
GLI INIZI
Marco Materazzi nasce a Lecce il 19 agosto 1973. Appassionato di calcio sin da bambino, muove i suoi primi passi nei settori giovanili della Lazio e del Messina. Fa il suo esordio in Serie A il 2 febbraio 1997, vestendo la casacca del Perugia e siglando il primo goal appena due settimane dopo. Al termine di quella stagione, dopo l’inevitabile retrocessione degli umbri, viene chiamato dall’Everton, dove si distingue per aver preso 4 cartellini rossi in appena 27 presenze.
L’anno dopo fa ritorno a Perugia dove viene nominato capitano e raccoglie 12 goal nel campionato 2000-2001, dato che chiama l’attenzione delle big e della nazionale maggiore.

INTER, L’AMORE DI UNA VITA
Nell’estate 2001 arriva la svolta che segnerà per sempre la vita di Matrix: l’Inter. Non è una stagione positiva per i nerazzurri, che vedono concludere l’annata con zero trofei e soprattutto con lo scudetto perso all’ultima giornata in quel famoso 5 maggio 2002. Anche la stagione successiva non è da meno, con l’Inter che viene eliminata in semifinale di Champions dal Milan e che termina il campionato dietro la Juventus.
LA SQUALIFICA
Il 1° febbraio 2004, al termine della sfida contro il Siena, Materazzi si rende protagonista di un episodio spiacevole, sferrando un pugno all’avversario Cirillo, scatenando la sua rabbia per non aver fatto parte degli 11 titolari. Il calciatore fu squalificato per due mesi e si è scusato privatamente con egli.
ROBERTO MANCINI: L’INIZIO DI UNA NUOVA ERA
Dopo i primi tre anni in nerazzurro deludenti, la gestione tecnica passa a Roberto Mancini, con cui ebbe inizio un ciclo vincente.
Marco però presenta un rendimento discontinuo, che non convince Mancini e che si sente costretto a farlo partire spesso dalla panchina. Lo scudetto di quell’anno fu vinto dalla Juve, ma dopo il caos Calciopoli fu revocato. Calciopoli incide anche la stagione seguente, assegnando all’Inter lo scudetto di quell’anno dopo le varie penalizzazioni a Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina.
Dopo quel campionato Materazzi avrebbe vissuto qualcosa di magico con la nazionale, ma su questo ci passeremo più tardi.
Dopo il Mondiale 2006 diventa sempre più titolare e contribuisce alla vittoria del secondo scudetto consecutivo mettendo a segno ben 10 goal, non male per un difensore.
Ma nella stagione 2007/08 Matrix ebbe un tracollo, non riuscendo a trovare tanto spazio, soffocato dai concorrenti nel suo ruolo e sbagliando un rigore che avrebbe permesso all’Inter di vincere il terzo titolo di fila, ma per fortuna all’ultima giornata i nerazzurri sono comunque riusciti ad avere la meglio.

ARRIVA MOURINHO
Nell’estate del 2008 Mancini fu sostituito da Mourinho, l’allenatore protagonista della clamorosa vittoria della Champions League del Porto nel 2004.
Anche col coach portoghese l’impiego è ridotto all’osso, però con lui riesce a stringere una specie di feeling che con gli altri allenatori non c’era mai stato; perciò chiuso in cassaforte l’ennesimo scudetto, era ora di puntare in alto, di puntare alla coppa dalle grandi orecchie, la sola e unica Champions League.
IL TRIPLETE
La stagione 2009/10 dell’Inter per l’intero mondo del calcio rappresenta un qualcosa di mai visto, la prima squadra italiana a riuscire ad accaparrarsi nella stessa annata scudetto (il quinto consecutivo), Coppa Italia e Champions League, in un cammino assurdo.
Battuto in semifinale il Barcellona di Leo Messi, c’era da affrontare il Bayern Monaco al Bernabeu in una atmosfera da brividi. Matrix non potrà prendere parte a quella finale, dopo aver rimediato un cartellino rosso nella semifinale di ritorno contro il Barça, ma le sue emozioni non saranno mancate.
“Milito, un’altra finta, in areaaaa”, “Il principe diventa re, nella notte di Madrid”. Queste storiche frasi documentano la grandissima doppietta di Diego Milito in finale di Champions, che assicura la terza Champions League della storia dell’Inter. TRIPLETE!!!

LA FINE DELLA CARRIERA
Purtroppo dopo aver vinto quello storico Triplete, Mourinho ha dovuto dire addio alla compagine nerazzurra non riuscendo a rifiutare il grande Real Madrid. Fu un addio straziante, ma nella memoria dei tifosi ci saranno solo ricordi positivi dello Special One.
Tuttavia, al suo posto arrivò Rafael Benitez, e quello sarà stato l’ultimo anno con la maglia dell’Inter per Materazzi.
Complice il pessimo rapporto con il coach e complice lo scarso minutaggio, dopo aver aggiunto al suo palmares un Mondiale per Club, Marco Materazzi risolse il suo contratto, dicendo per sempre addio alla sua squadra del cuore.

IL MONDIALE DEL 2006
Giunti a un’età delicata, in cui si decide se continuare a spingere o lasciarsi andare al declino, un pastello d’oro ha deciso di colorare una carriera che stava per entrare nel suo vivo: il Mondiale in Germania del 2006, che assieme al Triplete, rappresenta l’apice della carriera di Materazzi.
I due goal durante il cammino, quello in finale contro la Francia, la parata di Buffon, la testata di Zidane, la lotteria dei rigori, la traversa di Trezeguet, la trasformazione di Grosso e la gioia che cercava di uscire da tutti i pori; momenti indelebili nella testa di ogni italiano.

Buon compleanno Matrix…


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