Ripercorriamo la storia che ha portato al team Alpine. Iniziamo da principio.
TOLEMAN (1977-1985)
La Toleman è stata la fondatrice di tutte le scuderie che avranno sede a Enstone, nel Regno Unito. La sua storia si lega alla formula uno ed, in particolare, ad uno dei piloti più forti ed influenti della sua epoca: Ayrton Senna. Fu infatti con la scuderia fondata da Ted Toleman che il brasiliano fece il suo debutto nella massima serie
Fondata nel 1977, fece il suo esordio assoluto in F1 nel 1981, forte della sua esperienza e del suo passato illustre nelle formule minori. Gli esordi però non furono all’altezza delle aspettative tant’è che la macchina assunse l’appellativo dispregiativo di ‘Flying pig’ (=maiale volante) a causa del troppo peso e del modestissimo motore.
Ciononostante, le idee erano molto chiare e, soprattutto grazie all’esperienza dei piloti ai quali fu affidato il compito di sviluppare la vettura, i primi risultati non tardarono ad arrivare. Le esperienze acquisite a cavallo del 1982/1983 servirono per realizzare una vettura decisamente più performante, che venne affidata nelle mani di un novello del mestiere: Senna.
Il 1984 fu la stagione d’oro: Senna arrivò secondo a Montecarlo, sotto il diluvio e terzo al Gran Premio di Gran Bretagna. La vettura ottenne poi un altro podio (sempre grazie al fenomeno brasiliano) al Gran Premio d’Italia. Risultati simili sarebbero potuti anche aumentare se non che il team decise di sospendere l’attività di Senna dopo quel podio, a causa della mancata comunicazione della firma con la Lotus per l’anno seguente.
La stagione si chiuse con 16 punti costruttori ed il settimo posto in classifica finale (miglior risultato alla fine di una stagione).
La storia della Toleman termina qua: nel 1985, Michelin annuncia il ritiro dalle corse automobilistiche e il team non riesce a trovare un nuovo fornitore gomme. A maggio del 1985, dalle ceneri della Toleman nacque la Benetton Formula. Il meglio deve ancora venire…

BENETTON FORMULA (1985-2001)
Quando Luciano Benetton, nel maggio 85, rileva la scuderia per due milioni di sterline, si impone subito obiettivi ambiziosi: giocarsela alla pari con le due grandi scuderie del momento, ossia la Williams e la Ferrari. Essere la terza forza in campo.
Dal 1986, anno della prima iscrizione del team al campionato mondiale, la monoposto ottenne risultati importanti: al terzo GP della stagione ottiene il primo podio (Gerhard Berger, terzo a San Marino) e ottenne poi, nello stesso anno, la prima pole position al Gran Premio d’Austria e il primo trionfo in Messico. Nel 1987, i risultati più o meno si equivalgono: arrivano due terzi posti in Austria e in Australia.
Nel 1988 avviene un’altra rivoluzione: all’interno del team arriva Flavio Briatore e si porta Nannini come pilota. I terzi podi, a fine stagione, salgono a sette: 5 con Bousten e due con Nannini. Il team però non sembra accontentarsi: vuole vincere, lasciare le briciole agli avversari; ma anche l’anno successivo i risultati sono sulla stessa lunghezza d’onda degli altrise non che Nannini vinse la sua unica gara in carriera in Giappone (secondo successo iridato per il team).
Il 1990 è l’anno cruciale per il team: la scuderia britannica riesce ad ingaggiare il tre volte campione del mondo, Nelson Piquet, a riprova della voglia di issarsi alle prime posizioni della classifica e rimanerci il più a lungo possibile.
Tuttavia, nel mese di ottobre, Nannini rimase vittima di un incidente in elicottero nel quale perse l’avambraccio destro. Finisce così la sua storia nel circus e verrà sostituito da Moreno.
Il brasiliano è salito sul gradino più alto del podio in due Gran Premi, e nel Gran Premio del Giappone arriva anche la prima doppietta.
Nel 1991, la scuderia si prepara ad un’altra ‘nuova epoca’: in primis questa rivoluzione è estetica dato che il colore predominante diventa il giallo (dovuta al nuovo sponsor Camel) e soprattutto perché riesce a mettere sotto contratto un giovane tedesco di belle speranze, capace di ottenere con la Jordan un ottimo settimo posto in griglia in Belgio. Il suo nome? Un nome che sarà scolpito nella storia di tutti gli sport: Michael Schumacher. Farà il suo esordio con la nuova scuderia nelle ultime cinque uscite stagionali al posto di Moreno.
Gli anni successivi servono ad entrambi per conoscersi meglio: Schumacher ottiene il primo podio in Messico ed il primo successo in Belgio nel 1992; mentre nel 1993 si prende la corona portoghese.
Nel 1994 ci fu una nuova rivoluzione cromatica: la macchina sarà azzurra a causa del nuovo sponsor (Mild Seven).
L’anno si apre nel migliore dei modi: Schumacher vinse le prime sei gare (Brasile, Pacifico, San Marino, Monaco, Canada, Francia), si ripete poi in Ungheria e nel Gp d’Europa. Verrà squalificato in Gran Bretagna, Belgio e salterà due gare per questo motivo. Tutti questi successi porteranno il tedesco sul tetto del mondo.
Nonostante tutti questi successi, è il 1995 il più prolifico in quanto oltre al secondo titolo consecutivo di Schumacher, il team riesce a conquistare anche il campionato costruttori (primo ed unico).
Sebbene la licenza italiana, arrivata nel 1996, Schumacher passa alla Ferrari e i successori (Jean Alesi e Berger) non riescono nelle imprese del Kaiser, e l’anno successivo sarà proprio Berger a regalare al team l’ultimo successo di sempre.
Gli ultimi anni di vita della scuderia verranno segnati dall’ultima pole position, firmata Giancarlo Fisichella, 3 terzi posti in due anni, e due terze piazze, il tutto con la firma del pilota romano.
Nel 2000, il marchio Renault acquista la Benetton e rimette ai vertici Briatore (che aveva abdicato nel 1998).


RENAULT F1 (2002-2020)
C’è da dire che la Renault ha avuto una storia lunghissima in F1. E’ iniziata nella seconda metà degli anni 70, e con gli anni il team diventa sempre più importante e ciò va di pari passo con i successi ottenuti in pista. La prima parte della storia finisce con il 1985 (e con il ritiro della Toleman dalle corse), e da quell’anno si limita a fornire motori ad altre scuderie.
Sarà solo 2002 che si può effettivamente parlare di un ritorno ufficiale in pista.
Nonostante l’assenza di podi (ma non di competitività) della prima stagione arrivano tantissimi piazzamenti molto buoni, soprattutto grazie al britannico Jenson Button (4 in Malesia ed in Brasile) e a Jarno Trulli (4 in Italia e a Monaco).
Ovviamente non si può parlare di Renault senza parlare di chi ha fatto la storia del team: Fernando Alonso. Alla sua prima stagione ufficiale con il team, l’iberico sorprende il mondo interno con una vittoria in Ungheria condita da altri tre podi (2 posto in Spagna e 3 in Malesia ed in Brasile), mentre il più esperto Jarno Trulli si accontentare di una sola terza piazza in Germania. Nel 2004 sarà Alonso ad ottenere i risultati più interessanti per la casa francese ma, non riesce nell’impresa di vincere una gara, impresa che invece riuscirà al compagno di box, Trulli nel Gp di Montecarlo.
Nel 2005 la Renault fa la voce grossa ottenendo i primi due mondiali della sua storia: Alonso vince il primo titolo piloti della carriera grazie a sette vittorie (Malesia, Bahrain, San Marino, Europa, Francia, Germania e Cina), mentre il titolo costruttori arriva anche grazie alla solidità dei risultati ottenuti da Giancarlo Fisichella, tra cui un primo posto in Australia.
Entrambi i successi saranno bissati anche l’anno successivo: Alonso fa il cosiddetto ‘back to back’ vincendo il secondo mondiale di fila (impresa riuscita quest’anno anche a Max Verstappen) grazie a sei vittorie, ed altrettanto fa il team, portandosi a casa il secondo titolo costruttori di fila.
Nonostante ci fossero tutte le carte in regola per poter fare addirittura il tris di successi, Alonso decide di accasarsi con la McLaren. Questa scelta, di fatto, coinciderà con un periodo di magra per il team di Enstone in quanto l’unico podio della stagione sarà firmato Kovalainen, in Giappone.
Dopo un anno particolarmente difficile in McLaren, principalmente dovuto alla convivenza con il ‘rookie’ Lewis Hamilton, Alonso torna in Renault ma il passo indietro fatto l’anno precedente si fa ancora sentire: i primi posti saranno solamente due e gli ultimi per ora per il team transalpino (Singapore e Suzuka entrambi nel 2008), mentre nel 2009 arriva solamente un terzo posto, sempre a Marina Bay. Non farà eccezione il 2010, con le uniche soddisfazioni dell’anno arrivate grazie al pilota polacco Kubica, capace di ottenere tre podi (2 in Australia e 3 a Montecarlo ed in Belgio).
L’anno seguente si assiste ad una vera e propria rivoluzione: la livrea diventa nera oro e la licenza di gara diventerà britannica, in seguito alla partnership con Lotus. Ciononostante, i risultati sono sempre molto magri: solo due terzi posti con Petrov in Australia e Heidfeld in Malesia. Per vedere una vera Renault nuovamente in F1 bisognerà aspettare il 2016, quando il team Lotus verrà riacquistato.
Con Kimi Raikkonen, al rientro nel Circus dopo due anni sabbatici nei rally (e addirittura nella Nascar), i risultati per la Lotus non hanno tardato ad arrivare, con due vittorie a cavallo tra il 2012 (ad Abu Dhabi con l’ultimo campione del mondo Ferrari) e il 2013 (in Australia, sempre grazie al finlandese) coronate dalle prestazioni e dalla crescita di un giovane già in ottica Renault da un po’ di anni, Romain Grosjean.
Dopo un 2014 difficilissimo e per il team e per i piloti, a causa di una macchina non all’altezza delle aspettative, il 2015 si apre all’insegna di una monoposto che, nei test precampionato, sembra essere nata bene, ma una carenza di fondi (che terminano il periodo Lotus) non permettono di sviluppare sufficientemente la monoposto con il conseguente allontanamento rispetto ai top team.
L’annata del 2018 pare essere la più promettente dal ritorno, complice anche una lineup giovane ma già con esperienza: Hulkenberg e Sainz jr. I risultati migliori rimangono i due quinti posti (in Azerbaigian e in Germania), ma la fama del team e la sua voglia di tornare a competere per i vertici di classifica fanno si che Daniel Ricciardo firmerà un contratto biennale, sostituendo Sainz. Il finale di stagione è in crescendo, con i miglioramenti che saranno esponenziali. Di fatto chiuderà l’anno al quarto posto della classifica, dietro ai soli team irraggiungibili (Mercedes, Ferrari e Red Bull).
Sebbene l’arrivo di Ricciardo abbia dato una spinta dal punto di vista degli sponsor al team, la stagione 2019 parte male: pochissimi piazzamenti a punti e prestazioni della macchina che sono sensibilmente peggorate rispetto al 2018. Ciononostante, dopo la pausa estiva i piazzamenti a punti si fanno più frequenti, raggiungendo l’apice al Gran Premio di Monza con il quarto posto di Ricciardo, seguito a ruota da Hulkenberg. Il bilancio finale di 91 punti vale la quinta posizione finale.
Il 2020 è l’anno del ritorno: al Gran Premio dell’Eifel, infatti, Ricciardo riporta la Renault sul podio a distanza di 9 anni dall’ultima volta (Gp della Malesia 2011, Heidfeld), tagliando il traguardo in terza posizione. Lo stesso pilota si ripete nel Gran Premio dell’Emilia Romagna, regalando un altro terzo posto alla squadra, ma il podio più prestigioso della stagione se lo aggiudica il compagno di box, Esteban Ocon (subentrante di Hulkenberg), che vede la bandiera a scacchi per secondo al Gran Premio di Sakhir. I punti, alla fine della stagione saranno ben 181, e garantiranno il quinto posto per il secondo anno consecutivo.
A settembre dello stesso anno si chiude l’era Renault per aprire un nuovo ciclo: il ciclo della Alpine.


ALPINE F1 (2021- )
Il 2021 della nuova scuderia si apre con graditissimo ritorno: il pilota spagnolo Fernando Alonso si vestirà del colori Alpine per la terza volta in carriera. Il suo ritorno aumenta le già alte aspettative che la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori ha nel team.
Malgrado un po’ di ritiri dovuti all’affidabilità, la Alpine torna sul gradino più alto del podio, con un pilota francese (Ocon, Gran Premio d’Ungheria) dopo ben 28 anni, quando Prost tagliò per primo il traguardo al Gran Premio d’Austria nel 1983.
La vittoria della monoposto numero 31 sarà l’ultima per team transalpino per il momento. Alonso concluderà il Gran Premio del Qatar il terza piazza e questo è l’ultimo podio per l’Alpine. Sia nella stagione 2021, il team di Enstone chiuderà al quinto posto della classifica finale; mentre nel 2022 il risultato viene migliorato, riuscendo a scavalcare la McLaren al quarto posto finale.
Per il 2023, il team si affiderà completamente ad una lineup francese: in seguito all’accasarsi alla Aston Martin di Alonso, il team ha deciso di affidare la seconda guida al francese Pierre Gasly.


Lascia un commento