Klay Thompson, 54 motivi per sorridere.

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Gli infortuni e i mesi passati in infermeria sono solo un lontano ricordo. Un anno fa Klay Thompson era prossimo al rientro, oggi si è ripreso i Golden State con 54 punti contro gli Atlanta Hawks.

LA GRANDEZZA DI KLAY THOMPSON

La storia cestistica di Klay Thompson ha inizio nel 2011, quando i Golden State Warriors spendono l’11^ chiamata assoluta per assicurarsi il talento di Los Angeles, proveniente dall’università di Washington State. Nel giro di pochi anni si afferma come uno dei migliori tiratori in NBA, in grado di scalare la classifica All-Time di tiri da 3 realizzati. Oggi è 13^ con 2032 triple segnate, ma ha dovuto rimanere fermo due anni e mezzo per infortunio. Considerando la media di 224,75 triple segnate a stagione (numeri abbassati dai 111 canestri nell’annata da rookie), se Thompson avesse mantenuto queste cifre nelle stagioni 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 – annate che ha interamente o parzialmente saltato – occuperebbe la quarta posizione con 2592 tiri da 3 segnati, a 59 canestri da Harden. Sono dati che sicuramente lasciano il tempo che trovano poiché ogni atleta, nel corso della sua carriera, è soggetto agli infortuni, ma fanno sicuramente capire le immense qualità di Thompson come tiratore. Con il compagno di squadra Stephen Curry forma una delle coppie più pericolose della lega, gli “Splash Brothers”.

La presentazione di Thompson in maglia Golden State nel 2011.

DALLE FINALS 2019 AI CAVS: IL CALVARIO

Il video di Thompson alle Finals 2019 ha fatto il giro del mondo. A 2’ dalla fine del terzo quarto è atterrato appoggiando in modo innaturale la gamba sinistra dopo un duello aereo con Danny Green, rotolando e distendendosi lungo il parquet della Oracle Arena. I tifosi della Baia si sono improvvisamente ammutoliti, per poi invocare e urlare in coro il suo nome. Thompson si è avviato verso gli spogliatoi accompagnato da alcuni componenti della squadra, prima di girarsi e tornare per tirare i liberi. Nonostante lo sforzo e il coraggio di Klay, il sogno del “Three-Peat” degli Warriors si è interrotto la sera stessa contro i Toronto Raptors di Kawhi Leonard. A poche ore dal termine dell’incontro gli esami hanno diagnosticato la rottura del legamento crociato e lo stop per l’intera stagione 2019/2020. Inoltre, Klay Thompson aveva il contratto in scadenza, ma da free agent ha deciso di rifirmare con Golden State al massimo salariale fino al 2024.
A più di un anno di distanza era pronto a tornare in campo e dare la caccia ad un nuovo titolo NBA insieme a Steph Curry, ma senza Kevin Durant, passato ai Brooklyn Nets insieme a Kyrie Irving e James Harden. Con la stagione NBA alle porte, Thompson accelera la riabilitazione per tornare in gruppo, ma durante una sessione di tiro appoggia male il piede provocandosi una lesione al tendine d’Achille. Il figlio di Mychal è costretto a rimanere fermo un altro anno, che porterà il contatore a 941 giorni senza calcare un parquet NBA.
Golden State decide di basare il secondo recupero su calma e parsimonia, posticipando più volte il suo rientro. Si è rivisto in una partita ufficiale soltanto il 9 gennaio 2022 contro Cleveland. Nel giorno del suo ritorno ha segnato 20 punti con 3/8 da tre punti in 20 minuti. Durante i primi mesi Klay ha avuto un minutaggio limitato, cresciuto gradualmente fino a raggiungere la mezz’ora di gioco a partita. Il 2022 di Thompson è terminato nel migliore dei modi, sia a livello individuale sia a livello collettivo. Ha aiutato i Warriors a tornare in tabellone play-off a 3 anni di distanza e a vincere il quarto anello in otto anni con una media di 17 punti, 3 rimbalzi e 2 assist alle Finali con i Boston Celtics.

L’urlo di Thompson dopo l’infortunio in Gara-6 contro i Toronto Raptors.

(IL VERO) KLAY È TORNATO

Il 2022/2023 dei Warriors non è iniziato nel migliore dei modi per Klay Thompson e per i Golden State. Ad ottobre, nelle prime 6 partite stagionali, Thompson ha tirato con appena il 28.6% da tre e il 34.6 dal campo, collezionando 12.3 punti a partita. Fino a pochi giorni fa il misero record 15-18 dei Dubs li escludeva sia dai play-off sia dal play-in. L’infortunio alla spalla di Steph Curry non ha fatto altro che aggravare su una situazione già di per sé complicata a causa dei problemi fisici di Wiggins e Iguodala, ai quali si sarebbero aggiunti anche Wiseman e Kuminga. Nel frattempo sono migliorate anche le percentuali del n.11, che a novembre è salito fino al 43.4% da tre e a dicembre ha mantenuto una media di 22.5 punti.
I tifosi di Golden State hanno dovuto pazientare ancora prima di assistere all’exploit post-infortunio che tanto attendevano. Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2023 la loro attesa è stata ripagata da una prestazione di Thompson da 54 punti. Contro gli Hawks di Trae Young i Golden State hanno vinto 143-141 dopo 2 overtime, raggiunti grazie ad una tripla di Donte Divincenzo a tempo scaduto. Gran parte del merito del successo Warriors è da ricercare in Klay. La guardia di Steve Kerr ha segnato 10 triple su 21 tentativi, con uno splendido 53.8% dal campo e un +13 di plus/minus. In assenza di Curry, Thompson e Jordan Poole stanno trascinando i propri compagni in zona play-off (oggi lontana appena 1 vittoria) con 5 successi consecutivi. Senza il suo amico e compagno Curry, Klay sta tenendo una media di 25 punti, 5.3 rimbalzi, 2.8 assist e sta tirando col 40% da tre e il 95% ai liberi. Nelle ultime tre partite contro Charlotte, Portland e Atlanta ha segnato rispettivamente 29, 31 e 54 punti con 22 triple totali.

Curry e Thompson esultano durante la partita contro gli Atlanta Hawks.

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