
Ma vi ricordate quella sfida folle a suon di schiacciate tra Zach Lavine e Aron Gordon? Roba che nemmeno Batman vs Superman (per quanto il film sia comprensibilmente discutibile, ovviamente). L’anno però è lo stesso del blockbuster dedicato ai due supereroi (con buona pace di Howard e il suo mantello): 2016. Lasciamo il cinema e sceneggiature di dubbia qualità e addentriamoci nel grande spettacolo della Nba, che di pellicole godibili ce ne offre sempre tantissime. Una di queste è sicuramente datata 14 febbraio 2016. Lo scenario è l’all star game, celebrazione del basket spettacolo d’oltreoceano, sezione schiacciate, il gesto atletico probabilmente più bello di tutti. Attori protagonisti, Zach Lavine, al tempo in forza ai Minnesota Timberwolves, e Aaron Gordon, che vestiva la casacca degli Orlando Magic. Entrambi capaci di regalarci una serata indimenticabile, che per qualche ora di felicità ci ha riportato, e non esagero, alle gesta di un signorino con la casacca numero 23 (senza nulla togliere a Dom Wilkins o a Vince Carter) e in generale alle iconiche imprese della Nba che non c’è più.

Una sfida al settimo cielo, in tutti i sensi, con l’obiettivo di raggiungere le vette più alte e azzerare le distanze con gli dèi della palla al cesto. Divertimento puro, e improvvisa voglia di sognare l’impossibile. Di volare. Tra colpi di atletismo di livello mostruosamente elevato, potenza, esplosività, coordinazione, agilità e tecnica, e a giocate mai viste prima, per originalità, esecuzione e intraprendenza. Quattro schiacciate regolari di rara bellezza e due supplementari in qualche modo forzate dai voti dei giudici. E qui Gordon si ricorderà benissimo il 9 assegnatogli da Shaq che non gli ha permesso di imporsi sul rivale. Che, dal canto suo, ha deciso di riscrivere le leggi della fisica decollando dalla linea del tiro libero con un between the legs che gli ha poi effettivamente consegnato la vittoria. Si è parlato tanto della vittoria di Zach, perché la prestazione di Gordon è stata letteralmente spaziale. Soprattutto la schiacciata under the legs passando sopra la mascotte, ancora ben impressa nelle nostre memorie. Non avrà vinto, ma ha lasciato qualcosa in ognuno di noi, come nel complesso questa gara, che ha ridato credibilità e popolarità al dunk contest, entrando di diritto nella leggenda della pallacanestro.


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