F1 – Il circuito di Sakhir, la perla desertica di Tilke!

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UN CIRCUITO “NUOVO”

Il Bahrain International Circuit è stato inaugurato nel 2004 in occasione del primo storico GP del Bahrein. Esso fu realizzato per volontà del principe bahreinita, Salman bin Hamad, il quale stanziò oltre 150 milioni di dollari per completarlo entro il 4 aprile 2004, data del primo storico GP del Bahrain. La costruzione du affidata all’ideatore del circuito di Sepang, in Malesia, Hermann Tilke, famoso architetto e progettista tedesco. Dal 2009, in accordo con una società locale, gli organizzatori del GP hanno disposto la creazione di un’enorme area (circa 1.000.000 m²) destinata ai servizi dei cittadini attorno al circuito. La capienza dell’impianto è di circa 50.000 posti.

UN TRACCIATO VERSATILE

Il tracciato presenta molte sfaccettature. Sono infatti ben 6 le varianti: Outer Circuit, Inner Circuit, Paddock Circuit, Endurance Circuit, Grand Prix Circuit (quello attualmente utilizzato per la F1) e un ovale (situato tra il rettilineo di partenza e quello compreso tra le curve 10 e 11). Nel 2020, causa COVID, per il GP di Sakhir, è stato utilizzato l’Outer Circuit, mentre 10 anni prima venne corso il GP del Bahrain lungo l’Endurance Circuit.

LA (BREVE) STORIA DEL GP

La prossima sarà, ufficialmente, la XIX edizione del GP del Bahrain, perché nel 2011 non si corse a causa di alcune frizioni e incomprensioni tra gli organizzatori del Gran Premio e i governatori del Paese. Questi ultimi, furono fortemente criticati dai cittadini bahreiniti, i quali organizzarne una vera e propria rivolta contro il loro governo.

NON SOLO F1

Il circuito, oltre ad ospitare la F1, è una tappa del Campionato del mondo Endurance (WEC) e delle GP2 Series, tra le altre.

ANALISI TECNICA DEL CIRCUITO

Ma passiamo alle caratteristiche tecniche. Il tracciato standard (Grand Prix Circuit) è composto da 15 curve, 3 zone DRS e 4 rettilinei dove poter tentare il sorpasso. Una novità di questa stagione riguarda la prima delle 3 Drag Reduction System Zones: infatti viene anticipato il punto di attivazione del DRS di 80 metri rispetto allo scorso anno. Questo per ridurre la quantità di sorpassi precedenti all’ingresso in curva 1 consentendo più imprevedibilità e spettacolarità. Essendo stato costruito nel mezzo del deserto, sono molto frequenti forti raffiche di vento che portano con sé molta sabbia. Queste sono due variabili molto importanti per i team, che sono costretti a cautelarsi per quanto riguarda le strategie pre-gara e il numero di pit-stop da effettuare.

FACCIAMO UN GIRO IN BAHRAIN!

Ora, però, è il momento di scendere in pista. Pronti, via, si parte! Full gas per affrontare il rettilineo del traguardo. Si prende posizione sulla sinistra per affrontare il più rotondamente possibile Curva 1, una curva a gomito abbastanza spigolosa e insidiosa, soprattutto per la frenata profondissima che la precede. Curva 2 da affrontare per inerzia con tanta trazione in uscita da Curva 1. Curva 3 va fatta in piena accelerazione tenendo la stessa linea precedente, per sfruttare al meglio il DRS sul rettilineo che porta a Curva 4, una delle più difficili del tracciato. Va percorsa molto attentamente allargandosi il più possibile in uscita, per poi stringere e posizionarsi al meglio per la parte più tecnica del tracciato: il complesso di curve 5-6-7. Una “S” veloce che ricorda, seppur in proporzioni minori, quella di Austin. In discesa verso Curva 8, considerata, insieme alla 9-10, la più insidiosa e difficile del tracciato. Si arriva prendendo velocità a causa di un breve tratto diritto dopo la “S” e, per di più lo si fa in dislivello positivo, dunque, ancora più forza da imprimere sul freno e tanta Forza G a pesare su pilota e vettura. Il duo Curva 9-Curva 10 è molto complicato. Anch’esso in discesa, dopo un tornantino lento, va affrontato con estrema attenzione per non compromettere il rettilineo immediatamente successivo (terza e ultima zona DRS). Ci si allarga per “prendere la rincorsa” andando a stringere leggermente solo nella parte finale della curva per massimizzare la velocità sul rettilineo, aiutandosi anche con la trazione in uscita. Curva 11 discretamente delicata, da fare non in pieno, ma quasi, dopo aver frenato inizialmente. In Curva 12 occhio a non perdere il posteriore, dato che la si percorre in pieno, e poi spingere al massimo verso curva 13, che, se presa bene, può rappresentare una veloce 90° a destra frenando leggermente all’inizio, per poi accelerare progressivamente già a ¼ o ⅓ curva. Leggera discesa che porta al secondo rettilineo più lungo del tracciato (dopo quello del traguardo) che porta le monoposto ben oltre i 300 km/h. Infine, le ultime 2 curve a destra, che possono essere considerate come una sola, data la larghezza del circuito in quel tratto, sono fondamentali per avere più velocità possibile sul rettilineo del traguardo. Insomma, è un tipo di layout che ne ha per tutti i gusti. Proprio per questo motivo, di solito i team optano per un carico aerodinamico medio, così da non compromettere né la velocità di punta (importante a causa dei 4 rettilinei con annesse 3 zone DRS), né l’entrata in curva, rendendo l’auto guidabile e veloce allo stesso modo. La lunghezza è di 5412 metri.

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