
Si sono conclusi nella mattinata odierna gli ottavi di finale (o 4° turno) del primo slam stagionale, l’open d’Australia, come di consueto in scena a Melbourne.
L’unico esponente del “Bel Paese” rimasto in terra oceanica con l’obiettivo di riportare un titolo dello slam in Italia, 47 anni dopo Adriano Panatta, era Jannik Sinner, il quale aveva però già faticato contro l’ungherese Fucsovics in occasione del terzo turno. Il nativo di San Candido nulla ha potuto contro uno Stefanos Tsitsipas in grande spolvero, che ha dominato in lungo e in largo i primi due set prima di subire la prepotente rimonta di Sinner conclusasi nel quinto set, quando il numero uno italiano ha patito le fatiche delle prime quattro frazioni di gioco e del match precedente, non riuscendo a contenere l’urto di Tsitsipas. In caso vincesse il major australiano, l’ateniese di nascita diventerebbe numero uno del mondo, portando per la prima volta un ellenico in vetta alla classifica mondiale.
Finisce così uno slam oltremodo fallimentare per i colori italiani, portati al terzo turno solamente dal sopracitato altoatesino e da Camila Giorgi. Sono incredibilmente usciti al primo turno Lorenzo Musetti, con molte probabilità scosso dalle vicende che riguardavano l’assenza in panchina del suo coach, e Matteo Berrettini, la cui mente non è in realtà mai scesa in campo nel match contro Murray.
Tsitsipas dovrà affrontare ai quarti di finale il ceco Lehecka, che si è imposto di dovere su Auger-Aliassime, ennesima vittima della serie Netflix “Break Point”. Korda-Khachanov è il secondo e ultimo quarto di questo spicchio di tabellone.
NOLE IN SCIOLTEZZA, RUBLEV FERMA RUNE.

C’erano vari dubbi sulle condizioni fisiche di Novak Djokovic, ma il serbo li sta smentendo tutti tramite prestazioni che di umano hanno ben poco; il vincitore di 21 slam ha annichilito il padrone di casa Alex De Minaur con un impressionante 62 61 62. Djokovic affronterà ai quarti Andrey Rublev, il quale ha battuto dopo cinque intensi e altalenanti set il giovane danese Holger Rune.
Sarebbe stato impossibile pronosticare l’altro quarto di finale della parte bassa di tabellone: Ben Shelton, ventenne di Atlanta per la seconda volta in carriera in un main draw di un grande slam, ha battuto dopo quasi quattro ore l’ennesima sorpresa Jeffrey John Wolf e sfiderà Tommy Paul, trionfatore su Bautista-Agut.

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