Mancano solamente 4 giorni all’inizio del torneo più antico d’Europa, 5 per l’esordio della nostra Nazionale.

L’attesa è quasi finita: gli azzurri di Crowley si apprestano a disputare il 6 Nazioni con un ottimismo che mancava da diversi anni. Dopo il successo a Cardiff nella precedente edizione ed il primo storico scalpo ai Wallabies, Lamaro e compagni sono tornati a fare la voce grossa anche contro le squadre di prima fascia.
Malgrado l’elevatissimo livello che ogni anno caratterizza “Le Tournoi”, per l’Italia si presenta qualche occasione ghiotta, quantomeno sulla carta.
VINCERE NON E’ PIU’ UTOPIA

I 5 trionfi conquistati nell’arco di tutto il 2022 dimostrano che per la nostra Nazionale ottenere dei punti non sia più qualcosa di raro. Soltanto nel novembre del 2021 infatti l’Italia batteva l’Uruguay dopo 2 anni di sconfitte, mentre, a poco più di 365 giorni di distanza da quella sfida, ci presentiamo come “outsider” al Sei Nazioni.
Tuttavia ci è voluto del tempo per arrivare a raggiungere tale obiettivo, ma Kieran Crowley, con le varie modifiche apportate al gioco, sta finalmente raccogliendo ciò che ha precedentemente seminato. La scelta di utilizzare il 2-4-2 anziché l’1-3-3-1 (clicca qui per conoscere dettagliatamente il nuovo modulo offensivo utilizzato dall’Italia) ha indirizzato il nostro attacco verso un confronto meno muscolare, bensì più rapido ed imprevedibile. Basta dare un’occhiata al numero di ruck impostate negli ultimi match contro Samoa ed Australia (rispettivamente 65 e 56), rispetto a quelle contro il Galles nel Sei Nazioni 2020 sotto la guida di Franco Smith (complessivamente 110). Inoltre, dall’insediamento del tecnico neozelandese (luglio 2021), la Nazionale ha vinto 6 partite su 14, il 42%, superando di un soffio la percentuale di Pierre Berbizier, che tra il 2005 ed il 2007 conquistò ben 13 sfide su 31 (41,9%).
Da sottolineare anche le 27 marcature subite nell’ultimo Sei Nazioni contro le 34 incassate nel 2021, un notevole passo in avanti dal punto di vista difensivo sebbene l’Italia subisca una media di 5 mete a partita.
“MI ASPETTO ALMENO DUE VITTORIE”
Il Presidente della FIR Marzio Innocenti non ha dubbi: quest’Italia può e deve giocarsela contro tutte. Persino in occasione delle amichevoli autunnali aveva pronunciato tali parole, e le due vittorie erano effettivamente arrivate.
Sebbene restare coi piedi per terra non faccia mai male, la possibilità di sorprendere qualche avversaria come Inghilterra, Galles e/o Scozia ci sia realmente.
Tuttavia al primo turno l’avversaria degli azzurri sarà la Francia, che non perde da 13 partite consecutive e tra pochi mesi ospiterà la rassegna iridata. Nonostante Ollivon, Willemse e Cros siano tornati a disposizione di Galthié, i Blues dovranno fare i conti anche con qualche assenza di peso: Danty, Cros, Lucu e Woki infatti non scenderanno in campo in questo Sei Nazioni.
Nella seconda giornata saremo poi impegnati a Twickenham, nel tempio del rugby inglese, mai espugnato dalla Nazionale sebbene quest’anno un sito rugbistico molto noto, Planet Rugby, abbia recentemente auspicato a un successo esterno. La guida tecnica del XV della Rosa è recentemente passata da Eddie Jones a Steve Borthwick, suscitando tanto entusiasmo quante incertezze a pochi mesi dal mondiale. Essendosi insediato poche settimane fa, è stato costretto a prendere certe decisioni in modo “sbrigativo”, oltre a questioni interne non semplici (come quella tra Smith e Farrell) da dover risolvere. Dunque potenziale occasione per Lamaro e compagni.
A metà cammino sarà la volta dell’Irlanda, assetata di vendetta dopo il titolo sfuggito lo scorso anno. La Nazionale numero 1 del ranking disputerà tra le mura amiche dell’Aviva Stadium il big match contro la Francia, oltre ad ospitare la Scozia nella quarta giornata. A Roma si prospetta un match senza storia, nella quale l’Italia dovrà reggere l’urto nelle fasi statiche per cercare di mettere sabbia nell’ingranaggio avversario.
L’11 marzo, sempre all’Olimpico, andrà in scena il match più atteso dagli appassionati del Bel Paese. Nella Città Eterna infatti approderà il Galles, che in maniera quasi analoga all’Inghilterra ha apportato delle modifiche allo staff, decretando il licenziamento di Pivac ed il conseguente ritorno di Warren Gatland. Quest’ultimo alla guida dei dragoni ha ottenuto ben 3 Sei Nazioni tra il 2007 ed il 2019, e saprà sicuramente come risollevare i britannici dopo le diverse delusioni degli ultimi mesi, tra cui le sconfitte casalinghe contro Italia e Georgia. Oltre al tecnico neozelandese hanno fatto i loro innesti persino Alex King e Mike Forshaw, rispettivamente come tecnici dell’attacco e della difesa. Come se tutto ciò non bastasse, lo staff dovrà fare i conti persino con i vari infortuni che da diverso tempo falcidiano il Galles.
L’ultimo appuntamento sarà contro la Scozia a Murrayfield, impianto nella quale l’Italia trovo la prima vittoria esterna della storia al Sei Nazioni nel 2007. Anche tra gli uomini di Townsend – che probabilmente andrà altrove dopo la rassegna – l’ottimismo non regna sovrano, visto l’improvviso addio del tecnico degli avanti AB Zondagh. A tali complicazioni si aggiungono le assenze di Graham, Cummings e Darge, oltre alla forma fisica non ottimale di Fagerson e Watson. Gli Highlanders non sono dunque nel migliore dei momenti, sebbene espugnare Edimburgo resti sempre un’impresa.
IL CALENDARIO DELLE PARTITE DELL’ITALIA
I giornata – 05.02.23 – Roma, Stadio Olimpico – ore 16
Italia v Francia
II giornata – 12.02.23 – Londra, Twickenham Stadium – ore 15 locali (16 italiane)
Inghilterra v Italia
III giornata – 25.02.23 – Roma, Stadio Olimpico – ore 15.15
Italia v Irlanda
IV giornata – 11.03.23 – Roma, Stadio Olimpico – ore 15.15
Italia v Galles
V giornata – 18.03.23 – Edimburgo, Murrayfield – ore 12.30 locali (13.30 Italiane)
Scozia v Italia
Le partite dell’Italia verranno trasmesse in chiaro su TV8, con Sky Sport che oltretutto manderà in onda l’intero torneo in diretta.

Lascia un commento