
68 anni fa, in quel di Jouvenceaux, frazione di Sauze d’Oulx, comune montano della provincia di Torino, nacque uno degli esponenti della storica “Valanga azzurra” degli anni ’70: Piero Gros.
L’AVVICINAMENTO ALLA DISCIPLINA E GLI ESORDI
Piero, o “Pierino”, iniziò a sciare in giovanissima età, con il fratello e i suoi amici, sulla collinetta del paese natale, per poi iscriversi a uno sci-club in età preadolescenziale. Vinse il titolo nazionale in gigante nella stagione 1970/71 e grazie a questo successo ottenne la prima convocazione in nazionale; il fuoriclasse piemontese esordì in coppa del mondo l’8 dicembre 1972 a Val d’Isere, vincendo a sorpresa il gigante. Seguì subito il successo nello slalom di Madonna di Campiglio, che lo portò già dopo due gare a essere un punto di riferimento nel circuito maggiore.
IL PALMARES
Piero Gros, anche se non è stato autore di una lunga carriera, è considerato uno dei più grandi esponenti del Bel Paese nella storia dello sci; l’azzurro ha vinto una coppa del mondo generale (1974), una sfera di cristallo di gigante (1974), un titolo iridato in slalom (Garmisch 1978) e un oro olimpico, sempre in speciale, a Innsbruck nel 1976. A questi traguardi, che collocano Piero nel gotha dello sport italiano e non solo, vanno aggiunti dodici successi in coppa del mondo; Gros si ritirò nel 1982, a soli 8 anni.
Tanti auguri Piero! Sei stato e per sempre sarai una leggenda dello sport tricolore.

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