Continua il nostro viaggio nel tempo della Formula uno, andando a riscoprire team che hanno fatto la storia della massima categoria automobilistica e che in un certo senso sono collegati a quelli del presente.
Oggi vi portiamo a Silverstone, dove ha sede la scuderia dell’Aston Martin, e prima di essa ci sono stati altri team e allora riavvolgiamo il nastro e torniamo al 1991
L’ERA DELLA JORDAN (1991-2005)
La prima scuderia com sede a Silverstone fu la Jordan Grand Prix, fondata dall’irlandese Eddie Jordan.
Quest’ultimo inizialmente aveva fatto esordire la sua squadra nelle categorie minori, come la Formula 3 e la Formula 3000, lungo il corso degli anni ’80, ma a inizio anni ’90 decide di fare il grande salto ingaggiando l’esperto progettista Gary Anderson e portando così la Jordan in Formula uno a partire dal 1991.
Per la prima stagione in F1 Eddie Jordan ingaggia Andrea De Cesaris e Bertrand Gachot come piloti. Il belga però sarà costretto a lasciare il sedile a causa di guai giudiziari e proprio nel Gp del Belgio a sostituirlo ci fu Michael Schumacher, che al debutto assoluto si piazzò settimo nelle qualifiche ma poi un guasto alla vettura gli impedirà di prendere parte alla gara, anche se la Benetton decide comunque di ingaggiarlo. A quel punto per le ultime gare della stagione Gachot sarà sostituito prima da Moreno e poi da Zanardi. Nel complesso per il team di Eddie Jordan la prima stagione in massima serie si conclude con un 5° posto in classifica costruttori e 13 punti conquistati.

Il successivo biennio invece sarà difficile per il team che si stabilizza nelle retrovie non trovando competitività.
Nel 1994 però con la coppia Irvine-Barrichello la scuderia irlandese torna a centro gruppo e proprio Barrichello al GP del Pacifico regalerà il primo podio alla squadra. Lo stesso brasiliano però sarà vittima di un terribile incidente in quel maledetto weekend di Imola, dove comunque se la cavò con la frattura di due costole.
A fine stagione la Jordan chiude 5° e si conferma a metà classifica anche nel ’95 e nel ’96 quando Brundle sostituì Irvine, passato alla Ferrari
Anche nella stagione ’97 la Jordan si conferma al 5° posto con una line-up rivoluzionata che vede come alfieri del team di Silverstone il tedesco Ralf Schumacher e l’italiano Giancarlo Fisichella.
L’anno successivo al posto di Fisichella arriverà il campione del mondo 1996 Damon Hill e proprio lui nel Gp del Belgio regalerà alla Jordan la prima vittoria della sua storia, con il secondo posto di Ralf Schumacher che completa la doppietta del team irlandese, l’unica della sua storia.
A fine stagione la Jordan ottiene il miglior piazzamento di sempre con il 4° posto nel mondiale costruttori dietro alle tre grandi (Ferrari, McLaren e Williams), ma andrà ancora meglio nella stagione ’99.
Qui infatti la Jordan effettua uno scambio di sedili con la Williams che porterà Ralf Schumacher a Grove e Heinz Harald Frentzen a Silverstone e proprio quest’ultimo regalerà alla scuderia di colore giallo la migliore stagione di sempre.
Infatti il tedesco fino alla penultima gara sarà matematicamente in corsa per il titolo con Eddie Irvine e Mika Hakkinen, cogliendo due vittorie a Magny Cours e Monza e portando la Jordan al 3° posto nella classifica costruttori, miglior risultato di sempre per la scuderia di Eddie Jordan.

Da quel momento però inizierà il declino del team di Silverstone che nel triennio 2000-2002 prima con Frentzen e Trulli e poi con Fisichella e Sato riesce comunque a mantenersi a centro gruppo ma i fasti di fine anni ’90 sono lontani.
Dal 2003 però la mancanza di fondi e la perdita di fornitura dei motori da parte di Honda, sostituita con i meno competitivi propulsori Ford, ha portato la Jordan ad essere una squadra da fondo griglia, capace di competere con la sola Minardi.
Nonostante questo però proprio nel 2003 in Brasile Giancarlo Fisichella ottiene una rocambolesca vittoria, assegnata definitivamente solo dopo una settimana, nel Gp del Brasile, che sarà l’ultimo successo della Jordan in Formula 1.
A fine 2004, dopo una stagione chiusa con appena 5 punti in classifica, Eddie Jordan cede la scuderia al gruppo Midland, che però decide di mantenere lo stesso nome al team anche per il 2005, dove con Tiago Monteiro ottiene l’ultimo podio della storia del team irlandese nel controverso Gp di Indianapolis disputato da sole 6 vetture.
A fine 2005 con un campionato chiuso al 9° posto con 12 punti in classifica, la Jordan chiude i battenti dopo 15 anni di onorata carriera
MIDLAND (2006)
Il gruppo Midland a fine 2005 decide di ribattezzare la squadra come ‘Midland F1 Team’ a partire dal 2006 e cambiando la nazionalità del team da irlandese a russa.
Come piloti viene confermato Tiago Monteiro e ingaggiato Christian Albers, proveniente dalla Minardi.
La Midland tuttavia si rivelerà poco competitiva, chiudendo la stagione senza punti al 10° posto, davanti alla sola Super Aguri.
A fine 2006 la Midland sarà ceduta ad una cordata olandese che ribattezzerà la squadra con il nome di ‘Spyker’

SPYKER (2007)
Nel 2007 dunque la Spyker prende il posto della Midland e conferma Albers al volante insieme all’esordiente Adrian Sutil.
Proprio Albers a metà stagione sarà licenziato e sostituito prima da Markus Winkelhock e poi da Sakon Yamamoto. Proprio Winkelhock nell’unico Gp disputato, quello di Europa, riuscì a condurre la corsa per un paio di giri.
L’unico punto del team olandese però viene portato a casa da Sutil con l’ottavo posto nel GP del Giappone e consentirà alla Spyker di chiudere il mondiale al 10° posto, davanti solo alla McLaren squalificata dalla classifica.
A fine 2007 una cordata indiana guidata dall’imprenditore Vijay Mallya acquisterà la scuderia ribattezzandola Force India

FORCE INDIA (2008-2018)
La Force India avrà vita più longeva nel circus rispetto alle due predecessori, richiamando in parte la Jordan.
Tuttavia l’avventura nel circus del team Indiano non è iniziata in modo facile. Nonostante l’ingaggio dell’esperto Fisichella a fianco di Sutil, il 2008 della Force India si chiude all’ultimo posto senza conquistare alcun punto, portando il team ad essere la ‘cenerentola’ della griglia.
Questa situazione proseguirà anche nel 2009 ma nel GP del Belgio Fisichella ottenne una clamorosa pole position e in gara si piazzò secondo regalando il primo podio alla scuderia indiana. Nel GP successivo anche Sutil ottiene la prima fila in griglia per poi chiudere quarto al traguardo della gara e con 13 punti totali la Force India riuscirà ad evitare l’ultimo posto in classifica a discapito della Tororosso

Nel successivo quadriennio, con un alternarsi al volante tra Sutil, Liuzzi, Di Resta e Hulkenberg la squadra indiana riesce a stabilirsi come un team di metà gruppo fornendo ottime prestazioni.
La svolta avverrà nel 2014 con l’avvento dell’era ibrida e la competitività dei motori Mercedes.
Con Hulkenberg e Perez al volante la Force India ritrova il podio dopo 5 anni e comincerà una scalata in classifica che la porterà dal 6° posto del 2014, al 5° del 2015 e al 4° nel 2016 e nel 2017, dove in quest’ultima stagione Con ha preso il posto di Hulkenberg, passato alla Renault.
Nel 2018 nonostante il podio di Perez a Baku la scuderia subisce una flessione chiudendo settima nel mondiale e a causa dei guai finanziari del patron Vijay Mallya il team sarà venduto alla cordata Racing Point guidata da Lawrence Stroll
RACING POINT (2019-2020)
Con l’avvento della Racing Point avviene anche l’avvicendamento tra Ocon e Lance Stroll al volante del team, con il canadese che affianca Sergio Perez.
Il 2019 si chiude con un discreto settimo posto ma è nel 2020 che arriva il salto di qualità.
Infatti grazie alla partnership con Mercedes il team disputa una stagione che lo vede spesso nelle prime posizioni e infatti conquisterà la pole in Turchia con Stroll e la vittoria nel GP di Sakhir con Sergio Perez, chiudendo la stagione al 4° posto per una squalifica nel Gp di Stiria, altrimenti sarebbe finita in terza posizione.

ASTON MARTIN (2021-OGGI)
Nel 2021 la Racing Point viene rinominata Aston Martin, riportando la gloriosa casa britannica in Formula uno.
Al posto di Sergio Perez arriva il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel che porterà nel team tutta l’esperienza possibile.
Nonostante questo però sia il 2021 che il 2022 dell’Aston Martin si sono chiusi al 7° posto e ora con un Fernando Alonso in più nel team sarà il momento di fare il decisivo salto di qualità.



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