Siamo nel 1991, quasi alla fine della stagione. Dopo le dichiarazioni infelici, in seguito al Gp di Suzuka, la Ferrari decise di rompere il sodalizio con Alain Prost. L’allora tre volte campione del mondo si trovò senza alcuna squadra dall’oggi al domani.
Ciononostante, il campionissimo francese, combattuto tra l’idea del ritiro dalle corse od il continuare, aveva delle avances: in primis la Benetton tant’è che vi furono degli incontri con Flavio Briatore, patron della scuderia, per creare una coppia che mette i brividi al sol pensiero: Prost e Schumacher, ma non portarono a nulla di fruttuoso, con l’accordo tra le due parti che non si concretizzò mai.
Grazie ad una chiamata della Elf, ossia l’azienda petrolifera legata alla Renault, Prost venne avvisato della possibilità di sollevare dal posto Nigel Mansell in Williams, ma anche questa possibilità sembrò irrealizzabile e non se ne fece nulla. Il campionissimo francese, però, non ne voleva sapere di ritirarsi definitivamente, convinto che una soluzione si sarebbe presto trovata

LA POSSIBILITA’ DELLA LIGIER
Per ultima, si aprì la possibilità di poter approdare in un altro team motorizzato Renault: la Ligier
La storica scuderia, nonostante una vettura oggettivamente non all’altezza (ultimo posto nei costruttori del 1991, con zero punti; per fare un parallelismo è come se Max Verstappen guidasse per la Williams di oggi), si era riuscita ad accaparrare i motori Renault per l’imminente stagione.
Quello che sembrava un idillio impossibile, alla fine sembrò essere più serio del previsto: durante i test invernali del 1992, infatti, un pilota con il casco di Eric Comas scende in pista con la scuderia francese sul tracciato Paul Richard, quando però la macchina si ferma a causa di un guasto. A scendere dalla vettura, si capisce subito, e dalle sembianze e dalla fisionomia, che non era Comas a guidare, ma è proprio lui: Alain Prost. Il quale, dopo che la notizia fece il giro dei giornali e dopo i test decise di prendersi tempo per pensare.
Annuncia a febbraio la sua non partecipazione al gran premio inaugurale in Sudafrica, specificando che non è dovuto al mancato accordo con il team Ligier, poiché l’obiettivo dichiarato è quello di firmare prima del secondo gran premio, in Messico.
In realtà, lo sguardo di Prost era già proiettato al futuro: il ‘professore’ infatti, ha da sempre avuto il sogno di poter contare su una scuderia di proprietà e, tramite i contatti avuti con il team Ligier ed i test svolti in pista, ha cercato di carpire se quella fosse la scuderia giusta per realizzare questo suo sogno.
Nonostante le giuste premesse per aprire questo sodalizio, l’accordo non si trovò tra le due parti con il pilota francese fuori dalla stagione 1992, ma capace di ottenere un posto in Williams per l’anno successivo.

LA PROST GRAN PRIX
Va tutto secondo programma: il 1993 sarà l’anno del quarto mondiale firmato Prost e dopo altri due anni, alla fine del 1996, riuscì a rilevare la Ligier per diventarne il capo, rinominandola ‘Prost Gran Prix’. La sua storia pero non fu gloriosa come quella del suo patron, con soli 4 anni di attività, 83 gran premi corsi, due podi e zero vittorie prima del fallimento



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