È nata in Romania il 12 novembre 1961, ma grazie alle sue gesta e ai suoi successi si è fatta conoscere in tutto il mondo. A suon di ori e medaglie è entrata nella storia dello sport: buon compleanno Nadia Comaneci.

GLI INIZI
Nadia si è distinta dalle sue avversarie sin da giovanissima, dimostrandosi una delle ginnaste più precoci di sempre. Ne è un esempio l’oro olimpico vinto a Montreal 1976 ad appena 14 anni, un record che nessuno potrà mai battere poichè l’età minima per partecipare ad un’olimpiade dal 2012 è stata alzata a 16 anni. Durante la sua carriera collezionerà un totale di 21 medaglie d’oro, spalmate tra il 1975 e il 1982:
Europei Skien 1975 (x5)
Olimpiadi Montreal 1976 (x3)
Europei Praga 1977 (x2)
Mondiali Strasburgo 1978
Europei Essen 1979 (x3)
Olimpiadi Mosca 1980 (x2)
Universiadi Bucarest 1981 (x5)
Mondiali Fort Worth 1982
I massimi esperti videro nella Comaneci un gran potenziale sin dalla giovane età. Nel 1970 prese parte ai campionati nazionali a squadre e diventò la più giovane ginnasta rumena di sempre a vincere il titolo. L’anno successivo a Lubiana si cimentò nella prima gara internazionale vincendo sia il titolo all-around sia il titolo nel concorso generale a squadre. Dal 1975 arrivarono i primi successi importanti di Nadia, che trionfò agli europei di Skien in tutti gli attrezzi, escluso il secondo posto ottenuto nel corpo libero.
Prima del vero exploit, rappresentato dall’oro di Montreal, si aggiudicò altri 4 titoli ai campionati nazionali rumeni. Al tre pre-olimpico fece capire sin da subito che le gerarchie stavano cambiando: non solo vinse gli ori nell’all-around e nella trave, ma anche tre argenti in volteggio, corpo libero e parallele.

IL 10 PERFETTO E IL LEGAME CON CEAUSESCU
A marzo 1976 nella prima edizione dell’American Cup al Madison Squadre Garden – oggi casa NBA dei Boston Celtics – ricevette un incredibile punteggio di 10.0 sia nella fase preliminare sia nel round finale nel volteggio. Replicò l’impresa a Chunichi Cup in Giappone nel volteggio e nelle parallele asimmetriche. Il vero “10 perfetto”, il più famoso e conosciuto, arrivò a Montreal, casa dei record per la Comaneci, il primo nella storia delle olimpiadi dopo quello ottenuto dalla sovietica Nelli Kim. Questi risultati rappresentarono un trampolino di lancio che la portarono ad essere nominata “atleta femminile dell’anno” dalla United Press International nel 1975 e nel 1976.
La carriera di Nadia Comaneci è stata ostacolata da diversi problemi politici legati al regime di Crausescu. In Romania si stava affermando un comunismo nazionalista. Il primo Presidente della Romania, titolo che Ceausescu si attribuì nel 1974, si prefissò l’obiettivo di supportare l’aumento demografico, di far fronte al debito e costrinse molti rumeni a vivere in condizioni di vita precarie. A seguito del decollo della propria carriera sportiva, la Comaneci sarà costretta a vivere una relazione di circa 5 anni con Nicu, figlio violento e alcolizzato di Ceausescu.

DOPO IL RITIRO
La Comaneci decise di allontanarsi dalle competizioni nel 1984, rinunciando alle olimpiadi di Los Angeles. Dopo un breve periodo da allenatrice in Romania decise di fuggire dal suo Paese nella notte del 27 novembre 1989, partendo da Bucarest e arrivando fino al confine con l’Ungheria. Da lì fece tappa in Austria, in Canada e infine negli Stati Uniti grazie all’aiuto dell’amico (e futuro manager) Constantin Panait. Negli USA conobbe il suo attuale marito Bart Conner, ginnasta americano. Potè tornare in Romania soltanto nel 1989, dopo la fine della rivoluzione rumena.
In quegli anni ricevette l’Ordine Olimpico (sostituto del precedente Diploma Olimpico di Merito) nel 1984 e nel 2004, diventando l’atleta più giovane ad ottenere questa onorificenza. Nel 1993 venne inserita nella International Gymnastics Hall of Fame. Insieme al marito gestisce l’accademia di ginnastica di proprietà.

Tantissimi auguri di buon compleanno a Nadia Comaneci, che oggi spegne 61 candeline. Una delle ginnaste più affermate a livello mondiale è riuscita ad imporsi come fonte d’ispirazione per moltissime persone anche nella vita quotidiana.

Lascia un commento