C’è un po’ di Italia in questo mito che continua e continuerà a vivere nella leggenda dello sport mondiale. Siamo a Brockton, nel Massachusetts, è il 1° settembre 1923, quando all’anagrafe viene registrato Rocco Francis Marchegiano, figlio di italiani: papà Querino, proveniente da Ripa Teatina, in Abbruzzo, e da mamma Pasqualina Picciuto, di Benevento, emigrata negli States nel 1916. Raggiunta la soglia dei vent’anni, quello che per tutti è oramai Rocky Marciano si avvicina definitivamente al mondo della boxe raccogliendo i primi risultati da dilettante. 9 vittorie, 4 sconfitte e una squalifica per una ginocchiata ad un avversario, prima dell’ascesa tra i professionisti nella categoria pesi massimi.

Ciò che impressiona maggiormente di lui sin dagli albori della carriera, e che sarà oggetto di discussione, è la sua tecnica: imprecisa, disordinata, racchiusa in un fisico massiccio, ma il cui marchio di fabbrica, un destro di una potenza fuori dal normale, gli ha permesso di scalare pian piano la vetta e di attestarsi tra i migliori pugili del mondo, anche grazie alla sua straordinaria etica del lavoro. Rocky Marciano non era bello da vedere, non entusiasmava come Muhammad Alì per intenderci, ma era dannatamente efficace ed estremamente offensivo e concreto. E vinceva, sempre. Non ha mai perso un match in carriera: 49 vittorie, 43 per ko (11 al primo round). Il 23 settembre del 1952 va in scena a Philadelphia la sfida valevole per la conquista del titolo mondiale dei pesi massimi, contro Joe Walcott, in quella che rimane una dei suoi incontri più difficili e sofferti, ma che lo consegnerà definitivamente alla storia. Marciano va a terra alla prima ripresa, incassa e non riesce a reagire, trovandosi in svantaggio nei punti. Arrivati al tredicesimo round, Rocky tira fuori il destro e mette Walcott al tappeto come fosse una banalità vincendo il titolo. Successo che verrà bissato, sempre contro Walcott, otto mesi più tardi, in soli due minuti. Proverà a soffiargli lo scettro anche Ezzard Charles, il cobra di Cincinnati, nel 1954, che prima resiste a 15 riprese per poi perdere ai punti, e che nella seguente rivincita perderà in otto round.

L’ultimo incontro di Rocky Marciano, datato 1955, è contro Archie Moore, con il titolo mondiale in palio. Allo Yankee Stadium di New York, Rocky va al tappeto al secondo round, per poi replicare quattro knock down prima del ko alla nona ripresa. Pochi mesi dopo, annunciò il suo ritiro dalle scene a soli 33 anni. Morirà alla vigilia del suo quarantaseiesimo compleanno, per via di un incidente aereo, il 31 agosto 1969. Consegnandolo per sempre alla leggenda.



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