
Ogni anno la National Basketball Association dà vita a uno degli eventi più seguiti negli Stati Uniti e non solo, stiamo parlando dell’All-Star Weekend, che trova la sua collocazione nel mese di Febbraio, ovviamente il programma dell’evento è ampio e variegato in pieno “American Style”.
Nel 2018 l’NBA All-Star Weekend ha avuto luogo nello strepitoso Staples Center di Los Angeles, casa dei Lakers e dei Clippers, dal 16 al 18 febbraio 2018. Per la sesta volta questo evento si è svolto nella città “degli angeli”, ed è stata una manifestazione stellare che si è conclusa con il 67° All-Star Game della NBA.
3 POINT CONTEST: IT’S TIME
La giornata di Sabato è dedicata alle schiacciate e ai tiri da tre punti. Proprio in riferimento a quest’ultima specialità, oggi andremo a “rivivere” la meravigliosa prestazione di, un giovanissimo, Devin Booker, che ha trionfato nel three point contest del 2018, stabilendo il nuovo record di punti realizzati; record che poi verrà battuto qualche anno dopo da Stephen Curry. Prima di addentrarci nel racconto però ecco una rapida spiegazione riguardante lo svolgimento del contest: questa specialità vede coinvolti i migliori tiratori della lega, i quali hanno a disposizione 25 palloni, equamente ripartiti in 5 “carrelli” posizionati al di fuori dell’arco dei 3 punti. Ogni canestro realizzato vale un punto, inoltre ogni giocatore ha disposizione una “money ball”, che vale due punti, per ogni carrello e un carrello composto da 5 money ball che ogni tiratore può posizionare dove meglio crede.
I tre giocatori che totalizzano il punteggio maggiore nel turno di qualificazione sono ammessi alla finale.
INIZIA LA SFIDA
Enunciate le regole è arrivato il momento di raccontare l’impresa datata 2018 di Booker. Oltre alla guardia dei Suns, hanno preso parte al contest: Klay Thompson, Tobias Harris, Wayne Ellington, Bradley Beal, Eric Gordon, Kyle Lowry e Paul George.
Il primo turno è stato di basso livello, nessun “contender”, infatti ha raggiunto quota 20, ma in particolare, la prestazione di Paul George è stata pessima, solo nove punti segnati e un maldestro tentativo di sponda fallito. Thompson e Booker hanno chiuso il primo round con 19 punti, qualifocandosi insieme a Harris, autore di 18 punti, per il round finale. Ottima la prestazione di Ellington, ma i 17 punti realizzati non gli consentono di arrivare alla sfida finale. Beal e Gordon chiudono rispettivamente a 15 e 12 punti, penultimo Lowry con 11 punti, davanti al già citato Paul George.

DBOOK, NESSUNO MEGLIO DI LUI
Ad aprire le danze nel round finale è Tobias Harris che preferisce partire in senso orario. L’ala dei Clippers inizia veramente bene, mette dentro quattro palloni su cinque del primo carrello, fallendo solo il tiro con la “money ball”, fa all-in (5/5) con il secondo carrello e ne mette altri quattro su cinque con il terzo, realizzando 14 punti sui 18 disponibili, il percorso è quasi perfetto; come quarto carrello arriva il “money rack”, ma Harris, probabilmente vinto dalla fatica, lo spreca malamente realizzando un solo tiro; perso ormai il ritmo conclude con un solo canestro nell’ultimo carrello, chiudendo con un totale di 17 punti, inferiore addirittura al suo punteggio di qualificazione.
Il secondo a presentarsi sul parquet dello Staples Center è Devin Booker, che al contrario di Harris opta per il senso antiorario. Con i primi tre carrelli, quindi su un totale di 18 punti, il cestista dei Suns ne totalizza 14, stesso risultato di Harris, ma lo stint finale è diametralmente opposto. Booker, infatti, non accusa la fatica e continua a mantenere ritmo ed esplosività; mette dentro tutti i palloni del quarto rack e conclude in maniera sontuosa mettendo dentro quattro “money ball” sulle cinque disponibili nel money rack. Il risultato finale è clamoroso, infatti mai nessuno prima di lui era riuscito a fare meglio, Stephen Curry e Klay Thompson detenevano il precedente record del contest con 27 punti, stabilito rispettivamente nel 2015 e nel 2016. Il totale alla fine della performance è di 28 punti realizzati sui 34 disponibili. Chiunque al suo posto si sarebbe lasciato trascinare dall’entusiasmo, ma Devin sa bene che il terzo ed ultimo contender non è uno qualunque, ad attendere il suo turno c’è, infatti, niente poco di meno che Klay Thompson, uno che ha fatto del tiro da tre un’arte.
Lo splash brother, procedendo in senso orario, inizia a prendere ritmo ma con qualche errore di troppo, alla fine del terzo carrello il punteggio è di 13, uno in meno rispetto a Booker e Harris che allo stesso punto del percorso avevano raccolto 14 pinti. Il quarto rack si rivela decisivo in negativo per il cestista degli Warriors, Klay mette dentro “solo” tre palloni su cinque, sancendo di fatto la fine del contest; avendo, infatti, concluso il penultimo carrello a quota 17, anche se avesse realizzato cinque canestri con le “money ball”, avrebbe potuto fare al massimo 27 punti. Il totale alla fine è 25, tre in meno rispetto a Devin Booker che vince il “three point contest” del 2018, diventando il secondo giocatore dei Suns a vincere il concorso, dopo Quentin Richardson.


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