Continua la nostra rubrica delle scuderie che hanno scritto la storia della F1. Oggi tocca alla Brabham, scuderia nata nel 1962 grazie all’idea di Jack Brabham, bi-campione del mondo di F1 nel ’59 e nel ’60, e di Ron Tauranac, ingegnere e tecnico molto amico di Jack. Inizialmente la scuderia era stata nominata “BT”, dalle iniziali dei due fondatori, in seguito il nome è mutato più volte nel tempo. Prima MRD (Motor Racing Developments), dalla società che ha finanziato i due costruttori, poi il definitivo “Brabham”, con la relativa società gestionale BRO (Brabham Racing Organisation).

I PRIMI ANNI DI CORSE
L’entrata nel mondiale di Formula 1 non è fortunata come sperato. Infatti, l’esordio avvenne solo alla sesta gara della stagione, al Nurburgring, in Germania, dove l’unico pilota Jack Brabham ha finito per ritirarsi al nono giro a causa di un malfunzionamento del cambio. Nelle altre tre gare della stagione si segnalano due quarti posti, che permettono al team di guadagnare i primi punti della sua storia in F1. L’anno seguente furono due le vetture in griglia: una, ovviamente, per Jack Brabham, l’altra per Dan Gurney. Fu proprio quest’ultimo a ottenere la prima vittoria ufficiale per la squadra nel 1964 al GP di Francia. L’annata si concluse con la seconda vittoria, in Messico, sempre per mano di Gurney. La stagione successiva ha portato molti risultati importanti, ma anche l’addio dell’americano Dan Gurney, che nel 1966 è stato sostituito da Denny Hulme.
IL PRIMO TITOLO
Proprio in quell’anno, 1966, grazie al cambio di regolamento, la Brabham riuscì a essere protagonista grazie ad alcune incomprensioni tra piloti, meccanici e dirigenti della rivale Ferrari. Proprio la Ferrari, dopo un inizio scoppiettante, calò bruscamente in termini di prestazioni e permise alla Brabham, soprattutto grazie all’aiuto delle gomme Goodyear, di aggiudicarsi il primo storico titolo costruttori, a cui si aggiunse anche quello piloti di Jack Brabham. Questo fu il primo storico caso di vittoria del titolo da parte di un pilota-costruttore.
GLI ALTRI SUCCESSI
Nel ’67, la Brabham, riuscì a ripetere i successi dell’anno precedente, ma questa volta a vincere il titolo piloti fu Hulme. Questa vittoria portò al suo addio alla scuderia per delle frizioni con il compagno di squadra. Dopo un 1968 di stallo, l’anno successivo, i meccanici del team con sede nel Surrey furono protagonisti di una vera e propria rivoluzione tecnica. Infatti, per il GP del Belgio, insieme agli storici rivali della Ferrari, presentarono gli alettoni. Nonostante questa mossa, Jacky Ickx, nuovo compagno di Jack Brahbam, vinse solo due gare in stagione.

L’ADDIO DI BRABHAM E IL PASSAGGIO DI CONSEGNE
È nel ’70 che, però, avviene la rivoluzione: Jack Brabham annuncia il ritiro dalle competizioni e si tira indietro anche dal punto di vista manageriale, lasciando la scuderia in mano al co-fondatore Tauranac. Ron, per sostituire Jack, chiamò l’ultra-quarantenne Graham Hill, ormai in una fase discendente della carriera. Questa mossa non diede i risultati auspicati e costrinse Ron Tauranac a vendere il titolo sportivo della Brabham a Bernie Ecclestone (ex Direttore della F1). Dopo 10 anni la Brabham cambia completamente volto e inizia un altro capitolo della sua storia.
LA PARENTESI DELUDENTE DI LAUDA
Dopo alcune stagioni anonime era tempo di una scossa in casa Brabham. Perciò, il TP Ecclestone ingaggiò il fresco campione del mondo Niki Lauda e strinse un accordo con uno sponsor molto importante, quale Parmalat. In più, riuscì a farsi fornire i motori dalla blasonata Alfa Romeo. Nonostante ciò, fino al 1980 non riuscirono a vincere e ciò provocò l’addio di Lauda che portò alla promozione a primo pilota di Nelson Piquet. Con Lauda, lasciò anche l’Alfa Romeo, che non rinnovò il contratto con la Brabham per la fornitura di motori.

IL RITORNO ALLA VITTORIA
Nel 1981 fu proprio Piquet ad aggiudicarsi il titolo piloti dopo una serrata lotta con altri tre piloti. 1982 di stand-by a causa di alcune modifiche regolamentari, ma soprattutto per preparare al meglio il 1983 che vede la Brabham conquistare l’ultimo titolo piloti della sua storia con il solito Nelson Piquet.
LA PARABOLA DISCENDENTE
In seguito a vari scandali e cambiamenti di regolamento improvvisi, la Brabham non riesce ad essere così competitiva com’era stata fino ad allora e ciò causa il divorzio con Piquet dopo 7 anni nei quali contribuì a riscrivere la storia della scuderia inglese. Dal 1985, il disinteresse di Ecclestone, combinato all’abbandono di alcuni sponsor, tra i quali Parmalat, a cui si aggiunse un anno “sabbatico” per la mancanza di un contratto per il motore, portò alla cessione del team ad Alfa Romeo prima e a Joachim Luthi poi. Gli ultimi quattro anni, dal 1989 al 1992, furono costellati di problemi finanziari che portarono al definitivo ritiro dalle corse della Brabham e alla caduta di un vero e proprio mito come la scuderia del Surrey.

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