La gara delle schiacciate è una delle tappe principali dell’All Star Week. Il three-point contest in passato è stato vinto da tiratori d’eccellenza come Stephen Curry, Klay Thompson e Kyrie Irving.
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KYRIE LEGGENDARIO
Come spesso accade, il talento di Kyrie Irving è in grado di accendersi e di brillare ad intermittenza. Durante la sua carriera, l’attuale giocatore dei Dallas Mavericks ha più volte dimostrato di essere un cestista imprevedibile, nel bene e nel male, anche per questioni extra-campo. Il dominio e la scioltezza con cui dialoga col pallone offrono un’immagine tecnica del nativo di Melbourne. La prestazione di 10 anni fa alla gara del tiro da ter punti, evento organizzato annualmente in occasione dell’All Star Weekend, rimane tutt’oggi una delle migliori pagine della storia della competizione.
RIASSUNTO E FORMATO
I sei partecipanti del three-point contest 2013 sono equamente divisi tra Eastern Conference e Weastern Conference. Dopo la prima fase, della durata di 70 secondi, in cui i cestisti cercano di segnare più canestri possibili, il giocatore col punteggio più alto di ciascun raggruppamento accede alla finale. Ogni canestro segnato vale un punto, ma in tutti i cesti è presente una magic-ball, dal valore di due punti.
Si arriva dunque alla finale, che prevede un secondo giro di carrelli tra due giocatori, uno dell’Est e uno dell’Ovest. Il cestista col punteggio più alto vince la competizione.

LA COMPETIZIONE
A Est sono presenti Kyrie Irving dei Cleveland Cavaliers, Paul Geroge di Indiana e Steve Novak dei Knicks. La Weastern Conference è rappresentata da Ryan Anderson, Matt Bonner e Stephen Curry, rispettivamente militanti a New Orleans, San Antonio e Golden State.
Il primo round vede Kyrie Irving come miglior giocatore a Est, con 18 punti totalizzati. A Ovest, invece, viene eliminato Stephen Curry per mano di Bonner, che con i suoi 19 punti stacca il biglietto per l’atto decisivo.
Irving apre le danze nella fase finale. Il play dei Cavs parte fortissimo sin da subito segnando 7 canestri consecutivi e 17 dei primi 18. In totale sbaglia 5 triple su 25, mandandone a bersaglio ben 20. Chiude a 23 punti che, considerata l’assenza del cesto pieno di magic-ball e dei 3-ball (palloni che valgono tre punti), è un punteggio elevatissimo.
Il destino di Bonner, vecchia conoscenza del basket italiano, sembra pressochè segnato. I tre errori inziali non lo aiutano, anzi, offuscano l’8 su 10 tra secondo e terzo carrello. L’ex ala grande di Messina, Toronto e Santantonio si ferma a 20 punti, un buon punteggio, ma non sufficiente ad impensierire la straordinaria prestazione di Irving.


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