
Dopo due anni di assenza, il Giappone si ripresenta in Formula Uno con un gran premio infinito: partito alle 7, sospeso per più di due ore a causa della pioggia, e poi ripartito si è appena concluso a Suzuka. Il verdetto è ormai una filastrocca sentita già ben altre 11 volte questa stagione: Max Verstappen taglia il traguardo per primo, dietro di lui il compagno di squadra Perez (salito in seconda posizione dopo una penalità di 5 secondi data a Leclerc), e terzo proprio quest’ultimo. Oggi, però, c’è di più: infatti, in virtù del risultato, Verstappen è campione del mondo con ben 4 gare di anticipo. Dietro di loro un fenomenale Ocon, che tiene a bada Hamilton per tutti i giri della “gara”. Chiudono la top ten nell’ordine: Vettel, Alonso, Russell, Latifi e Norris. Out Sainz al primo giro dopo aver perso il controllo all’uscita del tornantino.
VERSTAPPEN FA IL BIS. PEREZ FA IL SUO
Non c’è stata storia. Neanche oggi. Una sola, unica incertezza in un weekend praticamente perfetto,: Verstappen parte male, le gomme pattinano e Leclerc vede uno spiraglio per infilarsi. Nonostante la pioggia e le condizioni avverse, Max tira una mega staccata per mettere in chiaro fin da subito quale sarà l’andamento della gara. Leadership che non mollerà più fino alla fine. Proprio all’ultima curva dell’ultimo giro succede l’impensabile: Leclerc va lungo, taglia la chicane e Perez dietro di lui si lamenta invocando una penalità. Verrà data poi a Charles e di fatto consegnerà a Verstappen il secondo titolo mondiale. Al netto degli errori di Ferrari e dei suoi piloti, una stagione gestita magistralmente da Max, nonostante il misero bottino di 25 punti nelle prime tre gare. Gli errori dell’olandese si contano sulle dita di una mano: a Barcellona, quando andò lungo in curva 4; l’errore in qualifica a Miami; e l’errore in staccata a Singapore. Una marcia trionfale incredibile condita da 12 successi in 18 gare, 5 pole position e 14 podi stagionali!
Chiude secondo Perez, che comunque il suo lo fa, nonostante i 25 secondi presi dal compagno di squadra. Una gara anonima fino agli ultimi giri, quando è riuscito a prendere Leclerc ed insieme hanno dato vita ad una battaglia durata fino all’ultima curva. Ad essere davanti in pista è il monegasco, ma la penalità (forse un po’ eccessiva?) gli ha consegnato il secondo gradino del podio, e la seconda posizione in classifica generale.

LECLERC C’E’ SEMPRE. DELUSIONE SAINZ
Se da una parte c’è un vincitore, inevitabilmente c’è anche un vinto. E questi è sicuramente Charles Leclerc. Partito bene, ha cercato, provato a mettersi in prima posizione sin da subito ma non c’è riuscito. Al netto delle difficoltà con l’usura degli pneumatici, si è allora “accontentato” del secondo posto, che comunque avrebbe avuto un sapore agrodolce, toltogli un po’ ingiustamente dai commissari. Ciò nonostante, una stagione per lui partita sotto i migliori auspici, vanificati da errori imperdonabili, soprattutto se dall’altra parte c’è un robot come l’olandese. L’obiettivo per quest’anno era quello di tornare ad essere competitivi, quello per l’anno prossimo è inevitabilmente tornare a vincere.
Delusione Sainz, che getta alle ortiche una buonissima potenziale occasione: perde la macchina in uscita al tornantino e va a sbattere contro le barriere al primo giro. Anche a lui, l’anno prossimo serve una svegliata: più concretezza e meno errori!

MERCEDES PUNTA GIA’ IL 2023?
Un leone in gabbia. Questo è stato Lewis Hamilton per tutta la durata della gara. Ha cercato in tutti i modi di superare Ocon, ha provato dappertutto nel circuito, ma niente da fare. L’Alpine, oggi, era semplicemente più veloce della sua Mercedes.
Chiude ottavo un anonimo Russell, penalizzato oggi da un doppio pit stop abbastanza lento, ma il britannico ci aveva abituato a prestazioni di ben altro calibro.
Mercedes che, accantonato il sogno mondiale (sia piloti che costruttore), sembra già essere puntata con la testa all’anno prossimo, quando un altro progetto sbagliato sarebbe ingiustificabile. D’altronde errare è umano, perseverare è diabolico..

LA GARA DEGLI ALTRI
Bene Vettel, sesto. Il fiuto, il 4 volte campione del mondo, lo ha ancora e l’ha dimostrato anche oggi: il primo a montare le gomme intermedie e alla fine, quando tutti si aspettavano un crollo di prestazioni, questo non c’è stato. Chiude sesto, in una Suzuka che lo ha da sempre idolatrato, e che oggi lo ha visto correre per l’ultima volta nel circuito nipponico.
Ottimo Latifi, due punti che valgono quanto una vittoria per lui e per la Williams: chiude nono al traguardo, ricordandosi oggi com’è il layout del circuito.
Chiude con la decima posizione Lando Norris: se il weekend a Singapore è andato nettamente a favore del team Papaya, questo pende dalla parte della Alpine (4 Ocon, 7 Alonso). Se il team di Woking vuole confermarsi come quarta forza del mondiale serve fare di più.
Male invece l’idolo di casa, Yuki Tsunoda, finito nelle retrovie fin da subito, ha rimontato fino a salire in zona punti, salvo un secondo pit stop che lo ha messo in 13esima piazza, sua posizione finale
PS: Non vogliamo più vedere le gru durante una gara in corso. Oggi sarebbe potuto essere un altro disastro. Irrispettosi nei confronti di un ragazzo che non c’è più.

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