Derby storici – “Derby eterno” di Sofia: Levski vs CSKA

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Il “derby eterno” è la sfida calcistica tra le due squadre di Sofia: il Levski Sofia e il CSKA Sofia sono le due squadre più vittoriose nella storia del calcio bulgaro, di cui sono le maggiori rappresentanti in Europa. La sfida tra i giovani nazionalisti che vivono in periferia (blu) contro i soldati dell’Armata Rossa rappresentanti del comunismo.

Sono le squadre più titolate a livello nazionale: 31 scudetti e 21 coppe nazionali il CSKA Sofia, 26 titoli nazionali e 26 coppe di Bulgaria il Levski. La lotta per il predominio, eterna come il derby, riguarda anche la supremazia territoriale. Una diarchia che influenza da sempre lo stile di vita dei rispettivi seguaci, è una rivalità che va ben oltre lo sport perchè riguarda anche tematiche sociali e culturali.

I primi a nascere furono i blu della Capitale nel 1914 quando Sofia era ancora la principale città di un Regno. La società era già entrata a far parte del calcio amatoriale da tre anni, ma venne ufficializzata e regolarmente registrata solo nel 1914 e il nome fu una dedica a Vasil Levski, eroe nazionale durante il risorgimento bulgaro. I rossi invece hanno una derivazione molto più recente e, come voleva la tradizione dell’est Europa. Il nome CSKA veniva scelto per rappresentare le squadre dell’esercito. Per questo motivo il rapporto con la popolazione fu sempre molto problematico. Il Levski era la squadra di riferimento del ministero dell’Interno, tanto è vero che, sull’onda delle tradizioni sovietiche, nel 1949 le autorità ne cambiarono il nome in Dinamo Sofia, tipico appellativo dato alle squadre legate alla polizia nazionale nei Paesi dell’Est.

Tale denominazione rimase fino al 1957, quando il processo di destalinizzazione portò al graduale distacco dalle imposizioni russe e il club tornò a chiamarsi Levski. Tuttavia, nel 1969, il Partito Comunista Bulgaro decise di unire Levski e Spartak Sofia in un’unica squadra, creando così il Levski-Spartak. Come avvenne per gli acerrimi rivali, fu solo nella stagione 1989/90 che il club assunse nuovamente, e in maniera definitiva, il nome originale.


C’è un episodio cruciale che vide protagoniste entrambe le compagini di Serdika, nome del primo insediamento della terza capitale europea più antica, oggi Sofia.

Era il 19 giugno 1985 e quel giorno si raggiunse l’apice delle ostilità: durante il derby valido per la Coppa di Bulgaria, giocato allo stadio nazionale Vasil Levski, lo spettacolo lasciò il posto al nervosismo e alla tensione che, alimentati anche da alcune discutibili decisioni arbitrali, sfociarono in ripetute risse tra i giocatori, oltre a una tentata aggressione ai danni dell’arbitro. La partita si concluse con la vittoria dell’Armata per 2 a 1, ma il comitato del Partito Comunista prese seri provvedimenti decidendo di sciogliere le due squadre e rifondarle sotto una nuova gestione.

Anche sugli spalti la rivalità è accesa, per usare un eufemismo. Si percepisce nei dintorni dei rispettivi stadi, che sono roccaforti fortemente personalizzate e vissute anche durante la settimana come luogo di ritrovo per i fanatici dell’uno e dell’altro schieramento. Il Balgarska Armija da una parte, “stadio dell’Esercito bulgaro”, dove gioca il CSKA, e dall’altra il Georgi Asparuhov, casa del Levski, intitolato all’omonimo idolo calcistico scomparso prematuramente nel 1971 in un fatale incidente stradale.

Le due tifoserie sono tra le più violente e con frange hooligans più estreme dell’intera Europa ed è per questo che la violenza è purtroppo divenuta la normalità. Entrambe con forti tendenze a destra e che hanno potuto creare ottimi rapporti anche con tifoserie italiane. Nel 2018 i gruppi del Settore A si sono riuniti tutti sotto l’unico nome di “Ultras Levski” e da anni è storico il loro gemellaggio con la Lazio. Gli ultras del CSKA invece prendono posto nel Settore G e tra i gruppi più temuti c’è quello degli “Animals” che nel Belpaese ha stretto grandi rapporti con la Curva Sud del Milan.

Il derby eterno di Bulgaria è indubbiamente passione, ma è soprattutto una questione di identità e amore viscerale per la propria squadra. L’aggregazione e il senso di appartenenza surclassano ogni aspetto sportivo. Il risultato è importante ma conta di più dimostrare che la propria tifoseria è migliore di quella avversaria.

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