul tracciato un team satellite, il team “WithU RNF”, scuderia che andrà a prendere il posto del team satellite Yamaha.
La lineup di questo nuovo team sarà una delle più talentuose e giovani in pista e sarà composta da Miguel Oliveira e Raul Fernandez. Entrambi i piloti sono reduci da un’avventura in KTM.
Per il portoghese sarà importante trovare una costanza di rendimento. Una costanza mai raggiunta con KTM, sulla quale ha alternato prestazioni superlative, con tanto di vittoria, a difficili gare agonizzanti sul fondo del gruppo. Ora con Aprilia sembra essere già scattato un certo feeling, da vedere se le buone prestazioni dei test si potranno ripetere nel corso di tutta la stagione.
Per Raul Fernandez invece, si tratterà solo della seconda stagione in classe regina. Deluse le aspettative della prima stagione, lo spagnolo ha la possibilità di ripartire da capo per poter dimostrare tutto il talento messo in luce nelle classi minori. Potrà, in questa stagione, partire lontano da riflettori e pressioni, senza le quali si spera, potrà esprimersi nel migliore dei modi.
INCOGNITA KTM
Dei quattro piloti titolari per la casa austriaca nella corsa stagione, ne è rimasto uno solo. Il solo Brad Binder è superstite in KTM. Il sudafricano, da tempo pupillo del team arancionero, sarà quest’anno affiancato da Jack Miller. Rivoluzione totale nel team satellite che non solo cambia i piloti, puntando su Pol Espargaro e Augusto Fernandez, ma cambia anche gestione, passando da Tech3 a GasGas.
KTM, anche in questa stagione, sarà la grande incognita della griglia. La moto austriaca, potrà essere l’ago della bilancia in un’eventuale lotta al titolo. Potrà essere la moto che sposta gli equilibri a favore di uno o dell’altro, alternando prestazioni da 10 in pagella, a prestazioni da 4. L’unica costante sembra essere il talentuoso sudafricano Brad Binder, nonché, al momento, l’unico pilota della casa austriaca in grado di passare sopra ai problemi, portando al limite il proprio veicolo ed estranendone così le migliori prestazioni possibili.
IN GIAPPONE È CRISI
Per anni, a dominare il palcoscenico mondiale delle due ruote, sono state Yamaha e Honda, due case in grado di scegliere i migliori talenti e di equipaggiarli con i migliori mezzi, in maniera tale da essere sempre al top, puntando a podi, vittorie e titoli.
Da qualche tempo però, sembra essere iniziata una crisi di rendimento delle due case, alla quale solo due fenomeni quali sono Marc Marquez e Fabio Quartararo, riescono a trovare un rimedio.
Per quanto riguarda Honda, per la prima volta dal 2019, potrà contare su un Marquez a pieno regime. Lo spagnolo sembra infatti essersi definitivamente messo alle spalle l’infortunio al braccio, e le varie ricadute. Ora Marquez punta a tornare dove per anni è stato, a vedere tutti dall’alto, obiettivo non così semplice da raggiungere però. Dai test, infatti, non è sembrato amore a prima vista tra lo spagnolo e la nuova Honda, test che li hanno visti arrancare nella pancia del gruppo ed ottenere risultati senza infamia e senza lode.
Non è troppo diversa, al momento, la storia per il nuovo compagno di squadra, il due volte campione del mondo Joan Mir, anche per l’ex pilota Suzuki, i risultati dei test non si spingono oltre un 10° posto come miglior piazzamento. La musica non cambia per il team satellite, quest’anno composyo da Takaaki Nakagami e Alex Rins. Anche per loro test opachi e dalla difficile lettura.
C’è tanto, tantissimo, lavoro da fare ancora in sede per tornare a competere per le posizioni che contano.
L’unico altro marchio giapponese rimasto in pista dopo il ritiro di Suzuki, è Yamaha, con la casa di Iwata che però, in questa stagione, metterà in pista solamente le due moto del team ufficiale, che saranno guidate, ancora una volta, da Fabio Quartararo e Franco Morbidelli.
Da parte di Yamaha sono state tantissime le novità portate nel corso dei test, ma nessuna di esse sembra aver convinto del tutto i due piloti che continuano a lamentare problemi, soprattutto riguardanti l’efficienza della moto con gomma nuova. Nonostante questo però, “El Diablo” Fabio Quartararo, sembra poter guidare al di sopra dei problemi, riuscendo a piazzare la sua Yamaha costantemente in top 10 nel corso dei test, unica moto non marchiata Aprilia o Ducati a riuscire in quest’impresa.
LE CLASSI MINORI: MOTO 2
La classe di mezzo sembra destinata a parlare spagnolo in questo 2023. I test pre-stagionali hanno già designato il nome del favorito per il titolo: Pedro Acosta. L’ex “Rookie Maravilla” classe 2004 si è preso quasi tutte le sessioni che hanno preceduto questo inizio di stagione, l’unico in grado di competere è sembrato Aron Canet, anche se attendiamo Ai Ogura, infortunato nel corso dei test di Portimao.
Saranno certamente da tenere d’occhio Fermin Aldeguer e Alonso Lopez, le due sorprese della scorsa stagione, oltre al solito Lowes, ormai veterano della categoria.
Per quanto riguarda gli italiani invece, il più ambiziosi sembra poter essere Tony Arbolino, costantemente vicino ai primi nel corso dei test. Si ritrova invece nel mezzo del gruppo Vietti, che fatica a ritrovare quella forma e quel feeling che avevano contraddistinto l’inizio di 2022. Si tratterà di un anno di apprendimento per Dennis Foggia, rookie di categoria, sembra invece un’altra stagione sofferente quella che si prospetta per il campione di Moto3, Lorenzo Dalla Porta.
LE CLASSI MINORI: MOTO 3
Sorride l’Italia della piccola cilindrata, che avrà, anche quest’anno, qualcuno su cui fare affidamento. Si tratta di Riccardo Rossi: particolarmente brillante nel corso dei test. Non sfigura Romano Fenati, al ritorno in Moto3 e costantemente presente nei primi 10.
Difficilissimo fare previsioni per questa categoria, sempre incerta fino all’ultimo, da tenere d’occhio, oltre ai “vecchi” Masia, Sasaki e Suzuki, c’è sicuramente David Muñoz, già protagonista nel 2022 di ottime prestazioni e con tantissima voglia di farsi notare. Oltre a lui, Dani Holgado ha tutte le carte in regola per poter far parlare di sé nel corso della stagione, così come i due possibili outsider, Joel Kelso e Scott Ogden.
Ora che tutto ciò che c’era da dire è stato detto, prima dentro, gas a martello, e allo spegnimento dei semafori scatenate l’inferno! Buon motomondiale a tutti.









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