È il 23 gennaio 2015 quando Klay Thompson segna 37 punti nel terzo quarto della sfida tra i Sacramento Kings e i Golden State Warriors alla Sleep Train Arena. Tutt’ora è il record NBA all-time di punti segnati in un singolo quarto.
LA STORIA
Durante la stagione 2014/2015 Golden State si trova al comando della Western Conference e si appresta a vincere il primo dei 4 titoli conquistati in 8 anni, dando origine alla dinastia dei Dubs. In una normale serata di gennaio i Warriors sono impegnati in trasferta a Sacramento, contro gli anonimi Kings per una partita della Pacific Division. È il classico match da cui ci si può aspettare qualsiasi cosa, ma non una prestazione che rimarrà nella storia del basket NBA.
Klay Thompson ha altre idee e decide di rendere la serata leggandaria. Lo show inizia a 2′ 10” dall’inizio del quarto sul punteggio di 58 pari. La guardia di Steve Kerr segna i primi due punti con penetrazione e virata, seguiti dalla prima di 9 triple a bersaglio. Dopo pochi secondi Klay fa ancora canestro da 3, su assist dell’amico e compagno Stephen Curry, con cui combina il successivo alley-opp. In poco più di 2 minuti segna tre triple consecutive, che permettono a Golden State di fuggire sul +12. Klay Thompson, però, non è ancora soddisfatto e decide di proseguire con un attacco al ferro e un tiro da 3 punti catch-and-shoot che tocca solo la retina. Si ripete con un palleggio, arresto e tiro da 2 e l’ennesima tripla dall’angolo, specialità della casa. Klay stabilisce il definitivo 13/13 dal e 9/9 da tre con l’ultima tripla da dietro l’arco del quarto. Thompson ha già messo a referto 35 punti, ma decide di ritoccare il tabellino con 2 tiri liberi a 4.9 al termine.

IL RECORD
Il figlio di Mychal si è regalato una serata storica, demolendo il primato per numero di punti NBA segnati in un quarto. Il record precedente apparteneva a Carmelo Anthony e a George Gervin, che ne segnarono 28 rispettivamente nel 1978 e nel 2008. Al termine della partita Steve Kerr, coach dei Golden State Warriors, volle sottolineare la prestazione del suo numero 11:
Sono stato uno dei giocatori NBA più fortunati di sempre a giocare con Michael Jordan, Tim Duncan e David Robinson, alcuni dei più grandi giocatori di sempre. Molte cose spettacolari che Michael ha fatto, che ha fatto ogni notte, non l’ho mai visto farlo. Thompson ricordava Michael, che era una specie di ultraterreno.
Anche a 6 anni di distanza, il 23 gennaio 2021, quando Thompson era appena tornato da un doppio infortunio al crociato e al tendine d’Achille, ha voluto ricordare il fascino di quel match:
Direi che quello che è accaduto sei anni fa contro Sacramento, è l’esperienza più incredibile in un’arena, con tutti i riflettori puntati su un solo giocatore. Fu difficile capire cosa stava accadendo. Fu come un’esperienza religiosa, mistica, davvero.

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