Una valutazione generale delle 4 giganti dell’emisfero sud dopo la fine del Championship.

L’edizione di quest’anno ha sicuramente regalato tantissimo spettacolo, ma agli occhi degli appassionati di rugby prevale tantissima incertezza a seguito del verdetto finale in vista della Coppa del Mondo. C’è chi è arrivato ultimo performando maggiormente rispetto a certe sfidanti, mentre altre rappresentanti hanno disputato un torneo in totale crescendo, quale la vincitrice.
Prima delle varie analisi verrà sottoscritta la classifica.
Classifica
Nuova Zelanda 14
Sudafrica 14
Australia 10
Argentina 9
ARGENTINA: ULTIMA MA NON SUL CAMPO

Voto 7.
Vittorie: 2
Sconfitte: 4
La nazionale sudamericana può ritenersi soddisfatta dell’operato nonostante la graduatoria smentisca tali parole. La squadra di Cheika è stata in grado nel secondo turno di imporsi contro l’Australia con uno scarto mai avvenuto prima (48-17), trionfando poi per la prima volta in territorio neozelandese proprio contro i pluricampioni del mondo. Oltretutto i Pumas sono arrivati a giocarsi la possibilità di vincere la competizione – seppur con combinazioni mitologiche – fino agli ultimi 80′, fattore che la dice lunga sul cammino dell’albiceleste.
Dando un’occhiata anche alla serie di test match antecedenti al 4 Nazioni, nella quale Montoya e compagni hanno battuto la Scozia, il bilancio è senza ombra di dubbio positivo.
Di seguito tutte le sfidanti dell’Argentina a novembre.
(18 su 21 test match novembrini, nei quali anche l’Italia sarà impegnata, saranno in diretta su Sky Sport, mentre i restanti verranno trasmessi in differita sempre dalla Pay tv)
Domenica 6 novembre: Inghilterra vs Argentina, ore 15.15
Sabato 12 novembre: Galles-Argentina, ore 18.30
Sabato 19 novembre: Scozia-Argentina, ore 16.15
AUSTRALIA: DIFFICILE FARE MEGLIO

Voto: 6
Vittorie: 2
Sconfitte: 4
Il torneo dei Wallabies è stato pesantemente influenzato dai numerosissimi infortuni, che hanno costretto Dave Rennie a richiamare qualche “vecchia gloria” dopo appena due giornate. Essere costretti a sperimentare a giochi fatti non ha naturalmente aiutato gli Aussies, che tuttavia sono stati capaci di ricavare un importante trionfo contro gli Springboks, oltre al successo sfiorato contro gli All Blacks sfuggito a causa di una rivedibile decisione arbitrale. Ad un anno dal mondiale difficile fare un quadro completo riguardo una squadra continuamente costernata da pesanti assenze; l’incertezza regna più che da altre parti in casa Australia.
Sabato 29 ottobre: Scozia-Australia, ore 18.30
Sabato 5 novembre: Francia-Australia, ore 21.00
Sabato 12 novembre: Italia-Australia: ore 14.00
SUDAFRICA: OCCASIONE SFUMATA

Voto 5.
Vittorie: 4
Sconfitte: 2
Gli Springboks pongono fine alla competizione tormentati da critiche e rimpianti: Kolisi e compagni infatti erano candidati alla corsa al titolo sin dalle prime battute, ma la sconfitta contro la Nuova Zelanda nella seconda giornata ha dato via ad un periodo di grandi incertezze. Il Sudafrica ha cominciato ad abbandonare durante il torneo il tradizionale rugby “noioso ma efficace”, senza tuttavia disporre di un piano B, ed a ciò si aggiungono le mancate variazioni in rosa, con l’obbiettivo di dare fiducia ai più esperti, sicuramente acciaccati a lungo andare. Nell’ultimo match poi contro l’Argentina – nella quale i Campioni del Mondo in carica avrebbero dovuto vincere con 39 punti di scarto per alzare il trofeo – i Boks sono stati – giustificatamente – frenetici tanto da essere tuttavia parzialmente rimontati.
Dovevano essere 8 settimane d’ascesa, invece le aspettative sono state tremendamente deluse.
Sabato 5 novembre: Irlanda-Sudafrica, ore 18.30
Sabato 12 novembre: Francia-Sudafrica, ore 21.00
Sabato 19 novembre: Italia-Sudafrica, ore 14.00
ALL BLACKS: TOTALE ASCESA

Voto: 7 e mezzo
Vittorie: 4
Sconfitte: 2
Il cammino dei “tutti neri” è andato sicuramente in crescendo sebbene i risultati altalenanti delle rivali abbiano più volte concesso alla Nuova Zelanda di tornare in carreggiata.
La prima parte di torneo aveva suscitato tantissimi sospetti nei confronti del tecnico Foster (senza risparmiare i veterani), nonostante poi gli All Blacks siano stati in grado di chiudere in bellezza le ultime 3 giornate con altrettante vittorie scacciando momentaneamente via ogni preoccupazione. A novembre bisognerà tornare a farsi valere in Europa dopo gli scarsi risultati ottenuti nelle ultime annate, perché la rassegna iridata è vicina e dal Vecchio Continente c’è tanta voglia di salire sul tetto del Mondo.
Sabato 29 ottobre: Galles-Nuova Zelanda, ore 16.15
Domenica 13 novembre: Scozia-Nuova Zelanda, ore 15.15
Sabato 19 novembre: Inghilterra-Nuova Zelanda, ore 18.30

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