Il derby d’Italia non è una partita come le altre. Juventus – Inter è quel match che si aspetta dall’inizio della stagione. Quella sfida che, inevitabilmente, segna l’andamento di bianconeri e nerazzurri.
Il derby d’Italia è una partita che non regala solo tre punti, regala la tensione, il nervosismo, l’agonismo e tante, tantissime emozioni. Sia a chi, in campo, ci scende, che a coloro che da fuori guardano e sostengono i propri colori, ansiosi di vedere quale sarà il risultato finale.
Un risultato che, visto il prestigio del match, va ad influire sul morale delle squadre che lo hanno appena vissuto. Chi ne esce vincitore, ne esce galvanizzato, consapevole di aver regalato a sé stesso ed ai tifosi, una delle gioie più grandi della stagione. Chi, invece, ne esce vinto, ne esce col morale a terra, con le gambe spezzate, con le certezze in frantumi. È, il derby d’Italia, una sfida da tutto o niente. Sempre.
Così è stato anche per questo primo episodio stagionale della controversia. La Juventus vince, 2-0, il derby con gli eterni rivali dell’Inter e tinge l’Italia di bianco e nero.
È una vittoria ampiamente meritata quella che gli uomini di Allegri si portano a casa. I bianconeri vedono, finalmente, una luce in fondo al tunnel. Uno spiraglio, creatosi perché i bianconeri, in questo traumatico inizio di stagione, hanno imparato a fare di necessità virtù. Gli infortuni sono tanti. L’infermeria non si svuota, mai. Spazio allora a chi, fino ad ora, ne ha avuto meno. Spazio ai giovani e ad un modulo nuovo, che si adatti alle caratteristiche dei pochi “sopravvissuti” in rosa.
La difesa torna a 3, caratteristica della prima, e tanto vincente, Juve di Allegri. Ai lati del ritrovato Bremer si posizionano, Alex Sandro e Danilo. Quest’ultimo, un fedelissimo dell’allenatore, in grado di ricoprire più ruoli e di dare sé stesso in ogni partita, dimostrando attaccamento alla maglia e riportando carattere in questa Juventus, prima, allo sbando. La scatola difensiva si chiude, concede meno, sono 4 i clean sheet consecutivi in campionato per i bianconeri, a dimostrazione che qualcosa sta cambiando, e lo sta facendo nella direzione giusta.
Le chiavi del centrocampo passano in mano a Miretti e Fagioli. Allegri pesca, per necessità, dai giovani “fatti in casa”. Pesca e lo fa bene. Miretti e Fagioli, in particolare, sono pronti. Lo sono da un po’, è tanto che aspettano la chance di poter brillare tra i grandi. Nessun timore di scendere in campo, le chiavi del mezzo le trovano subito, sono pronti a riorganizzare questa Juve. Disegnano e architettano, corrono e si muovono. Fagioli e Miretti diventano il faro di questa Juve. Un faro che illumina anche chi, come Rabiot, era finito nell’oscurità, nell’opacità, non riconoscendosi più. Ora il centrocampo bianconero brilla, di nuovo, ed è pronto ad accecare gli avversari, accompagnato dai lampi esterni di Kostic e Cuadrado. Il serbo ieri, sull’out di sinistra, è stato il vero mattatore della sfida. Due sgroppate decisive, che regalano gli assist a Rabiot e Fagioli e la vittoria ai bianconeri. Uno dei tanti giocatori rinati in quest’ultimo periodo in casa Juve, un periodo che fa ben sperare, con i rientri di Chiesa e Di Maria sempre più vicini, il potenziale di questa Juventus aumenta e le speranze per il quarto posto, e non solo, aumentano con esso.
Per una Juventus che ride, c’è un’Inter che si deve, ancora una volta, dopo uno scontro diretto, leccare le ferite. Per la quarta volta in stagione, l’Inter colleziona una sconfitta in un big match. In seguito alle debacle con Milan, Lazio e Roma, i nerazzurri dimostrano ancora fatica a gestire le occasioni importanti.
Tanti, troppi, gli errori sotto porta dei nerazzurri. Sprecona ed ansiosa nel primo tempo. Spenta ed incapace di reagire nella seconda frazione. È un’Inter confusa quella che si vede allo Stadium. I nerazzurri mancano di compattezza e di concretezza.
Soffrono le ripartenze della Juventus che, ben organizzata, difende e contrattacca. Azioni di rimessa che l’Inter soffre, tanto. Così arrivano le due reti bianconere. Altre due reti subite dai nerazzurri, rispettivamente la diciottesima e la diciannovesima stagionale. Sono solo quattro le squadre ad aver subito di più in questo campionato. Una difesa che, in particolar modo in trasferta, non riesce a contenere gli attacchi avversari. Un paradosso, visto che la difesa era stato il punto cardine delle ultime stagioni nerazzurre.
L’attacco spreca, la difesa commette errori, tanti errori e l’Inter vede, sempre più velocemente, sfumare ogni speranza di rimonta al titolo.
Il primo derby d’Italia della stagione ci lascia questo: una Juve ritrovata ed un’Inter sempre più spaesata.
La storia di questo campionato però, è ancora tutta da scrivere.





Lascia un commento